#505

Copio e incollo un articolo tratto dal profilo: Basta Giochi presente su Medium a questo indirizzo web: https://medium.com/@bastagochi

e su Facebook indirizzo web reperibiloe alla fine dell’articolo tradotto.

Una nuova definizione di nonviolenza. Andrea Dworkin

(Parte 2)

Il femminismo è un viaggio ed è appena iniziato. Alle donne è stato insegnato che la terra per noi è piatta e che se ci avventurassimo troppo lontano precipiteremmo dai suoi margini. Ciò nonostante, alcune di noi hanno iniziato il viaggio e finora non siamo cadute di sotto. E io credo, il mio credo di femminista, che questo non succederà.

Il nostro viaggio è fatto di tre parti. Come prima cosa, dobbiamo scoprire il nostro passato. Il percorso all’indietro è oscuro, difficile da trovare. Cerchiamo segni che ci dicano: qui hanno vissuto delle donne. E poi cerchiamo di capire com’era la vita di queste donne. E’ una ricerca penosa. Scopriamo che per secoli, per tutta la storia conosciuta, le donne sono state violentate, sfruttate, umiliate, sistematicamente e senza scrupoli. Scopriamo che milioni e milioni di donne sono morte, vittime del ginocidio (dal greco γυνή (gyne), “donna”) organizzato. Scopriamo un’atrocità dopo l’altra, attuate in una scala così vasta che tutti gli altri crimini al confronto impallidiscono. Scopriamo che il ginocidio ha forme diverse: massacri, torture, mutilazioni, schiavitù, stupri. Non è facile per noi sopportare quello che troviamo.

Secondo, dobbiamo studiare il presente: come è fatta la società di oggi, come vivono le donne adesso, come funziona questo sistema globale di oppressione basato sul genere che si porta via tante vite invisibili; quali sono le fonti del dominio maschile; come il dominio maschile perpetua sé stesso nella violenza organizzata e nelle istituzioni sociali totalitarie? Anche questa è una ricerca penosa. Scopriamo che ovunque nel mondo la nostra gente, le donne, è in catene. Queste catene sono psicologiche, sessuali, sociali, giuridiche, economiche. Sono catene pesanti. Queste catene sono chiuse dalla violenza sistematica perpetrata contro di noi dalla classe degli uomini. Non è facile per noi sopportare quello che troviamo. Non è facile rompere queste catene, trovare le risorse per non dare il nostro consenso all’oppressione. Non è facile per noi decidere quali forme deve prendere la nostra resistenza.

Terzo, dobbiamo immaginare un futuro in cui saremmo libere. Solo la visione di questo futuro può darci l’energia per non rimanere vittime del nostro passato e del nostro presente. Solo la visione di questo futuro può darci la forza per rifiutare il nostro comportamento da schiave, per identificarlo ogni qual volta lo manifestiamo e per sradicarlo dalle nostre vite. Questa ricerca non è penosa ma estremamente difficile perché ogni volta che una donna rifiuta di comportarsi da schiava affronta direttamente il suo oppressore in tutto il suo potere e crudeltà.
Le donne impegnate politicamente spesso chiedono: “In che modo noi, come donne, possiamo sostenere le lotte per i diritti di altri?” Questa domanda, posta come base di analisi e azione politica, replica la forma stessa della nostra oppressione: ci mette nella classe sessuale delle “aiutanti”. Se non fossimo donne, se fossimo operai, degli uomini neri o dei maschi qualsiasi, basterebbe identificare nei fatti la nostra oppressione e questo sarebbe sufficiente, agli occhi degli uomini radicali, a dare credibilità alla nostra lotta. Ma noi siamo donne e il primo fatto della nostra oppressione è che per i nostri oppressori siamo invisibili. Il secondo fatto è che siamo state addestrate, per secoli e dall’infanzia, a guardare attraverso i loro occhi e perciò siamo invisibili anche a noi stesse. Il terzo fatto della nostra oppressione è che i nostri oppressori non sono solo i capi di stato, i capitalisti o i militari ma anche i nostri padri, figli, mariti, fratelli e amanti. Nessun altro popolo è così totalmente prigioniero, così totalmente conquistato, così privato di ogni memoria di libertà, così terribilmente derubato di identità e cultura, così assolutamente diffamato come gruppo, così svilito e umiliato in tutti gli aspetti della vita quotidiana. Ma nonostante questo continuiamo ciecamente a chiedere ancora e ancora: “Cosa possiamo fare noi per loro?” E’ arrivato il momento di chiedere: “Cosa devono fare loro adesso per noi?” Questa deve essere la prima domanda da porre in qualsiasi dialogo politico con gli uomini.

(Parte 3)

Durante tutti questi secoli di patriarcato le donne hanno ostinatamente difeso tutte le altre vite tranne le proprie. Siamo morte di parto perché altri potessero vivere. In guerra, in carestia e in qualsiasi altra devastazione abbiamo dato sostentamento a figli, mariti, padri e fratelli. L’abbiamo fatto nell’amarezza di una schiavitù universale. Qualsiasi cosa sia nota, sotto il patriarcato, sulla dedizione alla vita, noi la sappiamo. Qualsiasi cosa ci voglia per mantenere la vita sotto il patriarcato, noi l’abbiamo.
E’ arrivato il momento di rifiutare il patriarcato misurando il valore delle nostre vite altrettanto pienamente, seriamente, risolutamente come abbiamo fatto con le vite degli altri. E’ arrivato il momento di dedicarci a prendersi cura e a proteggerci l’un l’altra.
Dobbiamo stabilire valori che abbiano origine nella sorellanza. Dobbiamo stabilire valori che rifiutano la supremazia fallica, che rifiutano l’aggressione fallica, che rifiutano tutte le relazioni e le istituzioni basate sulla supremazia maschile e la sottomissione femminile.
Non sarà facile stabilire valori che abbiano origine nella sorellanza. Per secoli ci hanno infilato a forza i valori maschili giù per la gola e su nelle nostre fregne. Siamo vittime di una violenza così pervasiva, così costante e senza fine che non possiamo indicarla e dire: “Inizia qui e finisce qui”. Tutti i valori che potremmo difendere da alleate degli uomini e delle loro idee sono impregnati del fatto o della memoria di quella violenza. Della violenza noi sappiamo più di qualsiasi altro popolo sulla faccia della terra. Ne abbiamo assorbito quantità tali — come donne E come ebree, nere, vietnamite, native americane, ecc. — che i nostri corpi e anime si sono inariditi per i suoi effetti.
Ritengo che qualsiasi tentativo che sia reale, autentico di sostenere la nonviolenza debba iniziare col riconoscere le forme e i gradi della violenza esercitata sulle donne dalla classe sessuale degli uomini. Ritengo che qualsiasi analisi della violenza o qualsiasi impegno a combatterla che non abbia inizio da lì sia vuota e non abbia senso, che sia una farsa la cui unica conseguenza sarà il perpetuare la vostra schiavitù. Ritengo che ogni cosiddetto apostolo maschio della nonviolenza che non si sia dedicato anima e corpo per porre fine alla violenza contro di voi non sia affidabile. Lui non è vostro compagno, non è vostro fratello, non è vostro amico. Per lui, le vostre vite sono invisibili.
Come donne, per noi la nonviolenza deve iniziare dal rifiuto di essere violate, dal rifiuto di essere vittimizzate. Dobbiamo trovare alternative alla sottomissione perché la nostra sottomissione — allo stupro, alle molestie, alla schiavitù domestica, agli abusi e all’essere rese vittime in ogni modo — perpetua la violenza.
Il rifiuto di essere vittima non si origina in nessun atto di resistenza di derivazione maschile come l’omicidio. Il rifiuto di cui parlo è il rifiuto rivoluzionario di essere una vittima in ogni momento, in ogni luogo, per un amico o per un nemico. Questo rifiuto prevede di disimparare consapevolmente tutte le forme della sottomissione masochistica che ci sono state insegnate come l’essenza stessa della femminilità. L’aggressione maschile si nutre del masochismo femminile come fa l’avvoltoio con le carcasse degli animali morti. Il nostro progetto nonviolento è quello di trovare forme sociali, sessuali, politiche e culturali che rifiutino il comportamento di sottomissione che era stato previsto per noi, di modo che l’aggressione maschile non trovi più la carne in decomposizione con cui banchettare.

Quando dico che dobbiamo stabilire valori che si originano nella sorellanza intendo che non dobbiamo accettare neanche per un momento le definizioni di nonviolenza date dagli uomini. Quelle definizioni non hanno mai condannato la violenza sistematica esercitata contro di noi. Gli uomini che usano quelle definizioni non hanno mai rinunciato a comportamenti, privilegi, valori e concetti maschili che in sé e per sé sono atti di violenza nei nostri confronti.
Diminuiremo la violenza rifiutando di essere violentate. Rinnegheremo l’intero sistema patriarcale — con le sue istituzioni sadomasochistiche e i suoi meccanismi sociali di dominio e sottomissione tutti basati sul modello “maschio sopra e femmina sotto” — rifiutando consapevolmente, coerentemente e in modo assoluto di essere il terreno su cui l’aggressione, la superbia e l’arroganza maschile possano crescere come l’erbaccia.

Parte di: Andrea Dworkin, “Redefining Nonviolence”, relazione letta il 5 aprile 1975 ad una convegno del Boston College col titolo “A Call to Separatism” e pubblicata prima in WIN, July 17, 1975 e poi in Andrea Dworkin, Our Blood. Prophecies and Discourses on Sexual Politics, New York: Perigee Books, 1981, pp. 66–72. Qui la traduzione della 2a parte, pp. 69–72.

Traduzione di Alexandra Adelson e Nerina Milletti

Per https://www.facebook.com/bastagiochi/


Ringrazio personalmente Alexandra Adelson e Nerina Milletti per questa traduzione importante.

Ho voluto riportare in questi giorni tale traduzione perché sta facendo parlare molto (e a sproposito) un movimento femminista che proviene dalla Corea del Sud, e anche in questo caso fornisco due link utili per approfondire il tema:

Tema numero 2: dal blog Ricciocorno Schiattoso

Il radicalismo delle femministe sudcoreane: dal blog Bambole Diavole articolo a firma Irene Starace

Prima di tutto, e prima di entrare nel tema specifico, anche se quello che sto per scrivere rientra pienamente nell’argomento specifico, mi voglio soffermare sulla parola: Radicale.

Visto che le parole hanno un senso e visto che ogni volta che una donna si auto definisce come Femminista Radicale pare stia dicendo che lei è l’anticristo, o l’anti qualunque cosa, anti maschio, anti esistenza del maschio, anti società (una specie di eremita pronta a sferrare attacchi con una katana, e aggiungteci altre amenità utile a spegnere il cervello e non capire perché questo è quello che si fa ogni volta che si mette un muro davanti a se) …. è bene chiarire cosa si intende per Radicale.

Radicale significa: “che deriva dall’origine” e qual’è l’origine se si parla di contestazione femminista? quella di mettere a critica le basi su cui si fonda il patriarcato:

sesso come strumento per esercitare potere (così da farlo diventare violenza sistemica)

matrimonio come potere di controllo

prole usata come potere e per controllare la discendenza del “seme”

occasionalità come strumento di potere nelle mani maschili

Queste donne sudcoreane stanno mettendo a critica le Radici del sistema patriarcale, una critica severa e per questo efficace visto che praticata non da singole ma da più donne, e lo stanno facendo attraverso la Non-Violenza.

In sostanza attraverso tale Non-Violenza stanno riprendendosi un modo di fare che era tipico dei Matriarcati.

C’è un filo che lega i patriarcati delle diverse nazioni, ma ogni luogo è comunque diverso, l’Italia e l’Europa non sono la Corea del Sud, ma in Italia come in Corea del Sud ci si aspetta dalle donne un comportamento sociale specifico, queste femministe criticano il lavoro non retribuito a cui le donne sono sotto-poste nella Corea del Sud, ieri in tv OXFAM Italia parlava del lavoro non retribuito al quale le donne sono sotto-poste in Italia, e il rappresentante di OXFAM It. faceva notare che tale lavoro non retribuito fa più PIL dell’attuale vendita di tecnologia, per cui le cifre sono alte se retribuissero le donne per il loro lavoro di sottomissione, ops scusate lapsus, volevo scrivere “di cura” dovrebbero elargire a singola donna mensilmente almeno 3500€ (anche di più in realtà) a quel punto ci sarebbe un rovesciamento dei rapporti economici di forza almeno in una classe sociale specifica, ecco perché hanno propugnato l’idea che la donna lo faccia “per natura” quel lavoro, ennesima narrazione atta a farla restare in catene e a mantenere i rapporti di forza diseguali e patriarcali, facendo “due più due” se ai 3500 sommate l’altro lavoro che una donna può svolgere e magari già svolge, a quanto arriverebbe al mese?.

Ricciocorno si domanda (a ragione) sul post sopra riportato se esista una libera scelta in una società patriarcale.

E si da una giusta risposta.

Il punto è il contesto sociale, perché il patriarcato è un sistema sociale ed in tale sistema sociale non esiste una libera scelta per le donne.

Andrea Dworkin scriveva:

Il nostro progetto nonviolento è quello di trovare forme sociali, sessuali, politiche e culturali che rifiutino il comportamento di sottomissione che era stato previsto per noi, di modo che l’aggressione maschile non trovi più la carne in decomposizione con cui banchettare.

Queste donne sudcoreane stanno attuando una di queste forme che la Dworkin citava come auspicio e come nuova costruzione e conoscono bene la violenza che su di loro il sistema patriarcale esercita, alla quale stanno rispondendo attraverso una Sorellanza, quindi attraverso una nuova e materiale narrazione.

#504

Anima o Mentalismo?

Superare la coltre mentalista e pratica per giungere all’Anima-Mente Universale, attraversando il dolore che permette di evolvere se si decide di osservarsi, senza cedervi, non è semplice ma non si va verso l’alto, si torna a stagnare…. in un bacino Primordiale.

Spesso abbiamo letto in giro (nel web e sui libri) le parole: Ombelico del Mondo, o Omphalos Primigenio.

L’Ombelico del Mondo è la Dea, è il centro che unisce basso ed alto senza contrapporli ma riunificandoli in un Corpo unico. Con il dio stuprato zeus che non voleva capirne un H di Femminino, lui era dio e dio non cambia, è onni… qualunque cosa giusto? noSBAGLIATO è solo un codardo che per non crescere semina terrorismo da adulto, ma detto questo, con zeus l’Ombelico diviene centro fisso, (non fissare ciò che la Dea vuole mobile, trasmigrante, migrante, perché non sai cosa questa imposizione possa generare dal grembo stesso della Dea..) dove lui rubò l’oracolo.

I Templi della Dea erano fatti di sassi in cerchio perché la Terra nasce come roccia, e Muta, per cui nei Matriarcati non si fissava nulla, ecco perché Mary Daly il patriarcato lo ha definito (a ragione) come necrofilo, questa fu una delle ragione di tale definizione.

Da Miti3000 si legge:

Delfi era anche la sede dell’Omphalos, “l’ombelico del mondo”, un masso bianco avente forma di semicono; di fatti il mito racconta che Zeus, volendo accertare quale fosse il centro della terra, fece partire contemporaneamente due aquile (o due cigni) dai suoi limiti estremi e i due volatili si incontrarono a Delfi.

Ovviamente Miti3000 riprende la narrazione patriarcale, ma ci da qualche spunto.

Zeus avrebbe fatto partire due coppie di Anima(li) differenti.

E sempre il dio stupratore (quindi terrorista consapevole di esercitare terrorismo, perché agire lo stupro è atto di odio terrorista) volle accertare che quello fosse il centro del mondo.

Perché?

Domanda stupida, lo faceva per imprimere il suo sigillo egoico sul mondo di allora.

Non zeus, ma chi ne narrava le gesta, appunto il mito, come tutte le narrazioni patriarcali anche questa svela che non sono mai cambiati, che per perpetrare il loro mentalismo ovvero l’esigenza fittizia di perepetrarsi culturalmente, si sarebbero inventati (anzi avrebbero costruito) qualunque storia, per poi chiamarla, indovinate come? vi rispondo senza farvi satre sulle spine, per chiamarla storia.

