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Le loro narrazioni: la Grecia misogina e le cose disattese da 5 millenni

Dio, patria e famiglia etero sessista, violenta, della cultura dello stupro, della sottomissione e del terrorismo, perché sono LORO i terroristi e sono:

  1. etero
  2. maschi
  3. insicuri
  4. di qualunque classe sociale
  5. privi di empatia (non malati di follia, ma privi di comprensione perchè HANNO SCELTO di essere disumani!)
  6. odiatori del femmineo perché pretendono di sottometterlo

Un articolo ineccepibile e non è un opinione ma un DATO DI FATTO di Luisa Betti Dakli, perché non applicano la Convenzione di Istanbul?

Si è vero che la narrazione è misogina, è vero che non si fa formazione, ma è anche vero che non se ne ha alcuna volontà perché altrimenti dovrebbe cambiare lo stato di potere che loro pretendono di avere a discapito di qualunque cosa, e qui si manifesta la loro Malattia, ma non per come la intende la psicologia, ma in quanto induzione ad una narrazione che ci hanno propinato per 5 millenni, tempo brevissimo nella macro storia della nostra specie.

Le loro narrazioni, non sono mai neutre, sono il frutto istituzionalizzato di un disequilibrio di potere. 

Narrazioni filosofiche, religiose e “mitiche” 

Non mi piace pensare ad un limite nell’approccio al mio blog, la Natura non mette paletti, ne recinge, Vive e Vivendo interseca questioni di Vita, per questo sebbene il tema principale sia lo Sciamanesimo Femminile questo essendo Materia e Anima Viva abbraccia tanti temi, tutti quelli che esistono perché imposti o non.

Ho già trattato i seguenti temi:

  1. filosofie laiche e spirituali patriarcali
  2. religioni patriarcali
  3. miti patriarcali 

Ma le cose da dire e scrivere sono tantissime, se prendessimo un singolo mito che so greco? le narrazioni che se ne potrebbero fare sarebbero moltissime, generando pagine e pagine, ed ho limitato ad un solo mito di un unica area geografica e limitato ad un periodo specifico, il patriarcato dura da 5 millenni quindi quanti spunti di riflessione antropologica, psicologica, filosofica, politica etc… fornisce?

Si capisce perché scrivo tanto!
Anche gli intrecci che se ne possono dedurre con la Mente dell’Anima sono migliaia, infatti tutto insegna qualcosa anche una distorsione chiamata status quo.

Nei miti e nelle loro narrazioni il femmineo Selvaggio viene sottomesso dalla mente del maschio, quella mente che spesso nei miei post definisco come artefatta, loro anche vengono manipolati infatti, ma accettano ciò per brama di potere, quindi scelgono sempre se essere misogini, SEMPRE!

Ma perché è importante decostruire e smantellare le narrazioni?

Per Vedere la Dea che viene disconosciuta

Visto che è il Femmineo nel patriarcato ad essere costantemente disconosciuto, sottomesso, usato e abusato o manipolato e quindi riconosciuto solo nel ruolo che il patriarcato le ha deciso, è un altra forma del disconoscimento comunque, anche questa seconda “prospettiva”.

Facciamo un salto temporale a ritroso in Grecia, nella Grecia patriarcale e in due miti, quello di Io Sacerdotessa di Hera (ex Dea Madre Universale) e quello di Narciso, ovvero di ego.

Io e Ego: il femminile e il maschile

La Sacerdotessa Io ebbe nella narrazione patriarcale una vita di schifo.

Subisce lo stupro di zeus che poi la trasforma in Giovenca

(e non è un caso in tempi nei quali l’allevamento era già considerato come addomesticamento e sottomissione del selvaggio che lo stupratore zeus trasformasse in Anima(li) da usare dal maschio una sua preda, la predazione è atto esclusivamente umana checchè ne dicano, ed ha a che vedere con l’idea di conquista, altra idea abortita dalle teste artefatte dei patriarcati) nel mito dice per proteggerla da Era.