Infatti (sempre da Miti3000) sulle Ossa della Dea costruirono i loro di templi, non più Sacri ma vestigia di un nuovo potere che con la violenza si andava ad affermare:

Chiunque incontrasse la dragonessa, era per lui
l’ultimo giorno: prima che il dio saettante
le scagliasse una freccia violenta:
cadde da atroci dolori straziata
torcendosi al suolo e forte ansimando:
un grido si udì spaventoso; qua e là per il bosco
balzava convulsa; e la vita lasciò
un soffio spirando di sangue spumoso.
E sovr’essa di Apollo suonò la voce superba:

«Ora qui marcirai su la terra nutrice
né più tu sarai funesta sciagura
ai mortali che la fertile terra sostenta
e qui verranno ad offrire ecatombi perfette;
non certo da morte salvarti potrà né Tifone
né Chimera, esecrabile nome. La terra
negra e l’ardente Iperione faranno
che sozzamente tu qui imputridisca»
(III° Inno omerico ad Apollo).

Sulle spoglie della Dea hanno costruitro le religioni, hanno costruito gli stati (appunto il cercare il centro in un territorio delimitato solo dalla schizofrenia del maschio patriarcale), le loro cosmogonie (se la sono cantata e suonata, insomma….) hanno costruito i governi, le scale fallocratiche in ogni ambito della vita, le leggi, distanziandosi dall’Ombelico, perché la Dea non possono controllarkla allora la odiano. Come lo fecero in Grecia lo hanno fatto nel resto della Terra.

Tutt’altra questione è invece quella di riunificare la Fantasia che così come l’Intuizione sono Sacre, nel senso di Vive, e se ne sbattono di lasciare traccia indelebile, perché la Dea è, è sempre stata e sempre Sarà.

Ma Fantasia e Intuizione devono tornare ad occupare spazio nelle percezioni e nelle elaborazioni mentali di chi è sulla strada della Dea, e tale strada è Interiore.

La Fantasia può essere Intuizione e quando giunge a tornare Intuizione (Atavica) allora scopre il Vaticinio, le corrispondenze Sacre, quello che è Linguaggio Universale (Creativo) della Natura-Dea, conosce quella che il patriarcato quando espressa dal Femminino chiamava follia.

Il taglio notturno operato dalla Falce di Luna

La Fantasia è il mezzo attraverso cui giungere al Sacro Mistero.

Ma bisogna (per far si che ciò accada) essiccare la mente mentalista, renderla capace di percepire (attraverso la Mente dell’Anima) ma senza percepire erroneamente (mentalismo appunto).

Quindi la Dea che Falcia, non fa Morire ma lascia in Vita la Vita, si può dire, la vera vita quella che non fugge, che on umilia per affermarsi, quella che resiste lottando, quella che si Immerge, perché solo attraverso tale Immersione è possibile affrontare, e non è percorso facile.

Ritorno all’Anima: I Misterya Matriarcali

Il Sacro Mistero era passare dalla Mente alle Emozioni, lo era prima e lo è adesso ed era un mistero perché questo passaggio prevede l’accettazione della Dea Falce, ovvero della Morte da capire come Moto Sacro di Dea.

Per cui chi è proiettato all’esterno e solo all’esterno, rafforzando il mentalismo non accetta la Dea Morte, ragion per cui il Mistero non poteva essere svelato.

Le Emozioni da Evocare e Fissare non sono quelle contraffatte da una cultura che inevitabilmente condiziona, ma quelle spurie, quelle che ci riconnettono alla Selva Oscura, per dirla con le parole di Dante.

O meglio, che ci connettono con la Foresta dei Primordi, la Natura Selvaggia.

A quel punto si vede l’Anima per quella che è.

Perché l’Anima è un Corpo Emozionale ed è Femmina, non per come viene intesa dal movimento transgender-queer attuale, che mantiene intatta la struttura sociale patriarcale e anzi la rafforza ponendosi come sponda per aiutare il patriarcato a fare quello che vuole fare da sempre, usare le donne fin quando gli servono e poi buttarle via, il Matriarcato quindi l’Anima Femminea che gestiva la società, non avrebbe mai accettato una struttura patriarcale invece.

Anima e Mente devono andare insieme ed il Corpo è Sacro, in quanto inviolabile (legge di Dea) ma nel sistema che viviamo l’Anima non esiste, viene Oscurata a favore del mentalismo, è la patheia più diffusa questa, ed ha un nome…. il suo nome è patriarcato.

Per approfondire alcuni consigli librosi:


#503

Goccia-Scintilla 33

Non sono per la parità, la considero un tentativo maldestro (e strategico in un ottica patriarcale) di neutra(lizzare) il femminino appiattendolo sul maschile e sulla sua società senza toccare quest’ultima che è il luogo dove il patriarca (chiunque egli sia) esercita potere e fallocrazia, e penso questo per le stesse ragioni spiegate dalla Lonzi e per esperienze di vita, se non si attraversa il fuoco le teorie sono solo aleatorie:

La donna è l’altro rispetto all’uomo. L’uomo è l’altro rispetto alla donna.
L’uguaglianza è un tentativo ideologico per asservire la donna a più livelli. (Carla Lonzi)

Ancora:

Riconosciamo il carattere mistificatorio di tutte le ideologie, perché attraverso le
forme ragionate di potere (teologico, morale, filosofico, politico) hanno costretto
l’umanità a una condizione inautentica, oppressa e consenziente (Carla Lonzi).

Abbiamo guardato per 4.000 anni: adesso abbiamo visto!
Alle nostre spalle sta l’apoteosi della millenaria supremazia maschile. Le religioni
istituzionalizzate ne sono state il più fermo piedistallo. E il concetto di “genio” ne ha
costituito l’irraggiungibile gradino (Carla Lonzi).

Carla Lonzi si soffermò (e fece bene) anche sulla sinistra rivoluzionaria, chi l’ha attraversata e poi ha indagato se stessa e la sua oppressione anche condotta da tale ambito politico, sa di cosa parlava la Lonzi.

Lei scrisse:

Sputiamo su Hegel l’ho scritto perché ero rimasta molto turbata constatando che quasi la totalità delle femministe italiane dava più credito alla lotta di classe che alla loro stessa oppressione.

Per l’ennesima volta la Lonzi coglie il punto, la donna che introietta il pensiero patriarcale (ovunque espresso anche a sinistra) secondo cui lei sarebbe inferiore, crede al rivoluzionario e resta al giogo di un altro (ennesimo) padrone, in questo caso quello per cui la lotta di classe viene prima della sua persona, dela sua lotta contro il ruolo che la relega a classe sessuale inferiore, ovvero a secondo sesso, quest’ultima non letta (o letta in modo parziale) dalla donna non consapevole della sua oppressione come tale ovviamente quando la lotta di classe viene interpretata come prioritaria anche per lei.

Infatti diceva anche:

Le donne stesse accettano di considerarsi “seconde” se chi le convince sembra loro meritare la stima del genere umano: Marx, Lenin, Freud e tutti gli altri. Mi sono sentita stimolata a confutare alcuni tra i principi fondamentali del patriarcato, non solo di quello passato o presente ma di quello prospettato dalle ideologie rivoluzionarie.

Concludo questa Scintilla-Goccia dedicata alla Lonzi con un altro suo pensiero:

L’uomo ha sempre parlato a nome del genere umano, ma metà della popolazione
terrestre lo accusa ora di aver sublimato una mutilazione.

#502

Radice, Sciamanesimo Femminile, Tonal-Nagual

Quando acquistai il libro che segue:

ero molto giovane.

Raramente vengo rapita dai libri, ma ce ne sono alcuni che riescono ad avere una capacità, quella di andare oltre il linguaggio verbale, si potrebbe dire: “ma in generale i libri fanno questo visto che mirano alla sfera emotiva ma senza darsene un obiettivo (spero…)!” si ma mica tutti hanno questa capacità, ad esempio con me ci riescono le poesie che sono e che recepisco come vere e proprie Strade verso l’Anima di chi le scrive e di chi le recepisce Interiormente, a livello Ctonio, e riescono a farlo anche alcuni libri.

E questo genere di libri (in stragrande maggioranza ho trovato tale caratteristica in testi scritti da donne ma raramente l’ho reperita in libri scritti da uomini, Castaneda rientra in questa fattispecie) fornisce quelle che personalmente chiamo Medicine per l’Anima.

Castaneda ha un difetto per me, un difetto che ha evidenziato anche un altra Sorella che conosco, ovvero: mette troppa enfasi nella narrazione (tipico approccio dell’ego), ma le parole che scrive parlano all’Anima, o meglio sono le esperienze che lui ha fatto che parlano all’Anima.

Un altro libro che mi ha fatto tale effetto, similare ma differente (questo secondo l’enfasi la conosce molto poco) è quello di Vicky Noble:

Acquistato molti anni dopo l’Isola del Tonal.

Ho sempre scritto su questo blog, e continuo ad affermarlo, che non sono i libri a dare la Sapienza.

Ma come altre cose, i libri possono aiutare a tracciare percorsi, tutto dipende dal come li si recepisce e dal come li si impiega nell’agire una volta chiuse le pagine, se diventano ragione (sragione) per cui sentirsi superiori allora sarete ben lontan@ da qualunque Sapienza, e il libro diverrà l’ennesimo strumento dell’ego, che è una gabbia esso stesso.

Su questo l’Alchimia aveva perfettamente ragione, infatti l’Alchimia riprendeva molti insegnamenti Matriarcali e Sciamanici Femminili, ovvero dell’unica via iniziatica.

Il mio percorso spirituale ha avuto un cammino, un cammino di Recupero e assieme ristrutturazione ma anche di Scoperta e Ri-Scoperta.

Lo Sciamanesimo Femminile è presente in entrambi i libri che riporto poco sopra, solo che Castaneda lo nomina al maschile, era scontato, lui stesso è un uomo e il maschile lo da per neutro…., ma di fatto parla di Sciamanesimo Femminile, mentre la Noble giunse a me come Medicina Femminea in tempi particolari, quando ero già adulta, alla soglia di un periodo di Trasformazione necessaria e nel quale non stavo molto bene.

Scelsi il suo libro ad occhi chiusi, passando la mano sinistra su uno scaffale di una libreria esoterica.

Mentre l’Isola del Tonal lo scelsi perché attirata dalla Farfalla in copertina, la copertina dell’edizione che ho acquistato io è questa:

Immagine tratta da Aseq

Solo in un secondo momento scoprii che la Doppia Farfalla è il Labrys, e che la Farfalla è simbolo Matriarcale di Morte e Rinascita (dovute alla trasformazione dell’Animale che è prima lombrico e poi diviene un altra Creatura).

L’Istinto sente cose che la testa non percepisce.

Avevo 12 anni quando su una bancarella di libri, all’uscita di scuola scelsi questo libro.

Nagual-Tonal

Audre Lorde scriveva:

Sorella Outsider

Nascemmo in un’epoca di miseria
senza mai toccare
l’una la fame dell’altra mai
dividemmo le croste
per la paura
che il pane diventasse nemico.

Ora cresciamo i nostri figli
nel rispetto di se stessi
e degli altri.

Ora hai reso la solitudine
sacra e utile
e non più indispensabile
ora
la tua luce risplende luminosa
ma voglio che tu
conosca
la tua oscurità altrettanto
potente
ben oltre la paura.

Il principio trasformativo sta nel comprendere che ciò che altri pretendono ci blocchi, può essere girato a nostro vantaggio facendolo diventare un buon Tonal, che passa per un accettazione che non è rassegnazione ma è presa di Coscienza Profonda al fine di condurre una ribellione dell’Anima (leggere Sciamane-Amazzoni-Madri).

Audre Lorde scrive poesie che giungono in profondità, e le scrive partendo da lei, dal suo vissuto, dalla sua alterità ovvero dal suo Potere di Curandera.

Tante volte mi è stato chiesto perché secondo me i maschi non possono giungere alla Sapienza, perché loro non sono discriminati per il sesso in cui nascono, anzi per quel sesso sono considerati superiori (cosa può fare una cultura nata come un tumore con annesse metastasi eh….! mi riferisco al patriarcato).

Chi vive la condizione di venir emarginata per il sesso di nascita può evolvere, chi viene enfatizzato per il sesso in cui nasce (in una società patriarcale) sviluppa un ego psicotico ovvero privo di Anima e senza Anima non esiste nessun cammino Sapienzale.

L’Anima è il battito d’Ali della Farfalla, con annessa porporina, polvere d’oro. Scrive Castaneda per bocca del suo alterego Don Juan.

La Lorde scriveva:

Ora hai reso la solitudine
sacra e utile
e non più indispensabile

ora
la tua luce risplende luminosa
ma voglio che tu
conosca
la tua oscurità altrettanto
potente
ben oltre la paura.

Castaneda ha avuto accesso al Nagual o Dea Oscura, o Ctonio o Magia, con molte più difficoltà di quelle che riscontra una donna, ma questa non è una gara tra chi è più brav@, il Femminile sia per condizione sociale avversa, sia per condizione di Natura più facilmente accede al Nagual, alla Dea Oscura, o Astarte o Astrale, perché la Natura è Dea ed è Femmina, è sessuata, ed è di un sesso specifico.

Suo è il campo del Profondo e del Rivelato da quel Profondo, che nulla ha a che fare con quelle che (a ragione) vengono chiamate verità rivelate, perché questo del Femmineo di Viaggio è in Se, nel Se non ego, che è Se individuale e collettivo (Simbiotico) assieme.

Alcuni maschi vi accedono, e se rare sono le donne che proseguono una volta imboccata la Strada verso l’Interno, Ctonio, Astrale etc… rarissimi sono i maschi che fanno questo, Castaneda è uno, uno di una esigua minoranza nel mondo che viviamo.

Nei Matriarcati tale accesso era diretto, era una Morte ma non come quella richiesta oggi, nei patriarcati e società fallocratiche stratificate in questo modo in ogni ambito (cosa inesistente nei Matriarcati) oggi la Morte richiesta per tale accesso chiede molte più difficoltà, visto che il mondo che viviamo è immagine del Mondo, e anche su questo Castaneda ha ragione.

Risvegliare la Dea Sopita

Gloria Anzaldùa scriveva:

«Non lascerò più che mi si faccia vergognare. Avrò la mia voce: india, spagnola, bianca. Avrò la mia lingua di serpente, la mia voce di donna, la mia voce sensuale»

Lingua di Serpente, Anima Sacra del Femminino, ho scoperto la Anzaldùa in un altro momento di crisi, tutte queste Donne Medicina le ho cercate e le ho trovate sulla mia strada quando avevo bisogno di ricomporre la mia Anima frammentata, altre Medicine sono giunte dalla Dea, ma essendo giunte allo Ctonio (dove sono arrivate anche queste di tutte e tante Sorelle) non sono state Medicine facilmente descrivibili, perché è l’esperienza che le descrive.

La Dea addormentata, sopita o in coma non muore, sta solo rintanata, ecco perché lo Ctonio diviene così importante, e la Noble mi aprì la porta a quello che prima avevo fatto come cammino senza riconoscere taluni aspetti che necessitavano di un nome.

Oggi capisco qual’è il loro nome, ma sono dovuta Morire per capirlo, morire a quell’immagine del mondo che in altre parole è l’introiettato dalla cultura imperante e stantia, tanto che sa di muffa, capirlo era la fase della Rinascita ora il Ciclo deve continuare infatti il percorso non ha un termine e non ha obblighi (la Dea Libera l’avete mai letto tra le mie pagine?).

La vergogna è lo stigma, a noi femmine della specie umana il patriarcato cerca costantemente di farci vergognare, per una ragione o per un altra sfruttando qualunque nostra espressione (lo avevo detto che il patriarcato è una dittatura? ah si l’ho detto…) e ogni nostra esperienza in tal senso è uguale e diversa ma inimicarci tra noi classe sessuale oppressa (quindi tra noi donne) è un regalo al patriarcato stesso, e quindi al padrone che cerca di annichilirci come sua ragion d’esistere, per mantenerci subalterne, (leggasi strumento di tortura psicologica (chiamo le cose con il loro nome).

Gloria Anzaldùa quando scrive le parole che scrive, Ri-Contatta la sua Dea Oscura, ogni volta che pretendiamo di non farci annichilire diventiamo la Dea Terrifica detta Terrifica dal patriarcato ma che ripresa e abbracciata per noi donne è Sorella.

E di questa Dea Terrifica scrive ampiamente la Noble nel libro Il Riseveglio della Dea.

La Noble assieme alla Estès, alla Anzaldùa, a Mary Daly, a Wittig, alla Lorde, ad Alice Walker e a molte altre donne hanno ispirato i miei libri, soffiando sulla mia Anima, in tal senso intendo la parola ispirare.

La Noble dedica il testo del Risveglio, proprio a questa Dea, l’Antica e Anziana Sciamana, Colei che Legge la Dea in se e all’esterno di se, e per questo vaticina.

Tutte le donne citate tornano alla Radice, alcune lo fanno con la Poesia (un mezzo che Fila e Tesse le corde dell’Anima), altre con la scrittura, ma tutte con l’esperienza diretta.

Se non ci si immerge (come ricorda il sito Matriarcato&Matriarchy) non si Muore ma nemmeno si Vive, e queste donne sono state e sono Donne Medicina perché hanno Risvegliato la loro Dea Interiore.

#501

Prescrizione o meglio: il fine punizione, l’attenzione ritorsiva ed il femminino

In questi giorni uno dei temi politici è quello della prescrizione.

Il tema riguarda i tribunali ma questi sono da inscrivere nella società ove si muovono, facendo un passaggio alla società civile (?) fuori dai tribunali ma osservando il giudice (il patriarcato con i suoi guardiani ovvero i maschi) va detto che noi donne conosciamo benissimo il tema visto che per noi la punizione dura l’interezza della nostra vita e visto che per noi non esiste perdono (Per-Dono ovvero: Dare Gratuitamente come la Dea Nutritiva fa, e che non fa mai il patriarcato altrimenti dovrebbe riconoscere una cosa che è Femminea in se stesso, figurarsi… se neanche ci ascoltano se accetterebbero di imparare dalla Dea Terra una sua qualità!), Per-Dare è gesto gratuito di Comprensione, questo è il vero perdono non quella cavolata cristiana che è solo sottomettersi al più forte, quindi se non la conosciamo mai la fine della punizione e di conseguenza la prescrizione chi meglio di noi potrebbe legiferare sul tema?

Il patriarcato è un sistema di guerra, un sistema coercitivo dove la punizione (preceduta da un attenzione morbosa ovvero da controllo sistemico) diventa lo strumento guru-maestro attraverso il quale viene esercitata la loro cultura in modo permanente (appunto una dittatura), e se ci si ribella a tale cultura le punizioni aumentano, ma sono sani questi tizi? è un metodo civile? non mi sembra proprio ed ho ragione a pensarla così, perché è involuta, stupida, cretina, infame e psicopatica.

Ovvero assente in Anima (Psico significa nell’etimo, Anima).

In passato religione e stato erano talmente tanto in stretta correlazione (in passato?….) da aver dato input a ginocidi come la caccia alle streghe, perpetrata maggiormente nelle campagne infatti in questi luoghi il culto Dianico è durato anche dopo gli stermini cristiani e per lungo tempo anche quando il cristianesimo si è affermato sui ginocidi operati in precedenza.

Ed il fine era quello dello sterminio sistemico delle donne, ma non avvenne solo con la religione cristiana questo, sono stati i kurgan ad insegnare l’odio misogino, sono stati “i pastori” ovvero coloro che alla Natura Libera hanno sostituito il dominio ed il controllo della stessa (e qui di Patheia ce n’è parecchia eh…. e su tale Patheia hanno strutturato quella che oggi chiamano società e che giustamente Castaneda chiamava invece Immagine del Mondo, ragion per cui spesso scrivo che le malattie mentali nascono con le società stratificate verticalmente, e anche tenendo conto che l’Indomito della Dea Natura non si ammaestra, non si assoggetta), i primi stermini di donne avvennero coi kurgan, l’uomo (il capo-padrone) quando moriva sterminava tutta la famiglia e pure qualche altro Anima(le) a sottolineare la sua rilevanza sociale, leggere: psicopatia elevata fallocraticamente a governo, infatti la psicopatia ha molto a che fare con il potere.

Le religioni infatti nascono coi patriarcati, prima la spiritualità come ci ricorda la Gimbutas, permeava l’esistente ma non era istituzione, in tale aspetto era anarchica, oggi potremmo dire che lo fosse.

Per approfondire cosa fu la caccia alle streghe vi rimando a qualche link:

N°1: Dal blog Lunanuvola’s blog articolo: Indizi infallibili

N°2: Il Malleus Maleficarum dal sito dell’associazione Aispes

N°3: dal sito “Colsi la prima mela” di Lia di Peri articolo dal titolo: Il femminismo è (anche) una storia di streghe

Noi siamo la materia dei ginocidi compiuti e che ancora si compiono nel tempo attuale ai nostri danni, per cui siamo più che titolate a parlare e a legiferare di giustizia, riappropriandoci della nostra attitudine di Natura-Dea della Nemesis, ovvero della vera Giustizia che senza comprensione non esiste, e il patriarcato tutto fa tranne che comprendere. Solo chi subisce punizioni per la sola sua esistenza (odio sistemico nel patriarcato per il fatto che nasciamo donne) può avere quell’esperienza che gli consente di comprendere il vero volto dei fenomeni sociali che diventano vissuto costante nel quadro di società che è la fuori e che spesso introiettiamo, per questo dobbiamo Ri-Tornare a conoscere noi stesse nel nostro aspetto di forza femmineo, non di potere (potere da podere ovvero possedimento, altra catena).

Il nostro mondo sta bruciando — ragionandoci

As Amazonian women, we coexist with nature. We have a strong relation with our Mother Earth. We are the ones who are closest to the land, because in the forest we are the ones who sow and harvest. And like water, we give life, we give birth. We look after our children and we use […]

Il nostro mondo sta bruciando — ragionandoci

Condivido con molto piacere questo bellissimo post.

Grazie Ragionandoci.

#499

Le età in Prima (primeva-atavica) Hera e il mondo (oggi) invisibile del Totem Anima(le)

Mia Nonna era solita pronunciare le parole dialettali di: “mit pit” ovvero: mettere piede, perché misurava il tempo ancora in modo pagano-Matriarcale, un tempo erano le primavere ovvero le Rinascite che segnavano le età, perché prima eravamo connesse ai Cicli Croni della Dea.

Mettere piede stava a significare che dalla primavera si stava mettendo piede all’anno successivo, l’immanente diventava futuro, e il futuro con annesse preoccupazioni legate agli ego non era più così minaccioso visto che lo si stava vivendo….

L’Hera (la Crona pregressa alla descrizione patriarcale greca che se ne fece con la venuta delle divinità olimpiche e dell’annesso pantheon) Prima era la Prima Ora, ma anche la Prima data. Era la Dea Madre Primigenia dalla quale nascono il giorno e la notte.

Ho già detto che il tempo veniva misurato in Lunazioni basandosi sul Mestruo Femminile, Mens d’altra parte deriva proprio da Mestruo.

Da Pinterest ecco un immagine della Dea Madre (Venere) Paleolitica.

Le tacche sul corno sono 13. Come le Lunazioni e come l’Anno Lunare che iniziava in Prima Vera.

Il rapporto con la Natura che avevamo al tempo della Civiltà, era Simbiotico ma nessuna ci perdeva nulla in tale Simbiosi perché se si riconosce la Fera in se, si vince non si perde, se la si disconosce allora si che cominciano i guai, altrimenti definibili come società patriarcale, capitalistica, guerrafondaia, violenta, razzista, specista, fallocratica etc… etc….

Non ci abbiamo guadagnato molto nel disconoscere la nostra Hera, ovvero la Dea Primigenia e Ultima, a cui tutto fa ciclico ritorno.

Sul tema delle Tredici Lune ci sono diversi testi interessanti, uno di essi è quello dal titolo: “Le Tredici Lune” scritto da Luisa Francia.

Le Profondità del Se Ombra

Nell’invisibile c’è il Vero Mondo, questo artificio che chiamiamo società è meramente una costruzione del mondo.

Ma si… come parli bene te Spiral Red Earth…. a parole è facile ma dire che il mondo che viviamo è costruito comporta tanto più di questa semplice frase.

In effetti è vero, ed era il mio alter ego a scrivere prima.

La discendenza, badate bene Discendere… quindi andare verso l’Interno tornare alla Terra (quando farai del Cielo Terra vi dice nulla?), era Matriarcale un tempo, ma cosa significa? che l’equilibrio della specie umana era in mano alle donne, come doveva essere non per potere ma per legge di Dea, così come per tutti gli altri Anima(li) e tutte le specie vale lo stesso principio.

Il Totem era rappresentato dai cicli della Crona.

Quando un anziava moriva una bimba nascendo sotto il segno di un altro Anima(le) (generalmente del luogo) prendeva in se l’Anima dell’Anziana deceduta.

In Natura quando un Albero Madre muore nasce la Figliolanza di quell’Albero, ma avviene anche con un Anima(le) che muore fertilizzando o diventando Nutrimento per altre specie, per cui si trasforma, per questo Nulla si Crea, Nulla si Distrugge ma tutto Muta.

È legge di Dea.

Dire che il Mondo che viviamo è un Mondo costruito comporta più della semplice frase pronunciabile, o che viene scritta.

Più ci separiamo dalla nostra Interna e Ctonia Natura (o Anima) più non vediamo la Verità, e non vedendola scambiare bisogni, sensazioni, pensieri per la Verità è molto facile, diventa facile quando perdiamo il contatto con il nostro vero Io, che è la Dea.

E a noi donne ci hanno distanziate talmente tanto da noi stesse che ci beviamo qualunque balzana idea o prassi che la dittatura patriarcale ci propina.

Solo essendo scisse da noi stesse ciò può avvenire, per questo hanno inventato la cultura e la religione, così da operare in tal senso affinché nulla cambiasse e affinché non tornassimo più a noi stesse, quindi al Matriarcato.

Se si parla di Profondità del Se Ombra, si deve anche parlare di:

  • Specchio
  • Anima (non artefatta)
  • Totem
  • Linguaggio
  • Dimensione Ctonia e Infera (Profondo vuol dire Infero, sono sinonimi ma non lo dite alla chiesa sennò si arrabbia!)
  • Archetipi
  • Disvelamento

Nei miti più antichi le donne si fertilizzavano tra loro, la Partenogenesi venne anche citata da medici (maschi) in epoche patriarcali più avanti nel tempo, e trova spazio anche in alcuni testi medici del 1900.

La Dea Rinasce da se stessa e perfino nella Grecia già patriarcale si narrava che Artemide mise incinta Callisto, cosa stava a significare questo?

Più cose in realtà.

  1. Si richiamava alla Partenogenesi tramite questa narrazione mitica
  2. Si sosteneva (attraverso l’impiego di una metafora) che è il maschile a derivare dal Femminino e non viceversa
  3. Si dichiarava (sacrilegio!) che le donne non avevano bisogno per definire loro stesse del maschio

Non avveniva quest’ultima cosa solo con delle Dee lesbiche, ma in Natura avviene sempre, perché la Ananke, ovvero il bisogno o necessità, non è la cosa che ci suggerisce l’immagine del mondo, e torniamo allo Gnothi Seauton del Tempio Mobile della Dea prima che venisse istituzionalizzato (attraverso la religione) e rubato dallo stupratore zeus.

Appunto loro hanno costruito le religioni perché i Templi della Dea in precedenza erano cumuli di rocce, ovvero di Terre e si spostavano sulla base delle Linee di Energia (Geo-manteia la più antica e atavica forma oracolare) che sapevamo Sentire quando conoscevamo noi stesse, quando eravamo ancora Sciamane.

Oggi tutto questo è nascosto, perché 5 millenni di patriarcato pesano, ma tale nascosto va solo riscoperto, non si estingue, in molte si atrofizza, in altre lancia segnali, tramite il Sogno o l’Istinto Atavico (quello non artefatto dal pensiero mentalista altrimento detto malattia mentale, perchè queste ultime nascono quando nasce il patriarcato).

Il Percorso poi va intrapreso, come scrivo sempre.

Ma il Totem è una guida?

No non ha bandierine, ne ombrellini.

A parte gli scherzi, il Totem è lo Specchio, è l’Anima di un altra Creatura della Dea che si mette in contatto con noi in un momento adatto, ma è anche un pezzo dimenticato della nostra stessa Anima, per cui non è un guru (ego), non è un maestro (ego), non sa cosa sia la presunzione (ego).

A differenza nostra che ci ignoriamo, le Anime della Natura pretendono di essere ascoltate, e ne hanno ben donde!

Per cui non si Mani-Festa-no mai a caso, o per errore, sanno quando lo stato dell’altra (mai tale) con la quale si mettono in contatto può recepirli.

Ma si! questa esperienza la fanno anche i maschi!

Vero, solo che poi la elaborano con la testa mentalista e artefatta, quella costruita dalla cultura che gli atrofizza l’Anima ma che dando loro potere non mettono in discussione, per cui non capiscono un H di quello che il Totem voleva realmente loro comunicare perché la risposta a tale comunicazione ce l’ha solo l’Anima, e l’Anima è Femmina, è la Dea Parthenos, figuratevi se chi ci odia accetta il suo Femminino…. ma di cosa stiamo parlando? di aria fritta.

Infatti il percorso è Femmineo e solo Femmineo.

Accessibile a tutte e tutti ma vi accede solo una minoranza composta esclusivamente di donne, tranne rarissimi casi nei quali un uomo è disposto a rinunciare totalmente al potere che il patriarcato gli da e ai quali si asserve.

Le altre Dimensioni

Quando si parla o si discute di Sciamanesimo Femminile, si sente parlare e si scrive di altre dimensioni, in tali dimensioni si manifestano sia gli archetipi che i Totem.

Tali Creature o figure archetipali, sono Ctonie, stanno nelle nostre Viscere, e tali Viscere comunicano con l’Anima.

In stati alterati della mente, (ovvero quando molliamo la presa sulla testa artefatta e annessi sproloqui che quest’ultima costruisce a sua volta venendo educata a fare questo, altrimenti addio controllo e censura, due facce della medesima medaglia) lo Spirito-Anima-Totem-Archetipo o Trickster come l’ho definito in passato, mandano scintille, o gocce, queste vanno elaborate con la Mente-Anima Atavica e non con la testa sproloquiante.

Lo Sciamanesimo Femminile è Ri-Contatto col profondo e gli aiuti vengono e giungono dalla Dea, ivi compresi, archetipi, Totem e altre Mani-Festazioni in immagine che la Dea può assumere per facilitarci la comprensione ma velando il tutto di Mistero, essendo assieme Diretta e Indiretta senza che queste due tendenze diventino dicotomiche.

#498

Recupero di una Spiritualità Femminea

Si può recuperare qualcosa che non si conosce?

Qualcosa che non ci è stata insegnata?

Si può tentare di costruire fuori da stereotipi e canoni una spiritualità Femminea?

Marija Gimbutas avrebbe detto che questo è possibile, prima e dopo di lei anche altre lo sostennero.

L’insegnamento arriva dopo il Presente e il Presente è l’Istinto, è un Presente che non muore, viene rintanato, oppresso, si disvela in qualche momento propizio della Vita, da le sue scariche di tanto in tanto ma è e resta Indomito e l’in-signo-est non vi si sostituisce annichilendolo, infatti il patriarcato continua a fallire proprio su questo, perché “questo” è la Dea.