Era (plasmata nella sua identità disconosciuta visto che già si collocava in epoca patriarcale) cede anche lei Io, ad un gigante, figlio di Gea, quindi della Dea del Mondo, Argo che la trattò anche lui in modi pessimi, per impiegare un eufemismo, ma Era la cedette sotto la forma di Giovenca (la Vacca Sacra egiziana, la Dea Madre Nutritiva era la Vacca Sacra… quindi la Giovenca) perché zeus per primo al fine di evitare la Furia di Era, preferì cedere la cosa, la Io PRIVATA DI IDENTITÀ, non era più Io ma divenne una cosa, dal momento che zeus le “propose” di proteggerla se lei si trasformava in prostituta, promettendole riparo nella foresta, insomma la prostituzione nei secoli…. mai scelta, tanto che zeus quando Io scappa da tale “proposta” la stupra ugualmente, e che una donna può dire no ad un uomo? ma stiamo scherzando? mica è un essere umano con diritti! è un oggetto sessuale, è una cosa!

Questo ovviamente è sarcasmo per chi non lo avesse capito.

Argo fa pascolare (ricorda qualcosa lo scenario del pascolo sotto dominanza di un maschio? “pascolare le anime?” i cristiani non si sono inventati nulla!) la ninfa Io di giorno e di notte la tiene legata.

Poi zeus si pente vedendo come Argo tratta Io, anche il pentimento appare forzato, chi non ha sentimenti e chi stupra non ne ha, non si pente, si sente solo minacciato dall’aver perso una preda, e infatti manda il dio della medicina, che prima era una Dea perché la Sciamana nei villaggi Matriarcali è la Curandera ed è Femmina, zeus manda hermes a liberare Io, in tutta la narrazione la ninfa appare incapace di badare a se stessa, altro elemento contraddetto dalla Vita stessa, ad esempio le Amazzoni che non sono un mito, ricordano che siamo capacissime a badare a noi stesse da sole, per questo ne hanno contraffatto la storia.

Oppure non si narra mai di tutte le donne che resistono alla dittatura patriarcale, se ne scrive o parla solo per sminuirla o quando qualche donna muore.

E siamo in tante a resistere e a lottare, ma le nostre narrazioni sono fuori dalla storia perché la storia loro pretendono di assoggettarla ad un unica specie, ad un unico ceppo linguistico, ad un unica cultura, insomma ad un regime totalitario chiamato patriarcato e capitalismo.

Hermes riesce a “liberare” Io, tra virgolette perché non era libera la ninfa dal momento che zeus decise che la vita dell’oggetto Io gli apparteneva Lei non era più libera a meno che il soggetto privilegiato non avesse perso il potere (valeva per Io e vale ancora adesso questo per ogni donna nel sistema patriarcale) ma i patriarchi distruggerebbero l’universo pur di non perderlo quel potere.

Hermes riesce a sottrarre Io ad Argo grazie ad uno strumento della Dea, poi declassata a ninfa, la Dea era Siringa trasformata in Canna e il suo Flauto venne realizzato da Pan che prese Siringa sotto la forma di Canna, per cui la usò comunque visto che lei non voleva avere nulla a che fare con Pan, e siccome i maschi non rinunciano a quello che percepiscono come oggetto di conquista, e sono sempre rimasti uguali nella loro storia patriarcale in questo, strappò le canne e ne fece un flauto.

Siringa era una Sacerdotessa della Dea Artemide in precedenza, e viveva nei boschi ma col nuovo ordine patriarcale ogni area del mondo era sotto dominio misogino, passando da essere amministrata e gestita ad essere sottomessa, Terra intera compresa, di questo parlano i miti patriarcali, SEMPRE.

Tornando ad Hermes…
Suonando il Flauto riesce a far chiudere tutti e cento gli occhi di Argo che solitamente ne chiudeva solo 50, visto che di notte doveva controllare il legaccio di Io non dormiva mai, ma si sa Hermes riesce dove una femmina non riesce, peccato che riesce proprio perché la Musica di una Dea gli permette di riuscire, quindi tutta sta forza Hermes non l’aveva.

Hermes butta dopo l’assopimento di Argo, il gigante da una rupe e così Io può scappare.
Hera successivamente fissa gli occhi di Argo su un Pavone, Anima/le) a lei Sacro.

Hera come detto è l’incarnazione di un femmineo che piace ai patriarcati, infatti è una paranoica che difende il suo matrimonio a dispetto di qualunque cosa, la moglie-serva ideale per i maschilisti, e lo è perché se la prende col suo stesso sesso, cosa che nella loro misoginia li eccita perfino.

Hera prosegue a tormentare Io, mandandogli dei tafani che la importunassero di notte, a quel punto Io iniziò la sua traversata, da questo mito nasce il nome del Mar Ionio. Giunta in Egitto (la dimora della Vacca Sacra….) Io (che era stata stuprata da zeus) mette al mondo Epafo, figlio del padre-patriarca dell’Olimpo.