Di conseguenza Io penso come chi mi ha preceduta, che sia possibile trovare e scovare come una Volpe tra la neve la Spiritualità Femminea solo apparentemente (immagine) persa, non solo è possibile, è anche necessario, e fa parte della costruzione non di una mera identità, ma di una (ri)scoperta (dis-Velamento) chthon, per cui è cammino di ri-Nascita per cui è tornare ad essere Madri, o sollevamento, e questa è una scoperta tanto grande da far vacillare molte menti, ancorate come sono a: “le cose vanno così”, altro modo per sostenere senza dirlo esplicitamente lo status quo.

Una Sorella una volta scrisse sul suo blog:

“La verità richiede coraggio”

E se la Verità fosse anche nell’immaginario?

Ecco che cadono altre milioni di teste, ricorda un pò Kalì che Rinascendo da se (leggere Parthenos) mozzava le teste artefatte maschili, per cui mozzava l’immagine che il patriarcato ha costruito e che noi chiammiamo società? se non ce lo vedete provate ad osservare da tale angolazione questa Dea Oscura, che elimina ciò che condiziona, ciò è in effetti troppo da accettare per chi di quel condizionamento ne fa vita, o almeno tenta di farne vita, troppo distante dalla realtà di questo mondo costruito che chiamiamo vero.

Ma il sogno non è forse il riflesso Immaginativo, quindi Crea-ti-Vita (quindi Femmineo) del vissuto nelle giornate e che si riversa formando la fase Mortifera?

Per cui è reale anche se non ci stiamo muovendo, d’altra parte le Piante e gli Alberi sono stanziali o no? eppure vivono…. lo scrivo con una velatura di sarcasmo, per cui se osserviamo con il famoso occhio interiore l’Anima può tornare a respirare solo in quella fase Mortifera, nella fase della Dea Oscura, la protagonista del mio primo libro: Librum Crona-Logia, Parteno Spiralidea, in quella fase della Morte della testa artefatta del giorno, c’è il Messaggio del Mondo Invisibile o Sottile.

Il sogno è il disvelamento della Dea.

Transire

Negli anfratti della legalizzazione, della legge, dell’istituzione delle religioni patriarcali, si scorgono le ruberie fatte ai Matriarcati, edulcorate, travisate, offese, usate ed abusate, ruberie condotte a danno di tutte le Sciamane, le Donne Medicina, le Messaggere tra i Mondi capaci di Vaticinare accompagnate dal loro Anima(le) di Potere, Anima(le) dentro loro stesse e riconosciuto in aspetto Simbiotico fuori di loro nella Dea Natura.

Lo Sciamanesimo Femminile è conoscenza diretta, anzi riscoperta del Mondo Invisibile reso tale solo da 5 millenni, e di cui abbiamo conoscenza da bambine, quando ancora non ci hanno educate allo status quo.

Si tratta di dover Transire da una forma mentis, ad una forma Mentis-Anima, o meglio: Anima-Mentis.

È un Ritorno all’Eterno, ovvero alla Dea Mutevole e in costante Moto Ciclico.

Ed è vero che gli aiuti arrivano, ma vanno capiti con la MenteAnima.

Una Mente che veniamo educate a non conoscere, a non sperimentare, infatti lo Sciamanesimo Femminile è Via diretta e Pratica, senza esperienza Trasformativa e Transitoria, non esiste Sciamanesimo che è solo Femmineo perché quello della Sciamana è il primo mestiere del Femminino e dell’umanità ad esso legata.

Di Mater in Mater.

E questo non si spezza con la cultura, se ci si impegna a non perderlo.

#497

Prima di quello che chiamano fine anno, lo specifico perché per me l’anno si conclude alla fine dell’inverno ed inizia in primavera e questa immagine che segue sottolinea bene il concetto:

Il concetto di Rinascita, il calendario Matriarcale (che era più consono) iniziava con la Nascita-Rinascita, quello patriarcale inizia in pieno inverno (11 giorni dopo l’inizio di questa stagione).

Detto ciò, prima che giunga il 31 dicembre pubblico l’ultimo articolo del 2019, anzi, ripubblico un testo che inserii in precedenza su Academiaedu, ora l’ho tolto da lì e lo pubblico sul blog.

Il testo è dedicato all’Anima(le) Totem della Volpe, anch’essa Creatura che in inverno affronta, come noi tutte e tutti, maggiori difficoltà, noi abbiamo distrutto il pianeta per avere comodità, Lei che evolve nel nome della Madre invece si fortifica affrontandolo l’inverno e non lo fa per masochismo, il masochismo è una condizione inscrivibile nel patriarcato.

L’evoluzione è della Dea, e chiede immersione, se non si affrontano le cose non si Evolve, infatti abbiamo smesso di Evolvere con la fine dei Matriarcati.

Per cui il testo parla di Alleanze Sacre, di Anime Totem, del Trickster, della Sciamana e di quella che definiscono come Chiamata Sciamanica.

Questo testo è di qualche tempo fa, 2018 inizi 2019, buona lettura.


Guerriera, Alleata, Dea, Totem Anima(le) la chiamata Sciamanica Femminile del doppio non dicotomico

Chi ha letto libri sullo Sciamanesimo si sarà trovat@ davanti ad alcuni concetti, anche se definirli concetti non è proprio esatto, diventano concetti quando non sono Esperienze, da Esperienze possono acquisire anche diversi nomi, ma al fine comunicativo i nomi più diffusi e che vengono immediatamente compresi sono:

  1. Alleato
  2. Animale Guida
  3. Guerriero
  4. Chiamata Sciamanica

Ovviamente al maschile.

Invece dovrebbero essere nominati al femminile, magari così:

  1. Alleata Trickster o Tao (oppure Dea Doppia o Dea Oscura)
  2. Anima che Ac-Compagna
  3. Guerriera Sacra
  4. Risveglio dal torpore e dal falso Io

La Natura-Dea fornisce aiuti ma questi devono essere interpretati, ma non dalla testa.

Altrimenti la Via Iniziatica sarebbe facile, invece nulla è facile specie se alla Natura vi si sostituisce una o più culture, queste ultime comunque al loro interno hanno tracce, queste portano ad un altra alleata, la Baba Jaga Colei che mette alla prova, ma senza prove esterne, le sfide della Guerriera Sacra sono SOLO interne e non abbisognano di ego, l’Io Sociale, ma solo dell’Io Naturale quello massacrato nel patriarcato, contraffatto e alterato.

L’Alleata-Trickster-Tao-Dea Doppia- la Dea Oscura: Il non Visto

Se non si Muore al costruito, non si può dire di vivere, il Trickster è il Tribale che si mostra, è la Maschera Orenda che permette di Vedere Sciamanicamente, è la Dea che come porta lieve brezza, porta il tornado, il Trickster rappresenta il tornado che permette all’Anima di Ri-Svegliarsi a Se Stessa e all’Universo.

La Volpe, è il Trickster Divino, furbizia e scaltrezza nella Caccia (Dea che cerca nutrimento e ricorre ai suoi mezzi di Dea per ottenerlo) diviene simbolo grottesco e imbroglione nel folklore europeo, anzi… indoeuropeo.

Sono tante le narrazioni patriarcali che ce la mostrano in questi ruoli, ma i ruoli sono ideati dalla mente di cultura, non dalla Mente di Natura (Dea).

Nello Sciamanesimo Femminile la Trickster e l’Anima(le) che Ac-Compagna (in quanto Compagna Interiore) possono sovrapporsi, non è forse Mutevole la Dea? quindi assume diverse forme, quelle che la Mente dell’Anima possa riconoscere.

Un altro Anima(le) considerato Trickster, il Coyote, rappresentava anche l’accesso (attraverso la menzogna esposta per quello che era, e quindi posta su un piano di smascheramento) all’Arcaismo, ogni Trickster fa questo, permette se si vuole affrontare il Cammino, di accedere al Primitivo, ovvero all’Origine e quindi alla Dea.

Cosa ha a che fare con il Tao, o con la Dea Doppia, o con Colei che amo chiamare dalla mia Anima, Dea Oscura?

Il Trickster non nasce per ingannare, ma per Sollevare il Velo della Dea, è un tramite, un aiuto, solo che il suo aiuto non piace perché è quell’intercessione che spinge a prendere coscienza delle Aree in Ombra del Se costruito, quelle che diventano le gabbie o guardiani idolatrati alle quali nel subcosciente artefatto e quindi compromesso ma anche nel cosciente ci si sottomette, quindi spinge a vedere ciò che altri hanno deciso per noi stesse e che noi stesse non riconosciamo come un invasione, da qui gli altri appellativi, in parte dipendono da questo fattore, specialmente quello di Dea Oscura, resa e resasi invisibile sul piano della coscienza dell’Io Sociale, quindi dell’ego, l’Io Artefatto.

Il Trickster non inganna davvero, porta alla Sapienza, e non bussa prima di entrare nella Sfera Emotiva, quindi nell’Anima, si può dire che l’Anima lo chiama, solo che per capire questo bisogna aver fatto una parte del percorso.

L’Alleato di cui si legge sui libri dedicati allo Sciamanesimo, compresi quelli di Carlos Castaneda, è un Alleata, è una Madre Mortifera perché attraverso una Morte Iniziatica fa vedere le parti di se che non si riescono, non si vogliono o non si riescono-vogliono vedere, ed è traumatico osservarle Specularmente e accettarle intimamente, ma è anche una forma di Guarigione compiere questo passaggio Femmineo.

Ma la Natura è appunto anche una Madre Mortifera. Il Trickster è anch’essa un Alleata, lo diventa quando le cose che si hanno vengono trasformate, quelle artefatte però devono morire, questo chiede la Dea Oscura-Trickster-Alleata-Anima(le) Totem.

Si capisce perché Jung si armò e visse nella paranoia per anni? chi ha fatto una parte del percorso lo può comprendere, la vista del Mondo più Ampio di quello che viene chiuso in una scatola dal sistema vigente spaventa notevolmente, e la Paura stessa è una Madre Mortifera Atavicaanche per questo accesso, che per il Femmineo è più semplice e diretto visto che l’Anima è Dea Mundi, ci chiamarono Folli (Menadi) prima però eravamo le Sacerdotesse del Sacro e la nostra “Follia” Sciamanica Guariva chi bloccato dalla non-vista bloccava se stessa-o andando a perpetrarsi per ciò che non vedeva di Se e quel non visto lasciava spazio all’ego, ovvero all’Io Sociale deciso da altri per lei-lui.

Il simbolo del Tao inscrive una parte del colore contrapposto all’interno del colore opposto, è il coniunctio oppositorum alchemico, ma è anche Sapere che non tutto è bianco o nero e che circoscriverli allontana la Percezione di Natura e quindi la Maturazione come Fase Ciclica della Dea, così come separarli nettamente, il Tao è un Trickster anch’esso perché mostra una realtà differente da quella dicotomica tipica dei sistemi di dominanza, i Matriarcati non erano infatti un dominio ma forme di equilibrio che contemplavano la Malattia come forma di Sapienza (appunto la Folle), tra le altre forme che questa poteva acquisire.

Animale Guida, Anima(le) che Ac-Compagna il viaggio

Il Mutare Forma è Atto di Dea, il Trickster Muta la sua forma, e la Natura tutta a seconda dei suoi cicli Muta, la pelle di Serpente cambia al momento esatto in cui deve farlo, Sciamanicamente questo significa che c’è un Tempo CronA per ogni cosa, e che non esistono stati fissi ma solo Mutevoli, vale per ogni Anima(le), per ogni vegetale e per ogni minerale, come per tutti gli Elementi.

L’Anima Totemica in veste di Anima(le) Sacro, si presenta così come il Trickster, ad un certo punto del cammino Sciamanico Femminile, cambia, anche l’Anima(le) Totem e cambia perché il messaggio che porta in dono non è lo stesso in tutte le fasi della vita, della Vita umana che incontra.

C’è il Totem del luogo di Nascita, e poi ci sono i Totem dei Passaggi.

Le caratteristiche degli Anima(li) Guida sono differenti, una Gazzella non è come una Volpe o come un Cinghiale, ogni Anima ha le sue caratteristiche, non contrapponibili “guerrescamente” a quelle di altre Anime, in Natura c’è cooperazione, non competitività per assumere il comando, solo la specie umana si è inventata dalla testa artefatta questa seconda cosa.

L’Anima(le) che si presenta ac-compagna una parte del percorso, stessa cosa fa il Trickster, alle volte sotto mentite spoglie, ma non sempre.

L’Anima(le) bisogna ri-apprendere come ascoltarlo, al tempo Matriarcale considerandolo nostra Sorella eravamo capaci perfettamente di ascoltarlo e comprenderlo, oggi siamo specisti invece, non tutte e tutti ma larga parte, e antropocentrici anche, in aggiunta chi divide tra alto (considerato meritevole) e basso (considerato dalla testa artefatta come cloaca) non ascolta nemmeno se stess@ quindi figurarsi le-gli altr@, fa una fatica immane ad ascoltare…. da questo si comprende la parola: ordin-aria, AR sono le due lettere degli ariani, indoeuropei, l’ordine nasce con gli stati gerarchizzati, lo Sciamanesimo Femmineo (Matriarcato) era la vita vera, nel rispetto e nella Comprensione della Natura-Dea nelle sue varie Forme Mutevoli, lo stato gerarchico è la vita chiusa in una scatola dalle sbarre grigie e logore o dalle sbarre dorate.

Guerriero-Guerriera Sacra

Dinanzi all’offesa verso la Madre Universale le Amazzoni lottavano per preservare lo stato senza stato che doveva mantenersi per mantenere la Vita, la Morte e la Rinascita, questa è la guerriera sacra, perchè Sacro è il Tutto Mutevole e Ciclico, Sacra è la Dea.

Questo è un aspetto del Sacro Matriarcale, se l’equilibrio viene alterato la Dea Donna deve lottare per riaffermarlo a beneficio anche del suo nemico che non vede in se stesso perché se vedesse in se stesso non l’avrebbe alterato.

Ma la Guerriera è anche Colei che Trasforma a suo vantaggio la realtà condizionata, Conosci te Stessa Dea e Conoscerai l’Universo, e Nessun Uomo ha mai sollevato il tuo Velo di Dea, perché il patriarcato pretende di dare identità (gli ego) la Dea no, fa seguire le proprie-collettive identità sociali dell’Anima.

La Natura si Adatta, Trasforma per preservarsi.

La Natura Dea Oscura nel suo adattarsi lascia Morire quello che deve Morire altrimenti non vi potrebbe essere Rinascita (anche chiamata Reincarnazione).

La Chiamata Sciamanica, Risveglio dal torpore e dal Falso Io

Ma la chiamata sciamanica cos’è? ci si accorge di essa? da cosa la si comprende? esiste?

La chiamata sciamanica esiste, è una Morte Iniziatica, ed è una Morte che chiede di Essere Cieche al Mondo, ma non attraverso il distacco, Colei che si sveglia al Vero Mondo è Colei che ha attraversato senza farsi condizionare dal Falso Mondo o che ha superato il condizionamento che il falso mondo le ha posto come dogma mai dichiarato in quanto tale.

La Sciamana è il mestiere più ancestrale e Atavico del Femmineo, i Matriarcati avevano le Sciamane, poi chiamate successivamente Sacerdotesse della Dea, il Sacerdozio era solo Femmineo, un altra cosa che ci hanno rubato, ma non erano per questo escludenti, l’Anima è Femmina e chi meglio di una Femmina può capire il Femmineo che da la Vita, la Morte e la Rinascita? 

È un altra delle mie domande retoriche, quest’ultima.


Ci si accorge di essa (chiamata sciamanica, risveglio della Dea Interiore) quando si comprende che il mondo vissuto è un mondo costruito, per cui è una bugia, la testa lo elabora, l’Anima lo Sente, e quando lo Sente il dolore lacera, ma è un dolore che è anche principio di Cura, inizio di Guarigione, un dolore che non va amato masochisticamente, ma che va attraversato, come dice Matriarcato&Matriarchy: Se non mi immergo non muoio, ma neppure vivo.

La chiamata sciamanica che risveglia dal torpore, è riappropriazione di Se, di un Se che la società ha preteso di definire sulla base della cultura, della politica, della psicologia, di tutte le materie che concorrono a mantenere lo status quo, è anche Recupero del Grido delle Furie, e Percezione del male che al femmineo è stato fatto in 5 millenni di patriarcato, i maschi si distaccano dal sentire così tentano di sopprimere l’idea della Morte e sopprimono l’Anima, il Femmineo si immerge, e così Vive e Muore, ma ha Sophia, e recupera l’atavismo che il patriarcato voleva addomesticare.

La Via poi però va imboccata, e sono poche le Anime Femminee che proseguono il Cammino, perché è fatto di tante Morti per tante Rinascite e soprattutto non ha Nome, perché il Nome è l’identità sociale della società nella quale si vive, per questo Castaneda stesso diceva che le definizioni (parafrasando) non definiscono, in rapporto all’esperienza Sciamanica.

#496

Con nebbia alla Comprensione, ti aggingi ad un cammino monco.

Come Vento portato a Rimembrare tra i Rami del Sacro Albero Materno, tenti di ascoltare la Voce, ma non ne comprendi il messaggio

Creatività di Spiral Red Earth

Rugiada e Fili Argentei danno forma alla Casa del Ragno, Casa e luogo di Alimento

Madre Parthenos

Coscienza Cosmica

Dinamica e del Mercurio

In Perenne Mutazione

Viva perché in Movimento

In Parte-Cipazione

Materna e Mortifera

Ogni cosa a te torna, nell’immanente e in ogni Tempo.

#495

Autosufficienza è Matriarcato

Quello che i detrattori non capiscono e non capiranno mai, visto che se si ragiona con la testa artefatta di fatto non si ragiona, è che tutte e tutti siamo legat@ alla Terra, dipendiamo dalla Terra, sul mio profilo Pinterest nella bacheca che ho chiamato: “Creatività Sciamanica” ho salvato questo pin:

perché dice la verità.

E siamo legat@ alla Madre Terra non nel senso di legamento ne di dipendenza per come queste vengono intese nel sistema del tutto inutile queste due parole vengono pensate….

Sempre con quella testa artefatta ed involuta.

Nei Matriarcati eravamo autosufficienti perché comprendevamo che siamo Parte della Terra, ne ad essa superiori, ne ad essa inferiori.

Le gerarchie sono aborti mentali della testa condizionata e condizionante, ovvero di una trasmissione che esiste solo da 5 millenni.

Il passaggio da una Civiltà (Matriarcato) alla barbarie (patriarcato) non è stato indolore.

La Dea Dona, il patriarcato toglie l’autosufficienza

Il patriarcato è la Malattia Sciamanica più incisiva e prepotente.

Sottrae per rendere schiave.

Uccide per affermare potere.

Ancora a dire che si può considerare una Civiltà?

Costruisce artifici per spacciarli come indispensabili, invece sono solo catene, per la mente e le Anime.

Il Giaciglio

Esistono piante spontanee che tra le loro proprietà medicamentose e alimentari, possono sostituire carne e pesce e crescono in grandi quantità, ma nessuno lo dice sennò la lobby degli uccisori di Anime perdono il lavoro…

La carne marcisce nel nostro corpo e noi donne col Mestruo dobbiamo espellere qualcosa che il nostro corpo non accetta visto che marcisce in noi a causa di come è fatto il nostro apparato digerente, con annesse conseguenze di tale marciume che ci trasciniamo per giorni, cosa che non avviene con l’assunzione di erbe spontanee, e in generale con le verdure.

La Terra Nutre e da Autosufficienza, ed è appunto la Signora, la Madre.

Un tempo noi donne eravamo deputate alla Medicina (Naturale) e al Nutrimento, ma non per ruolo sociale, ma per Sapienza Matriarcale, conoscevamo erbe e piante, arbusti perché conoscevamo la nostra Anima che non è mai scissa dalla Dea.

Eravamo autosufficienti.

Sacrilegio!

Le donne auto sufficienti? ma stiamo scherzando?!!!

Noi donne vi insegnammo la matematica (Maat)

Noi vi insegnammo a conoscere voi stessi (I Sacri Misteri)

Noi vi insegnammo l’organizzazione sociale (il Matriarcato)

Noi vi insegnammo a riconoscere piante, erbe etc… (Streghe)

Noi vi insegnammo ad essere Sciamane (Animismo, la Civiltà più antica e l’unica, quella Matriarcale)

Noi vi insegnammo a conoscere le Stelle ed i Pianeti

Noi vi insegnammo il vaticinio

Barattando la vostra Anima per il potere avete distrutto tutto, compresi voi stessi.

Come è l’esterno è il vostro interno, e alla Morte lo dovrete affrontare, pensavate di cavarvela eh… la Dea ha Memoria, quella Memoria si chiama Astrale, non punisce: RESPONSABILIZZA quello che i maschi non fanno mai in vita.

Se non si riconosce l’Anima si diventa aridi e si odia chi la riconosce in se, perché Costei diventa una minaccia al loro potere, per sola esistenza, anche se non agisce per difendere la Gea, cosa che facevamo come Amazzoni-Sciamane, difendevamo la Legge di Dea, e lo facevamo per tutte e tutti, ma ovviamente non contava, per loro conta solo il potere.

E dove siamo arrivate/i?

Alla prima estinzione di massa provocata dal maschio patriarcale, infatti chi non riconosce e ascolta l’Anima diventa assassino e a forza di sottrarre libertà a tutte e tutti, ma con particolare odio verso le donne visto che noi li generiamo e quindi sanno che dipendono da noi, fanno estinguere l’intero pianeta, solo che la Dea si Ri-Genera, perché Lei è la Madre, espelle noi prima del tempo della nostra Naturale scadenza.

E d’altra parte essendo noi specie prima o poi ci estingueremo eh…. il patriarcato ci porta avanti sulla data….

Solo che (ed eccolo l’altro problema del patriarcato) il maschio dio onnipotente, la Dea Morte non l’accetta, e allora pretende di esercitarla per controllarla. Ma la Morte non si controlla, e il patriarcato odia e rifiuta ciò che non riesce a controllare.

Psicopatia di massa in sostanza, potete però anche chiamarla Cult-ura, ovvero Culto ovvero dogma, perché è la mente artefatta ad imporlo, come ennesimo strumento di dominio nei patriarcati.

Questa è la peggiore società possibile, di cui non si dovrebbe salvare nulla se non la Consapevolezza di non ripeterla mai più.

#494

Ananke e Nous

Qualche giorno fa ho avuto un interazione molto bella con una Sorella, e tale interazione convergeva sul tema dell’essenziale che spesso (e in questo caso è vero) è invisibile agli occhi, tanto siamo tutte e tutti bersagliat@ costantemente da immagini e prodotti che tutto sono tranne che necessari o essenziali.

Allora a me dopo aver letto un articolo molto bello, giratomi da questa donna, è venuta in mente la Dea Ananke, la Necessità.

Una figura della mitologia greca che si è andata perdendo in un passaggio specifico del patriarcato e che era collegata ai Sacri Misteri.

Mi è anche venuto in mente il titolo per un nuovo libro perché la Necessità me l’ha ispirato.

Devo ringraziare questa Sorella, per quest’ultima cosa, perché anche lei con le sue parole mi ha ispirato la volontà di scriverne.

Lo Sciamanesimo Femminile, l’ho detto più e più volte, non è una religione per come questa viene intesa nei patriarcati, è anzi essa stessa una Via di Consapevolezza, la più antica e dalla quale le ruberie e gli adattamenti non si contano.

Ma come ogni cosa che nasce e muore Libera, non la si può addomesticare, se ne fa una contraffazione, la si usa, i sistemi patriarcali la usano, ma Lei è Indomita perché la sua Essenza è quello che poi venne definito come Sacro Mistero, divenendo invisibile agli occhi specie di coloro che fanno del controllo la loro ragion d’essere.

La Via di Sapienza è solo Femminile perché i principi su cui si fonda la Vita, la Morte e la Rinascita sono Femminili.

Lo Sciamanesimo Femminile è un Ananke ma è anche un Nous è una Dea Doppia non divisibile.

E in tal senso sono ben più ampi di una religione o di una filosofia, o di un modo psicologico di interpretare gli eventi. Sono Essenza e Atavismo.

La Mente Universale e la Necessità Universale, per cui l’Anima Universale.

Questo sono Ananke e Nous.

Se proprio ci si tiene a dargli un nome, cosa anche poco corretta se vogliamo.

Qui accanto c’è la Doppia Ascia Minoica, il Labrys che ci è stato rubato dall’estrema destra, simbolo Femminile per eccellenza, la Farfalla simbolo di Morte e Rinascita e non arma come l’hanno descritta nei patriarcati.

La Farfalla nasce ad una seconda vita, nella prima vita (ecco che ritorna la Dea Doppia) è un altro Anima(le) eppure è sempre lo stesso, nei Matriarcati siccome non eravamo sceme o involute anzi imparavamo dalla Dea quindi evolvevamo, abbiamo preso quel simbolo a consiglio per le nostre Anime Umane.

Da qui poi giunse il Labrys perché nei Matriarcati eravamo Creative, o meglio riconoscevamo che il Femmineo ha principio di Cre-azione, ovvero di Trasform-azione.

Consapevolezza

Sul Tao per un Anno a pagina 320 c’è una meditazione dal titolo Povertà, eccola:

Bacchette di bambù per mangiare:

i poveri non usano posate d’argento.

Teneri germogli di bambù per nutrirsi:

i poveri non mangiano carne.

Il Tao è vegetariano, non so se sia vegano, ma in realtà non è questo il punto, non si dovrebbe mangiare un nostro simile, visto che anche noi siamo Anima(li) è come mangiarci tra noi, non conta che mangiamo altre specie visto che tutto è collegato sulla Gea, vista così ci si pensa eh?

Il punto vero è la Povertà che è Consapevolezza.

Un altra Sorella una volta mi disse:

Se si ha una vita difficile questa può bloccare, ma senza una vita difficile non si può andare oltre l’immagine del mondo.

Parafrasando il senso era questo.

Chi ha la pappa pronta (leggere privilegio concesso per cui leggere patriarchi ovvero coloro che sono stantii e non evolvono mai proprio perché sono degli ottusi privilegiati) non Evolve, chi Conosce i limiti della sua condizione ha molta più possibilità di accedere all’invisibile.

Si capisce perché l’Alchimia diceva che andavano abbattuti gli ego?

Lo aveva preso, o appreso, dai Matriarcati, così come il Tao ha estrapolato questo e altre cose della sua filosofia dai Matriarcati pregressi.

Questa trecento ventesima meditazione del libro citato prosegue dicendo che un tempo le persone erano in armonia con la natura perché da quell’ambiente provenivano le cose che impiegavano, cose Povere, ovvero l’Essenza oggi invisibile agli occhi perché ci convincono che siano le cose inutili la Ananke, altro ed ennesimo stupro verso la Dea questa seconda visuale, ed è uno stupro continuativo, che fa ammalare tutte e tutti.

Tramite i mezzi modesti si ottiene il materiale ma anche l’immateriale, Nutrimento dell’Alma, quel Nutrimento che se cercato in forma di compensazione del disconosciuto alimenta l’astrale negativo di ognuno, e quindi Malattia Sciamanica.

Si capisce che Nous e Ananke non possono essere scisse.

Occorre il riconoscere la Necessità e non la si può riconoscere con la testa artefatta ma con quella del Nous, ovvero con il secondo volto di Dea quello Selvaggio tanto quanto lo è la Ananke.

#493

La Dea Coopera, il Matriarcato è Civiltà Cooperativa.

Di recente ho terminato di leggere un libro che mi è stato regalato, un regalo apprezzato, alcuni non lo sono, come tutte e tutti sanno, ma questo l’ho apprezzato.

Si tratta del libro dal titolo La Nazione delle Piante scritto da Stefano Mancuso.

Mancuso forse senza saperlo (o magari sapendolo e non esplicitandolo) parla delle Civiltà Matriarcali.

In Natura (sottolinea e a ragione) che non esiste la legge del più forte, ma esiste la legge del più adatto.

I Matriarcati erano Civiltà di Mutuo Soccorso, erano società cooperative e il loro aspetto Simbiotico era con la Dea, ed era Sacro, quindi Sciamanico Femminile.

Prede e Predatori

Nel mio terzo libro dal titolo Il Ritorno della Dea Lupa scrivo a pagina 61 quel che segue:

Preda e predatore sono costruzioni etimologiche e culturali. In Natura si caccia per cibarsi, invece preda e predatore sono ruoli sociali determinati dall’umana creatura, determinati dalla costruzione di un mondo dove sussistano queste figure.
È un dato di fatto che una “preda” (volutamente virgolettata come definizione), può anche sconfiggere il suo “predatore” (anche questo virgolettato viste le ragioni poco sopra espresse)…

Le frasi in grassetto-corsivo sono tratte dal mio ultimo libro.

Sono in linea con quello che sostiene (a ragione) Mancuso nel suo libro.

Abbiamo appioppato alla Dea Natura un comportamento fascista nelle misure di: preda-predatore e guerra permanente per l’affermazione.

Ma la Dea non è funzionale ad una narrazione, quale che sia, Lei ha carattere indomito ed ogni azione esercitata su di Lei ha delle conseguenze che si chiamano (e qui è giusto definirle così) responsabilità dei singoli e delle collettività.

L’immagine qui accanto mostra Gaia, ed è tratta da PicClick.

Il Femminino Sacro

Inizio riportando il link a due articoli pubblicati da Maria G Di Rienzo sul suo blog: Lunanuvola’s e un terzo articolo pubblicato da Pina Nuzzo su Laboratorio Donnae:

  1. Si, sei normale e libera
  2. Domande legittime
  3. La violenza sulle donne si sposta sull’affidamento dei figli

Sui tre argomenti + 1 (quello ambientale e della Natura-Dea) arrivo a breve, non prima di aver riportato un episodio significativo avvenuto ieri che si collega alla Dea e al Femminino Sacro.

Ieri mattina, stando fuori casa a sbrigare commissioni di vario genere, nessuna avente fortunatamente a che fare con il natale che disconosco come festa, mi metto a parlare (in realtà ho ascoltato più che parlato, amo attendere di formulare una risposta adeguata alle inesattezze della storia, me lo hanno insegnato varie Sorelle) con una donna che odia le donne e particolarmente Greta Tunberg, ma che ammira le sardine che aprono ai fascisti e/o giustificano (diventando così conniventi) con chi apre ai fascisti.

Ecco di cosa accusa Greta questa signora:

  1. di avere qualcuno dietro
  2. di dire cose che tutti sappiamo
  3. di essere malata di mente
  4. di essere una piccola saputella
  5. di voler fare la leader
  6. di essere incapace di stare in pubblico
  7. di non essere la prima a fare questa battaglia
  8. di non avere la capacità di fare alcunché

Donne che odiano le donne ci sono, il patriarcato le ha istruite alla perfezione facendole diventare ancelle della loro stessa oppressione.

Lo ricorda nel post “Si, sei normale e libera”, proprio Maria G di Rienzo.

Ma è bene scandagliare queste accuse a Greta Tunberg.

N°1: ha qualcuno dietro.

Le donne secondo queste menti eccelse, hanno sempre qualcuno dietro, ciò dipende da come vengono percepite, ovvero come meno umane e meno esseri viventi rispetto al maschio che al contrario viene percepito come un dio onnipotente che non deve chiedere mai e non sbaglia mai…. ed è così che tutte noi veniamo percepite, e tale percezione (tra le altre cose) cancella la nostra storia, ne parlavo stamattina.

La storia di Greta è quella di una ragazza che da sola si è messa a protestare, sfuggendo al controllo scolastico e protestando in maniera netta: “a che mi serve studiare se non c’è un domani” cosa vera ma cosa che non viene accettata da chi continua a parassitare sulla Terra, e l’ondata di odio nei suoi riguardi, che prosegue da quando ha iniziato da sola ribadisco, a ribellarsi ai “grandi” (minus habens in realtà) della Terra continua.