E siccome i greci erano l’occidente, ci tenevano a far vedere che colonizzavano altri popoli, visto che Io era giunta in Egitto e lì diede vita ad Epafo, quest’ultimo sposerà poi una ninfa egizia, figlia del Nilo, di nome Menfi, ricordo che la ninfa è un declassamento di una specifica ondata patriarcale, da Sacerdotesse-Dee a Ninfe, questa la trasformazione a svilire del Femmineo che operarono.

Da questo matrimonio di classe (seppur religioso-mitica) nacque poi Libia, insomma la Libia sarebbe sorta per volontà degli indoeuropei secondo il mito patriarcale greco…. ricorda l’imperialismo…

Io ebbe nella narrazione tanto di parte, un identità che altri le avevano deciso, ma all’inizio scrissi che avrei messo a confronto il mito di Io che era una donna, e di Narciso, che era un uomo.

Anche Narciso è figlio di una ninfa, e un altra ninfa (Eco) si sarebbe innamorata di lui.
Anche Narciso nasce da uno stupro, in questo caso della ninfa Liriope avvolta tra le onde che il suo stuprature si “premurò” di far manifestare per prenderla contro la sua volontà, ci tenevano i greci a far passare l’idea che se una donna si rifiutava questo non significava nulla, e la nostra cultura di oggi non è cambiata tanto eh….

Dopo lo stupro gli va a capitare un figlio psicopatico, che fortuna!
La ninfa Liriope si rivolge prima della nascita del figlio ad un indovino particolare per il mito (tre miti anzi) che lo avvolge, l’indovino infatti è maschio e fin qui ha senso nell’ottica del nuovo ordine patriarcale, ma ha una caratteristica che richiama al Femmineo Ancestrale, e specificatamente richiama alla Sciamana-Profetessa, lui è cieco al mondo e per questo può vaticinare, senza entrare nel mito di Tiresio, ma restando su Narciso e su sua Madre, Tiresio profetizza che Narciso vivrà felice fin quando non conoscerà se stesso.

L’anticamera del Narcisismo Patologico in sostanza.
Meno si conosce se stessi più si è preda di una maschera indotta dalla società, e i narcisi hanno una maschera al posto dei volti e la difendono fino alla loro morte.

Narciso (Ego) crescendo manifesta tutti i sintomi della sua psicopatia, attraverso la manipolazione sistemica induce chi lo ama ad uccidersi, o a deperire fino a scomparire totalmente e di cui rimanesse solo l’ultima parte delle sue parole (Eco).

Narciso un identità (psicopatica come detto) l’aveva, un identità però non sua, ma patriarcale (l’Ego) ad Io (Femmina) veniva negata invece, traduzione:

al patriarcato va bene l’assenza di empatia e di comprensione, ma non va bene che il Femmineo Conosca se Stesso.

E questo assunto vale per tutti i miti misogini in ogni area della Terra, per tale ragione vanno osservati da altre prospettive i miti, al fine di decostruirli e ridimensionarli perché parlano costantemente di violenza, di misoginia, di parossismi, di “eroi” che violentano l’Anima Sacra di chiunque e quindi della Dea tutta.

Le identità che siano Femminee non sono tollerate perché è la loro storia a dirlo e loro come noi purtroppo, la assorbiamo per veicolazione sociale ancora oggi, non si è estinto infatti il patriarcato e lungi dall’estinguersi è più facile che finisca la Vita sulla Gea invece, paradosso vuole perché come detto loro non rinunciano al potere, siamo noi che glielo dobbiamo levare e fargli capire che quel potere è un vincolo anche per loro, ma non dobbiamo far questo come crocerossine.

La storia narrata non è certo la nostra visto che della nostra solo noi abbiamo diritto di parlare e argomentare, non certo loro che vogliono piegarci ad un identità sociale che ci costruiscono attorno e alla quale pretendono di annetterci.

L’Ego non è il vero Io, il vero Io nel patriarcato è negato, ma l’Ego è incoraggiato, avevano detto bene gli alchimisti, e prima di loro le filosofie orientali, prima tra tutte quella Taoista, e prima ancora ben lo sapeva lo Sciamanesimo Femminile, gli Ego vanno distrutti e solo dalla loro Morte può nascere la Vita Vera.