Perché loro (con la schiera di connivenze) odiano sistematicamente (leggere stato di guerra permanente alle donne e alle donne che si ribellano ancora di più) e questa donna nelle sue risposte e definizioni di Greta lo ha dimostrato, ha dimostrato quando l’essere stata definita da qualcun’altro che non è lei stessa sia la sua ragion d’esistere ciò comporta la negazione della sua stessa oppressione che è oppressione verso tutte le donne che vivono nel sistema patriarcale.

Una ragazza pensante è insopportabile, nella sua interezza di essere umana, non può esistere, allora è automatico in questo filone di pensiero che sfiora la paranoia e sfiora è un eufemismo, che deve avere qualcuno dietro, perché nessuna donna ha lo status di individuo pensante e agente, il disconoscersi così profondamente (mi riferisco a questa donna) genera mostri.

Greta invece si conosce bene, e conosce profondamente ciò di cui parla, Greta ha Sapienza, allora diventa la nemica da sconfiggere perché mostra le debolezze altrui a chi quelle debolezze in se rifiuta di vederle (leggere la storia del patriarcato….)

N°2: Greta dice cose che tutti sappiamo

Pure le sardine, ah ma no! loro sono misti, fintamente trasversali (ricordiamoci un dato di fatto le donne sono sempre e comunque seconde, apposta esiste una gerarchia dei sessi, affinché noi continuiamo a rimanere seconde, e lo siamo SEMPRE! è un dato di fatto nel patriarcato, quindi non è opinabile) e a capo (loro hanno capi maschi mentre Greta non è un capo) ci sono uomini quindi automaticamente sono meglio e fanno bene anche quando sbagliano lo fanno con “ingenuità”, Greta invece diventa una stronza, perché è Greta, sempre secondo questa donna che si fa scudo delle sue catene e le innaffia per mantenerle, perché le danno sicurezza.

Lo dicevo in precedenza anche ad un uomo che si lamentava di questa attivista, gli risposi: “la odiate perché è femmina e perché vi costringe ad aprire gli occhi sulle vostre responsabilità” risposta secca e decisa magari ho pure io (non diagnosticata) la sindrome di Asperger… po darsi eh…..

Greta ha preso in mano la sua vita (sacrilega donna che fai questo! che tu sia lesbica e lo dica smontando le impalcature patriarcali, o che tu sia una giovane attivista per il clima e la Gea, Madre, non puoi prendere in mano la tua vita, quest’ultima è del maschio gli togli il (privilegio) di prelazione! mica la puoi auto gestire anche se è la tua!, mica puoi sfidare il potere terroristico del maschio-dio!), e questo stesso atto, è atto di ribellione, e lo ha fatto avendo un cervello più attivo della media di tutte/i noi, considerato malato dal sistema misogino, ma che in realtà la fa essere sincera e diretta, e una donna non deve essere tale, stiamo scherzando!!!

E qui giungo alla traduzione della Di Rienzo:

“Credo che siano odiate al massimo le persone che pongono domande legittime. Perché queste vanno al cuore della nostra psiche. Noi sappiamo che dette persone hanno ragione e perciò, se possiamo, dobbiamo distruggerle. Molta gente è davvero spaventata dal fatto che le richieste sono moralmente giuste, perché quando confronti un imperativo morale con uno immorale dalla tua parte, devi odiare le persone che dichiarano quell’imperativo morale. Li odiamo perché le loro affermazioni sono totalmente giustificate – e noi lo sappiamo.” Mary Crow Dog, scrittrice e attivista Lakota (1954 – 2013) – trad. MG DR

Se non si sta con Greta si sta con Bolsonaro che distrugge la Foresta delle Amazzoni sterminando i Popoli Nativi che la abitano, è un dato di fatto, quindi la signora di ieri, sta con assassini, stupratori, sessisti, misogini, potenti della Terra, e sta contro se stessa e la sua Classe oppressa, le donne.

E chi sta da quella parte, ieri, oggi, nel sempre, odia la verità, quella che Greta diffonde.

Aggiungo concludendo su questo secondo punto, siamo sicure/i di sapere davvero ciò che Greta dice? oppure piuttosto quando ragioniamo per preconcetti sappiamo meno di zero? (è una domanda retorica la mia, ma che fa capire quanto il rifiuto diventa (questa si) malattia mentale) e con le donne si ragiona sempre per preconcetti perché il padrone-patriarcato pretende e vuole questo e le serve dello stesso rispondono: Si! mio signore e padrone è vera qualunque cosa tu dici perché sei tu a dirla!.

N°3: Greta è malata di mente

La Sindrome (neanche mi piace chiamarla sindrome in realtà) di Asperger viene annoverata (e non a torto) tra le funzionalità alte della mente umana, dicono “ad alto funzionamento”.

Greta ha un diverso modo di approcciarsi all’esistente, invece che trarne Sapienza, condannarla è molto più facile, vorrei ricordare che l’odio torna indietro e si manifesta nel Sottile e alimenta il nostro Astrale Negativo, non lo dico io, lo dice il nostro corpo con le sue funzioni, quelle cognitive sono comprese.

La dico in un altra maniera?

L’odio è la peggiore Malattia Sciamanica possibile, che espande le sue metastasi e chi lo agisce ne è vittima.

Greta Tunberg come Einstein (vi piace messa così?) è un Asperger non ho mai sentito dire di Einstein che fosse considerato un malato di mente voi? ah giusto! dimenticavo… Einstein era nato maschio, per cui era un genio, Greta nata femmina diventa una malata di mente….

Le e gli Asperger (questo io vedo) ci possono insegnare tanto, e le donne essendo nate donne in un mondo che ci rifiuta, ci possono insegnare ancora di più.

N°4 e 5: Greta sarebbe una saputella so tutto io che vuole fare la leader

In psicologia-psichiatria dicono che le e gli Asperger ogni tanto eccedono in “saputellosi” (ho ideato un termine).

Cosa fanno i leader (in stragrande maggioranza narcisisti privi di empatia e psicopatici da sempre? eccedono nella considerazione di loro stessi, le e gli Asperger lo fanno ogni tanto secondo la bibbia delle e degli psicologhe-gi, il DMS.

Preferisco essere governata da una donna che ogni tanto si ricorda cos’è che da persone che sistematicamente si ritengono superiori, e che sistematicamente sbagliano (leggere narcisisti e psicopatici quelle si malattie gravi di mente).

Greta ha più volte ceduto lo scranno che non ha chiesto, e che non ha mai voluto, lei ha sempre voluto comunicare la sua preoccupazione e trovare ascolto, io da donna sono strafelice che abbia ottenuto questo e spero che riesca ad ottenerlo per il resto della sua vita, in compenso ancora devo trovare un uomo che ceda la sua posizione di potere acquisito piuttosto mettono fine alla vita sulla Terra (infatti lo stanno facendo e anche questo denuncia Greta), ma lasciare il potere mai, e chi ci manda codesti personaggi al potere odia dover vedere in se stess@ che è simile a costoro che sono assassini (di presente e di futuro e su questo anche Greta ha ragione) che chiamano ministri, o deputati, o potenti, o uomini con raptus, o: “poverini, sono incompresi e vengono fraintesi”.

N°6: Greta non sarebbe capace di stare in pubblico

Nel passato recente della nostra “bella” Italia, richiudevamo le donne che non erano all’altezza, per loro all’altezza del maschio, ma noi donne non lo siamo mai per costruzione mentale di questi (loro si) psicotici che però stavano fuori e governavano, internate invece erano le donne non conformi.

Questa donna che ha detto che Greta non sa parlare in pubblico è figlia dell’odio nei nostri riguardi, odio che porta a giustificare le torture che subivamo e che ancora subiamo e a perpetrarle verbalmente come ha fatto lei stessa, figlia di questa cultura malata.

Una ragazza Asperger non è un mostro, checche ne dicano, ha problemi relazionali? e chi non ne ha in un mondo costruito ad immagine e somiglianza del peggio del peggio (razzista, antropocentrico, specista, misogino e patriarcale, appunto il peggio del peggio) non averne testimonia psicopatia, cominciamo ad invertire l’ordine di analisi così vediamo che chi è integrato certamente ha problemi, mentre chi il potere pretende di escludere probabilmente è sano.

I Nativi Americani consideravano toccat@ dalla Medicina Sacra chi nasceva diversa-o, per cui chi sviluppava alla nascita delle sindromi, perché per loro era segno di un messaggio portato da quello che noi chiamiamo Astrale (o Sacro in termini Sciamanici) invece nel patriarcato costoro diventano minaccia allo status quo, ed ecco l’aspetto sociopatico del patriarcato.

Fanno più danni:

  1. sociopatia
  2. psicopatia
  3. narcisismo

che l’Asperger, o altre forme di diversità. Ma quella triade sopra esposta è la base su cui chiunque edifica il potere.

Dovremmo guardarci dall’integrazione piuttosto che dall’esclusione, evidentemente se ci emarginano significa che qualcosa di giusto la facciamo.

N°7 e 8: Greta Tunberg non è la prima a fare questa battaglia e non è capace di fare alcunchè

Sminuire le donne fa parte della cultura dello stupro.

Ogni atteggiamento, parola, atto e prassi violenta alimenta la cultura dello stupro visto che anche essere sminuite è un atto deliberatamente violento per la psicologia della vittima che lo subisce, ed anche questa prassi è cultura dello stupro.

Inoltre tutta questa sequela di accuse/idee sono quelle di giornali come libero e la verità, che a strombazzamento da mesi inveiscono contro Greta Tunberg, ma un idea sua la signora no eh…?

Certo anche avere un idea propria nel patriarcato significa assumersi responsabilità meglio essere “integrate”. Dove? in uno stato che fonda se stesso sulla guerra e sull’odio. Grazie ad essere integrata in questo mondo io personalmente non ci tengo, e credo neanche Greta.

Greta non è la prima a fare questa battaglia! ma no? non mi dite! visto che è responsabilità di un modello socio-culturale (leggere: questo tipo specifico di industrializzazione basato sullo: “sfruttiamo fin quando non finisce” e quindi un modello narcisista ed assassino) è anche logico che sia più d’una la persona nel corso di tempo (dal 700 ad oggi) si sia opposta a questo sistema.

Ma quel che si intende con la frase: “non è la prima” è dipingere Greta in una certa maniera, ovvero come una che vuole prevalere, invece lei è solo una ragazza che liberamente esprime il suo pensiero, neanche coordina, cosa che la farebbe accedere al Matriarcato, ma siccome il patriarcato riconosce solo se stesso ed i suoi di metodi, cerca di far rientrare tutte e tutti nei suoi metodi, a maggior ragione le donne.

Ribadisco, Greta Tunberg ha più volte dimostrato di non avere velleità di comando, non vederlo significa essere delle e dei saccenti involuti.

Altra questione.

Greta Tunberg attacca il neoliberismo che si interconnette in una spirale senza futuro con questa industrializzazione, per cui diventa nemica di quello che erroneamente chiamano sviluppo, e siccome io anche sono una “saccente so tutto io”, ecco cosa significa sviluppo nella lingua italiana:

Da Etimo Italiano:

SVILUPPO

L’etimologia del termine sviluppo non è chiarissima, infatti, pare che esso derivi dal termine viluppo, il quale indica un intreccio confuso di fili. Infatti, esso è riconducibile al verbo latino volvere che letteralmente significa “far girare” (nel senso di intorcigliare, avviluppare). Quindi lo s-viluppo indicherebbe lo scioglimento di questa matassa e quindi, metaforicamente, lo “sciolto” procedere degli eventi. Nell’uso comune, sviluppo è sinonimo di crescita (biologica, psicologica,economica etc.)

Sviluppo significa sciogliere, nel linguaggio corrente assume il significato di crescita generale, se non c’è un domani di tutto si può parlare tranne che di sviluppo.

Sviluppo è termine di Dea, la Natura evolve nelle trasformazioni cicliche, i maschi sono stantii nella loro presunzione d’innocenza e nel loro narcisismo eretto fallocraticamente a sistema, e ribadisco, io difendo la mia Classe, quella delle Donne.

Il Femminino Sacro è quello che esprime al di fuori della costruzione che chiamano mondo (se non è una dittatura!) qualcosa di alternativo e che si basa sul Sentire, e la Rabbia si rende canale di quel Sentire, è Moto Ispiratrice di Dea quella Rabbia di Greta, ecco perché Trump la odia, come ogni persona che la Rabbia la considera modo per sottomettere ma solo se è l’uomo ad esprimerla….

La prole

Nel sistema che viviamo la prole è l’anteposto per la perpetrazione del sistema vigente, per cui è a tutti gli effetti considerata una proprietà, e una proprietà non la si deve comprendere, deve solo rendersi canale per il permanere dello status quo.

Anche per questo Greta è odiata, perché è un granello di sabbia nel meccanismo dello status quo.

È una “figlia degenere” che non perpetra l’atropocentrismo, il capitalismo e lo specismo tipiche dei sistemi maschili e fallocratici.

E qui giungo al terzo link postato all’inizio, quello relativo alla pubblicazione di Pina Nuzzo su Laboratorio Donnae di un intervista nella quale un avvocata che lotta contro le discriminazioni verso le donne individua nell’affidamento della proprietà “prole” il luogo dove la violenza verso le donne prosegue.

Il maschio vive come un privilegiato e per mantenere il suo privilegio diventa anche terrorista, è dai kurgan (che hanno inventato il terrorismo, i bianchi lo hanno inventato, una volta per tutte!) che agisce così perché è dai kurgan-ariani che lui agisce come privilegiato. La pratica di uccidere moglie (percepita come proprietà), fidanzata e prole, tutt@ percepit@ come proprietà avviene dai kurgan in poi quindi da brevissimo tempo rispetto all’esistenza della Gea Madre e poco è anche il tempo ove tale prassi avviene dall’inizio di quella che chiamano umanità, per millenni, molti più di 5, non si ammazzavano ne stupravano bambin@ e donne.

Ma certo è il patriarcato quello evoluto!

L’intervista pubblicata dimostra che loro non cambiano mai e che vedono come nemiche e nemici tutte e tutti coloro che si schierano dalla parte delle vittime.

E che tutte e tutti costoro devono essere soppressi, il fascismo ve ne rendete conto che si esprime ogni volta che sussiste una violenza su una donna o su una bambina o un bambino?

No perché se ne ve ne rendeste conto, fareste qualcosa (come fa Greta) per cambiare lo stato di cose esistenti, se non lo si fa, significa che già si è presa una posizione, quella a favore di chi li commette quegli atti di violenza.

Cito dal link su laboratorio donnae:

L’affido dei figli nelle coppie separate  dove la madre è vittima di violenza: assistiamo sempre più spesso alla decisione dei tribunali che permettono ai bambini di trascorrere molto tempo con il padre e cui a volte vengono addirittura affidati. Perché? Su quali basi vengono prese queste decisioni?

«Quello dei figli è l’ambito su cui oggi si sta giocando la vera partita della violenza maschile sulle donne. La legge n.54 del 2006, che ha introdotto l’affidamento condiviso dei figli come regola, non ha tenuto conto della violenza agita in famiglia né della ricaduta che ha nella formazione e nel benessere dei figli che la subiscono, spesso come impotenti spettatori. La Convenzione di Istanbul, che l’Italia ha sottoscritto, impone agli Stati di adottare le misure necessarie per garantire che, al momento di determinare i diritti di custodia e di visita dei figli, siano presi in considerazione gli episodi di violenza che rientrano nel campo di applicazione della Convenzione oltre a garantire che l’esercizio dei diritti di visita o di custodia dei figli non comprometta i diritti e la sicurezza della vittima o dei bambini.  Eppure Federico Mbarak è stato ucciso dal padre nel corso di un incontro protetto, la piccola Gloria uccisa a coltellate dopo che il padre l’aveva prelevata, mentre viveva in protezione con la madre.

Non vedere che questi violenti sociopatici che vogliono essere la legge al di là della legge, significa dargli il futuro di tutte e tutti noi.

Si perché c’è la legge scritta e poi c’è quella non scritta, quando la legge scritta fa passi avanti (come nel caso della Convenzione di Istanbul) ecco che emerge con ancora più violenza quella legge non scritta nell’ordinamento (oggi in passato era scritta, va anche precisato questo, e di questa assenza dobbiamo ringraziare le femministe brutte e cattive….), che pretende che nulla cambi mai, lo abbiamo visto negli anni della strategia della tensione e lo vediamo da allora con il sistematico tentativo di riportarci indietro rispetto alle conquiste fatte da operai, femministe e società (questa si) Civile che voleva far progredire il Paese stantio che puzzava di rancido.

E lo vediamo con Greta che ogni giorno sistematicamente viene attaccata con odio da chi pensa che possa avere diritto di far questo.

Chiudo dicendo una cosa.

Un ultima cosa.

Una stimolazione elettrica sostituisce lo sperma, il nutrimento e la crescita dentro il Ventre della Madre non la sostituisce nessuno.

Dea ricordati chi Fosti.

#492

Goccia-Scintilla 32

Leggo che è atto di ingenuità aprire ai fascisti…..

Resto perplessa….

Poi penso una cosa vera, ovvero che se lo avesse fatto una donna (o i maschi avrebbero avuto l’idea errata che una donna potesse aver fatto questo) in mezzo ai “compagni” l’avrebbero linciata, lo fa un uomo allora diventa un atto ingenuo, dal quale vengono subito prese le distanze, ma comunque definito come ingenuo, come sempre vado all’Etimo ed ecco cosa emerge sulla parola ingenuo (definizione tratta dal sito una parola al giorno.it):

Ingenuo
in-gè-nuo

Semplice d’animo, innocente, candido

dal latino: ingenuus nativo, naturale, composto di in dentro e gignere generare. Propriamente, che nasce da dentro, passato poi ad indicare i nati liberi.

L’ingenuo è il candido, l’alieno al male. Con uno spirito incorrotto dal mondo – o che non ha fatto esperienza del mondo – non indovina né suppone il male in pensieri, parole ed opere altrui, né lo concepisce in sé. Questa parola ci dice di essere è la condizione nativa dell’umano, o più precisamente condizione propria dell’infanzia. In quanto tale offre il fianco a connotati spregiativi: mancanza di furbizia, di accortezza, di saggezza, di sapere, di esperienza, e in generale di tutte quelle qualità levantine che vediamo come positive e che i bambini non hanno.

E se non è giustificazionismo chiamare ingenua una persona che ha fatto un atto politico preciso!

Infatti nella frase che segue c’è una precisa scelta politica.

Per me il movimento delle sardine ha appena slittato pericolosamente perché ospita (e tiene al suo interno) chi vuole aprire ai fascisti e ne sottovaluta tale apertura (chiamandola ingenua) e la frase:

“è ammesso chiunque, pure uno di CasaPound va benissimo. Basta che in piazza scenda come una Sardina”.

Va a dimostrare quanto il colonialismo bianco sia stato preso a spunto nella sua appendice assimilazionista per replicarlo da coloro che inizialmente ne erano vittime, ed ecco cos’è il patriarcato, il potere viene prima di tutto e chi lo insegna viene trasformato in maestro (o anche guru chiamatelo come volete), e quindi se l’oppressore, il padrone, mi insegna il potere, diviene mio maestro affinché si mantengano le gerarchie basate sul maschile (come dio no?) poi posso replicarlo dicendo a chi mi odia che basta che vesta i miei panni (questo ha molto di democristiano vi pare?) perché quell’oppressore è maschio come me, ed ecco anche il patto maschilista cos’è.

Il patriarcato (un potere ben preciso che nasce dagli ariani-kurgan e si diffonde grazie a costoro) lega quello che il razzismo divide sempre la dc insegna, infatti questo partito si è preso gli ex fascisti (davvero ex? è una domanda retorica) dopo la Liberazione… facendo vestire loro i panni della democrazia.

Caspita non cambiano mai eh! ecco perché la memoria diventa essenziale, almeno si vede come loro, i patriarchi di ogni nazione, continuano a replicare loro stessi nella loro stagnazione di potere che pretendono immutabile e ovviamente gerarchica.

Lo pretendono dai kurgan, costoro prima hanno sterminato, schiavizzato, abusato facendo dell’odio da sempre la loro linea orientativa nell’agire, anche attraverso la religione che infatti nasce coi kurgan, poi chi è stato sottomesso, ha appreso da tali abusi a replicare il potere e chiamarlo civiltà o “apertura” o “ingenuità” ed ecco la commistione tra razzismo, sessismo e antropocentrismo, tutte cose patriarcali ovviamente.

C’è da rifletterci specialmente sul fatto che in tale quadro solo il Femminismo per il quale inclusivismo non significa dare appoggio a chi per esistere (leggere fascisti) deve sterminare chiunque altro, perché costui va combattuto senza tentennamenti chiamati “aperture o ingenuità” ribadisco, al fine di giustificarne il potere accumulato e che si intende preservare evidentemente, invece di chiedere un vero cambiamento, ah mi sono dimenticata… i maschi non devono cambiare loro sono dio, siamo noi femmine che (sempre su indicazione dei maschi, o meglio su imposizione degli stessi) dobbiamo cambiare, loro sbagliano, poverini, noi veniamo arse vive, ieri al rogo oggi con l’isolamento sociale e con altre violenze.

Appunto è solo questo movimento politico fatto di donne e portato avanti come classe che può davvero fare una rivoluzione visto che quello verso la donna è il più antico abuso ad opera maschile, un maschile (con la connivenza femminile che abusa di se stessa avendo anch’essa appreso la lezione patriarcale) che giustifica tutti, tranne la donna.

Per coloro che non se ne fossero accorte o accorti… io difendo la mia classe, che è la classe sessuale femminile, e per questo disconosco tutto quello che nasce coi kurgan: ammaestramento (specismo poi antropocentrismo)- patrilinearismo poi patriarcato e razzismo, e so che il maschio in tale quadro superate tutte le cose (ad esempio il razzismo) ha sempre la possibilità o meglio il privilegio di vedersi giustificato, perché è nato maschio, e di violentare, uccidere, abusare psicologicamente ed economicamente la donna, perché il patriarcato è la base sulla quale i kurgan hanno fondato tutte le altre discriminazioni, e rinuncerebbero a tutto, tranne che a questa base, e infatti anche chi è oppresso dal razzismo è comunque patriarcale, perché può sempre sfogare l’odio sulla donna, e nessuno lo condannerà (il femminismo gli dirà che si deve prendere la responsabilità di essere un odiatore come i bianchi kurgan gli hanno insegnato e tramandato di pater in figlio fino ad oggi), e comunque il maschio si ripulirà sempre l’immagine (ogni maschio, di qualunque nazionalità) la donna no, lei si porta appresso lo stigma di una cosa o di più cose per il resto della sua vita perché viene condannata in quanto donna.

Ragion per cui difendo la mia classe, prima di qualunque altra cosa, altra ragione è che ho smesso di fare parte di gruppi misti, l’ho fatto per anni, ora capisco l’importanza del separatismo femminista e lesbico, e gli eventuali gruppi ai quali aderisco ed aderirò sono comporti da sole donne, visto che ci dobbiamo Ri-Trovare mi sembra il minimo ripartire da una non neutralità (che per il patriarcato è sempre gerarchia tra i sessi) e poi perché ne faccio parte di questa classe e voglio liberarmi e liberarla.

O meglio voglio che si liberi dalla schiavitù del patriarcato e perché non voglio essere connivente con l’odio che su di noi da 5 millenni viene riversato e che (guardate il caso! che di caso non si tratta!) viene sempre per seconda ragione, mai per prima istanza, le donne insomma vengono sempre per seconde…. comincia a scocciare questa cosa, e comincia è un eufemismo. Le ragioni per le quali mi e la difendo la mia classe sono quelle espresse perfettamente da Maria G. Di Rienzo nel suo post: “Galeotto fu Facebook” appunto neri e bianchi misogini (oltre le barriere etniche che sempre i patriarchi hanno inventato di sana pianta e poi ci hanno costruito scienze e religioni (fasulle) e altre stupidate) si incontrano e abbracciano quando c’è da ridurre le donne a cose, solo che Lunanuvola’s lo scrive bene, io non ho questa capacità, e non ne ho nemmeno la volontà.

Ah dimenticavo!

Non è bello usare l’ingenuità che è un atto puro tipico dell’infanzia ovvero di quello stato in cui la cultura marcia ancora non è intervenuta (per cui in tal senso è si un atto naturale che però si vuol naturalizzare applicandolo in modo giustificazionista e connivente agli adulti, ma solo maschi però….), per avallare atti compiuti scientemente da adulti, quando è la cultura di cui sopra a governarli quegli atti a prescindere da chi li fa sono sbagliati e va evidenziato tale errore.

Qui non si condanna la persona, ma quella sovrastruttura che muove le azioni della persona, solo gli odiatori odiano le persone, le persone intelligenti combattono le culture errate, tra queste patriarcato, razzismo e altre amenità.

Le sardine pretendono la fine della violenza in ogni manifestazione pubblica, su questo sono completamente d’accordo con loro, come sono d’accordo quando a prendere la parola è una donna che rivendica la fine dell’istigazione alla violenza fisica sulle donne e la fine della violenza verbale sessista.

#491

La dimensione del sacro, il sesso sacro, la magia ed il femminino

Presenza e abbandono fusi.

Emergere da storie esplicate nella prassi e nel linguaggio corrente come se fossero immobili, fisse, “statuarie” quando tutto sulla Madre Cosmica è in movimento costante e in perenne mutazione, significa portare la Psiche-Anima a fermare se stessa, apparentemente, perché delle scintille emergono sempre.

Non si ferma il Moto Crona di Dea, e non si addomestica.

La scelta è un primo passo, dopo viene l’approfondimento e quindi il Sentiero, che lungi dall’essere privato di cedimenti, sono questi ultimi a renderlo Sentiero, e in un mondo che non accetta gli sbagli… ma di cosa stiamo parlando?.

Alienate come siamo a noi stesse oggi, e da sempre nella dimensione patriarcale, anche il solo riconoscere il Sesso Sacro che apre le porte alla Magia (che è solo Femminea o non è) risulta complesso.

Come il patriarcato ha abusato e violentato il sesso sacro

La Dea deve ripartire da se, come le Femministe insegnano.

Claire Michelle’s da Pinterest, titolo: Moon Goddess

Il maschile che ha preteso una società maschio-centrica ha descritto (con la testa immersa nel patriarcato ovvero nella sua crazìa) il Tantrismo.

Ma il Tantrismo è Femmina, è la Femmina che governa il Sesso Sacro, è Lei, Madre e Eterna che gestisce e ac-compagna il rapporto, e cancella i ruoli (attivo-passiva e simili stupri) che la testa-cratica maschiocentrica ha costruito per legare le Anime, lo fa nel Fuoco, finché non ne rimane cenere.

Si ma l’orgasmo è l’orgasmo!

Vero, ma la donna lo confonde nel patriarcato perché viene cresciuta con l’idea che sia il fallo a dare l’orgasmo, nulla di più lontano dal suo corpo insomma, ma questo è frutto dell’etero sessismo e del maschilismo imperante, questione squisitamente approfondita da Carla Lonzi nel suo: La donna clitoridea e la donna vaginale.

Inoltre l’orgasmo nelle donne è diverso dall’orgasmo nell’uomo. È un dato di fatto, come è un dato di fatto che quello femminile nel patriarcato non conti nulla, anzi è meglio per la donna non averlo o farglielo avere per legarla al piacere e così renderla schiava.

Viviamo in un mondo di donne vaginali che non conoscono loro stesse come l’Oracolo della Dea Serpentina greco (che richiamava ai Matriarcati pregressi) suggeriva: Gnothi Seauton, poi Nosce Sauton, Dea Conosci te stessa e conoscerai l’Universo (visto che questo è Femmina).

L’Anima ce l’hanno tutte le Creature, dalle pietre all’Anima(le) umano, solo che quest’ultimo dando prevalenza a gerarchie, poteri, privilegi e domini l’Anima se l’è venduta per un piatto di minestra avariata, che non solo non nutre, ma prosegue ad ammalarlo, ed è però con l’Anima che si fa Sesso Sacro, perché tale sesso lo fa il Femminino, e l’Anima Mundi, l’Anima Universale, l’Energia che muove tutto ciclicamente, è Femmina.

Ergo….: nel patriarcato non esiste il Sesso Sacro visto che non esiste il Femminino Libero di manifestare se stesso nella sua integrità Sacra, che è del fare Libero perché solo la Dea Libera, non la cultura se una sapienza artificiosa, ne la mente considerata “superiore” per gli antropocentristi e patriarchi che da secoli ci dicono cosa è giusto e cosa è sbagliato, dividendo e frammentando le unità, e quando esiste un Femminile in tali società involute questo è ridotto a ruolo di genere per cui non è il vero Femminile.

Ergo (ancora) a meno di non liberarsi di tutti gli artifici che per 5 millenni ci hanno indottrinato, il Sesso Sacro è una Chimera.

Il cosiddetto Hieros Gamos

Su questo si è detto e scritto di tutto.

Il Corpo della Dea come mezzo (e ritorna il dover usarla per arrivare al Sacro imminente) per giungere alla Consapevolezza sarebbe mezzo, ma la donna non è un oggetto, ne per affermare il potere del maschio (appunto il matrimonio sacro che si afferma già dai tempi patriarcali iniziali) ne per dispensare Sapere o Magia usandolo.

In tal senso si deve parlare di prostituzione resa sacra ma che di sacro visto che non era la donna nella sua autodeterminazione a decidere se condividere l’amplesso Sacro, non restava nulla e tale hieros gamos vige dai patriarcati, anche molto antichi (vedere regno superiore egiziano ad esempio) .

Approfondivo il tema nel post #319.

Il sesso nel patriarcato è affermazione di autorità, e viene stuprata la gioia che da esso se ne può trarre, gioia per chiunque ne partecipi, oppure la medesima gioia viene relegata a ruolo, e quindi la si usa sempre violentemente.

Ergo (oggi abbondo negli ergo) nessun uomo e pochissime donne (coloro che Conoscono loro Stesse nel loro Corpo Sacro di Dee) possono accedere al Sesso Sacro perché quest’ultimo non concepisce ne mai attuerebbe nessun autoritarismo, e nessuna autorità per come quest’ultima è pensata verticalmente (leggere fallocrazia) nel patriarcato.

Il sesso è Sacro perché tutto è Sacro e pervaso dall’anelito di Vita, Morte e Rinascita Crone di Dea

Avete notato come (a parte rari casi) quando si parla di ierogamia la coppia è: maschio-femmina sempre e comunque?

Si chiama eterosessismo a casa mia, e casa mia non è molto distante da un altro luogo, che solo prodi Guerriere raggiungono, questo luogo si chiama Verità, una Mostra alla prima, una Madre Selvaggia alla seconda impressione, fa fede la seconda, la prima anche ma meno Mostrificata rispetto a come la testa mentalista la fa percepire, la prima è la Dea Morte, la seconda la Dea Rinascita.

Appunto lo Gnothi Seauton delle Pizie.

Il Sesso Sacro era un Ritu, cosa pensate che facessero le Sacerdotesse-Sciamane visto che loro era (ed è ancora oggi) il Potere di Vita-Morte-Rinascita Crone?

Il Sesso Sacro era lesbico perché il piacere del corpo della donna è piacere lesbico, in quanto clitorideo, poi siccome il patriarcato odia veder gioire il Femminino, (e ritorniamo alla Donna Clitor-i-Dea) visto che lo odia, ha preteso di venir investito di sacralità, ma non si pretende ciò che la Dea fa nascere e morire Indomito.

Da quel momento termina l’accesso alla Porta Invisibile, al mondo della Magia, e restano filosofie, psicanalisi, narrazioni, mestieri tutti svolti con la testa artefatta e quindi fallocratica, storie intrise di misoginia che gronda da tutti i pori, etc… etc… etc… ovvero l’immagine del mondo stanco e fisso, necrotizzato nel suo essere fisso e pretenziosamente inamovibile nel suo essere senziente per come lo intendeva Aristotele altro specista-antropocentrico e misogino, che smette di avere un Anima.

Perché smette di avere sentimento condiviso, quello che nei popoli Matriarcali e Animisti è condiviso con tutte le Creature.

Finisce anche la gioia della condivisione spontanea, semplice ma mai semplicistica.

Il Piacere è Sacro, Sacra è la Gioia, Sacra è la Condivisione, ma la Condivisione è impossibile in sistemi verticali, la si scova nelle Nicchie, in Anfratti dove solo poche persone (prevalentemente Donne) ritrovano loro stesse e tornano a ridefinirsi, per riprendersi e ricomporsi in Corpo-Anima e Mente. Per questo l’unione Femminina spaventa a morte i maschi, perché è Potere Trasformativo, lo stesso del Sesso Sacro.

#490

L’etimo è affascinante, ha subito il dominio dei vari patriarchi nei secoli, ad esempio l’etimo greco al tempo dello stupratore zeus non è quello di altre epoche patriarcali, ma ripercorrere a ritroso questo sentiero svela quelle che mia Nonna Materna chiamava (e aveva ragione da vendere a chiamarle così) le magagne della storia.

Oggi voglio prendere a prestito la parola Tribade.

La storia parla, la loro storia di denigrazione parla, infatti non l’hanno mai cambiata e qui aveva ragione la Daly a chiamarli necrofili, solo che in Natura-Dea tutto cambia, e con costanza, sono fuori dal mondo, sono gli alieni che abitano un luogo e non ne dovrebbero aver legittimità, infatti le Amazzoni combatterono per difendere la legge di Dea, ed erano notoriamente Tribadi oltre che Sciamane, ma questo non ve lo dicono.

Partiamo da un presupposto acclarato. Tutto nel sistema che viviamo è contaminato da pregiudizi sessisti e tali pregiudizi si fondano sull’idea errata visto che si parla di pregiudizi, che la donna sia inferiore all’uomo. Nulla è immune da tale considerazione che è solo nelle loro teste ma che trova spazio nel tessuto sociale e ne contamina la vita libera e cooperativa (potenzialmente disquisendo):

  • medicina (vedere le cure adottate per i maschi e testate solo su di loro e poi trasferite sulle donne che sono (siamo) biologicamente e fisicamente diverse dai maschi)
  • scienza (esempi: il cervello della donna è più piccolo quindi lei è meno creativa e intelligente, non c’è evidenza scientifica in questo, ma ci si basa sulle dimensioni per avvalorare un pregiudizio, sono fissati con le dimensioni e questo li rende involuti, e loro si più stupidi quando si parano dietro a simili idiozie)

Le narrazioni, compresa quella della Tribade (sbeffeggiata e detta contro natura… pregasi osservare le Femmine di delfina, che si procurano eccitamento sessuale costantemente solo fra Femmine, basta tale visione delle VERITÀ a smentire il cosiddetto: “contro natura” tanto decantato da chi forniva al termine Tribade un accezione negativa) sono solo narrazioni, giustificate dal voler mantenere inalterato un potere che fosse e rimanesse in mani ben precise.

La donna Clitor-i-Dea

Vi riporto uno stralcio tratto dal sito neurolinguistic.com (LINK all’intero articolo) e riguardante la Tribade:

Tribade

Secondo Marie-Jo Bonnet questo nome, di origine greca, arrivo’ agli umanisti francesi del Rinascimento attraverso le traduzioni di autori latini (Luciano, Marziale, Fedro) dove le tribadi vengono decisamente condannate, e fu per tre secoli il termine più usato per indicare una donna che aveva rapporti sessuali con un’altra donna.

In Francia compare nel 1566 ad opera di Henry Estreme (Apologie pour Herodote), ma viene registrata nei dizionari francesi solo a partire dal 1680.II suo significato sarebbe legato all’importanza attribuita alla clitoride, la ” dulcedo veneris “, conosciuta da greci e romani, ma dimenticata e “riscoperta” solo alla fine del 1500. Jacques Duval, 1612, cita altri sinonimi seicenteschi per “tribas”: subigitatrix, ribaude, frictrix.

Nel 1587 Bourdeille comincia a scrivere le sue Memoires contenant la vie des dames illustres de son temps (pubblicate solo nel 1666).Vi compaiono dames lesbiennes che si chiamano tribades e fricatrices “ou qui font la fricarelle en mestier de donna con donna [in italiano nell’originale], comme l’a trouve’ ainsi aujourd’huy” (“che fanno la fricarella in mestiere di donna con donna”). Qualche pagina dopo pero’ precisa che gli ” amori muliebri si compiono in due modi, gli uni per mezzo di fricarelle “, gli altri, come dice Marziale nell’epigramma a Bassa, “con geminos committere cunnos”.

I danni avverrebbero quando “s’aiutano con alcuni strumenti a foggia di… e chiamati ‘godemichi”‘.

Questi godemichi sono gli ‘olisboi’, noti anche ai greci.

Nel XVI secolo fu possibile il passaggio concettuale da una tribade che si procura il piacere senza l’uomo (secondo l’etimo greco unicamente con lo sfregamento dei genitali), a quella che l’ottiene come un uomo (grazie alla clitoride eccezionalmente grande, con la quale poteva “abusare” di un’altra donna).

Il passaggio inverso poté invece avvenire nel XIX secolo, quando l’attenzione si sposto’ e si concentro’ sulla vagina.

I1 vizio comunque era nel corpo, e non nello spirito (o nella psiche); e secondo alcuni questa potrebbe essere la spiegazione del perché le tribadi non furono mai assimilate (come invece lo furono i sodomiti) agli eretici.

In Inghilterra “tribade” viene riportato per la prima volta nel 1601 (William King, The Toast) ma sarebbe stato usato, secondo Donoghue, fino a tutto il 1700; Friederich Karl Forberg ( 1824 ) in De figuris veneris usa questo termine per descrivere gli “Alexandrian colleges” esistenti nella Londra di fine ‘700.

“Tribady” avrebbe fatto la sua comparsa solo nel 1811 in occasione di un processo per questo reato.

In Olanda “tribadie” comparve nel 1650.

In italiano il termine “tribade” e’ presente almeno dal Rinascimento.

Annibal Caro ad esempio parla delle “tribadi di Lesbo” nel 1539″, e per i vocabolari italiani dell’Ottocento che lo registrano, ‘`tribade” o “tribada” e’ “femmina che con lascivi fregamenti si procurava il piacere sessuale con altre femmine o da sola , oppure ‘ femmina impudica che usa con altra femmina” od anche “donna che fregando le parti genitali colle mani o coll’ olisbo (sorta di pene di cuoio o d’altra materia) o con altri lascivi fregamenti soddisfa da per se sola la libidine, od esercita amori contro natura con altra donna”.

Esistono pero’ distinzioni basate sul tipo di atti sessuali praticati, alcune delle quali già viste e su cui torneremo in seguito.

Accenniamo qui che per Mantegazza,1885, si ha il “tribadismo” quando “una femmina che fornita di un clitoride eccezionalmente lungo puo’ simulare l’amplesso con altra femmina… [anche se] oggi pero’ e’ sinonimo di amore fisico fra due donne, sia pur soddisfatto nell’uno o nell’altro modo ” .

Riepilogando, per il senso che questo termine prese nella storia patriarcale:

  • la Tribade avrebbe rapporti sessuali contro natura
  • la Tribade per essere percepita mentalmente come normale doveva avere una clitoride grande che si presentasse come un fallo (prima poi a seguire giunge Mantegazza che fornisce un altra versione sempre sessista e misogina)
  • la Tribade compare in un processo dove la si accusa perché è Tribade per cui la si accusa per la sua identità umana
  • nell’etimo greco e nel XVI secolo la Tribade diventa (gli viene restituita un identità autonoma? pare strano, siamo sempre in epoche patriarcali infatti… e poi ci arrivo) colei che si procura piacere da sola, senza l’uomo tramide lo sfregamento Clitor-i-De(o) non stupirebbe molto per la Grecia che ancora ha il concetto di Parthenos, (perché non è riuscita ad eliminarlo) ma il condizionale è d’obbligo, a breve se ne comprenderà la ragione, ma per il XVI secolo si, infatti si parla di abuso, testimoniando che per quell’epoca il rapporto sessuale era solo stupro, e oggi ci siamo tornate grazie al porno.
  • la Tribade sarebbe o dovrebbe percepirsi come un uomo mancato (oggi ci inducono a pensarci come nate in un corpo sbagliato a noi lesbiche e tale approccio deriva sia dal mondo etero sia da quello queer e transgender, un alleanza ormai consolidata che ha sempre lo stesso nome: patriarcato)

Quanto di tali concezioni-prassi sociali è ancora presente? l’ho detto che il patriarcato non cambia mai? si l’ho detto.

Tornando alla Grecia, la lesbica anche qui veniva negata in parte visto che spesso la si riconosceva se usava gli olisboi, ovvero dei falli finti, insomma il fallo ci deve essere comunque, è una fissa.

Ma la donna Tribade è la Clitor-i-Dea per eccellenza, tutte le donne sono Clitor-i-Dee ma la Tribade-Lesbica lo è riconoscendosi totalmente come tale, per cui del fallo non se ne fa nulla.

Per Mantegazza il Tribadismo si ha solo se la Clitoride di una donna è eccezionalmente grande, altrimenti non si ha, notoriamente tutte le lesbiche hanno Clitoridi enormi…. è sarcasmo il mio eh.

Mantegazza era un uomo, gli uomini definiscono da sempre il lesbismo nel patriarcato, criminalizzandolo, riducendolo ad alternativa alla “normale” pratica e conduzione sessuale prescritta alla donna (leggere eterosessualità), svilendolo, nascondendolo, condannandolo, descrivendolo pornificato.

Questi i loro approcci, e ovviamente non deve essere mai la donna lesbica a descrivere se stessa, sennò crolla l’impalcatura del loro fragile e odiante ego patriarcale.

Audre Lorde disse che se una donna non definiva se stessa, altri l’avrebbero definita a suo detrimento.

Infatti a noi donne, e con particolare odio, un altra forma di odio, a noi lesbiche ci hanno sempre affibbiato e imposto identità decise di volta in volta da patriarchi di diverse epoche. E quando usciamo da quelle identità le punizioni non si contano, ma negare la verità e la Conoscenza di Se porta all’odio e a cercare il nemico (anzi la nemica) su cui riversarlo in qualunque modo possibile.

Il piacere sessuale Femminile è odiato, lo era ieri, e lo è anche oggi, la donna non deve provare piacere, ne deve condividerlo, e se lo condivide con altre donne è ancora peggio, questa è la base per rafforzare anche il senso che i termini (indoeuropei tutti, lo ricordo) dovevano acquisire nella società patriarcale, lo stesso termine lesbica oggi è associato prevalentemente al porno, se non è odio questo? è una domanda retorica.

Le mutilazioni genitali femminili sono solo l’apoteosi di tale concetto, il disconoscimento del fatto che la dimensione Lesbica è quella più naturale del Femmineo (perché siamo Clitor-i-Dee e questo non nega che possa e si debba esprimere l’eterosessualità ma solo che quest’ultima essendo dogma nei patriarcati e quindi imposizione, esclude qualunque conoscenza che la donna può e dovrebbe avere di se stessa e del suo corpo, quindi del suo piacere scisso dalla Pro-Creazione perché solo la donna Crea infatti la Natura (Dea) nella sua interezza è Femmina, da qui il sacerdozio che era e doveva rimanere solo Femminile).

Le lesbiche-Tribadi sono coloro che quel piacere lo conoscono, altre donne per intere esistenze in passato non l’hanno mai conosciuto, ed ho il dubbio (sono sarcastica nello scrivere “ho il dubbio”) che neanche oggi lo conoscano, perché la stragrande maggioranza delle donne è prodotta sull’immagine che il patriarcato pretende che la donna abbia, in sostanza è la donna vaginale descritta da Carla Lonzi, per cui non Conosce se Stessa, e ciò avviene per l’interezza della loro vita.

Stralcio da LezWiki di 9 anni fa:

Quando nel 1893 esce La donna delinquente di Guglielmo Ferrero e Cesare Lombroso, opera destinata ad una vasta e duratura notorietà, la lesbica non è ancora ben costituita come figura autonoma: le due sottocategorie in cui vengono distinte le tribadi (le occasionali e le nate col marchio dell’atavismo e per questo motivo facilmente riconoscibili per le loro caratteristiche maschili) sono infatti incluse in quella generale della prostituta.

Oggi associare lesbismo a prostituzione può sorprendere e apparire arbitrario; la nostra idea di «lesbica», formatasi dopo la nascita del movimento omosessuale e di quello femminista, è infatti quella di una donna che ama le donne e che a loro dà le proprie energie, emotive e sessuali.

L’intero articolo qui

A distanza di nove anni i porno più cercati comprendono la parola lesbica, il porno è prostituzione filmata ed ecco che siamo tornate ad essere le prostitute, ovvero quello che pretendevano i nazisti fossimo noi lesbiche nei campi di concentramento, perché non possono e non devono esistere donne che amano altre donne e sono completamente svincolate dal fallo.

I nazisti sono stati aiutati dalle demo-crazìe patriarcali nella concezione (di odio) della Tribade-lesbica, inutile starci a girare intorno, è un dato di fatto.

Secondo Lombroso e non solo secondo lui, la donna Clitor-i-Dea si trovava ad uno stato infantile della sua sessualità, per giungere alla maturazione sessuale solo se accettava di non godere o si convinceva che può godere solo come donna vaginale, cosa contraddetta dal nostro stesso corpo, ma si sa i maschi ne sanno più di noi giusto?

In Grecia comunque (almeno) restavano i fasti dei Matriarcati pregressi, dove i Sacri Misteri (leggere Ritu) erano svolti solo da donne e tra donne, infatti alcune Dee si sapeva che erano lesbiche, le seguaci della Dea in Italia a distanza di secoli e anche dopo l’inquisizione che non ci poteva sterminare tutte visto che prima o poi ci saremmo reincarnate, almeno una parte di noi, ancora praticavano medicamenti che prevedevano lo stare nude tra due donne nel medesimo letto.

Invertite ed invertiti erano coloro che nel linguaggio comune erano considerati al contrario rispetto a come sarebbero dovuti (dovuti, quindi un dovere, ovvero un imposizione: leggere eterosessismo) essere, e il termine esprime come dovevamo essere considerate e considerati, noi lesbiche e gay.

Ho parlato solo del termine Tribade, ma ce n’è un altro, sempre relativo al lesbismo, ce ne sono molti per la verità che nel linguaggio comunque assumono il senso di una condanna, quello di Follia, il termine è Ninfomane, ovvero amante della Clitoride, la lesbica è stata anche la pazza nella storia, una donna che ama altre donne, emotivamente, sessualmente, cerebralmente? certamente è pazza visto che non si accorge di quanto sia meglio colui che non ha mai smesso di odiarla (leggere l’uomo).

Tutto questo è regime di violenza sistemica, per cui è una dittatura, che sia dèmos (del popolo visto che il popolo sempre maschio centrico è….) o totalitaria sempre dittatura è, ma con sfumature differenti, perché il patriarcato sussiste in tutti i regimi che siano essi democratici appunto, o dittatoriali.

Il nostro corpo Femmineo di Dee parla chiaro, le narrazioni sono e saranno invece sempre funzionali in una crazìa e il patriarcato è una crazìa a mantenere in ruoli le vite delle persone, ma le narrazioni non ci hanno mai detto chi siamo, solo noi stesse lo possiamo dire di noi stesse, ma per fare ciò dobbiamo Conoscerci e attraversare quel buio nel quale la Madre Atavica si Mani-Festa nella sua essenza e ci sussurra all’orecchio la sua nenia, che ci permette un Risveglio perché loro non ci hanno mai ne potranno mai definirci.

Ma noi siamo le Virago?

Si ma non per come ci hanno descritte i maschi, lo siamo perché il maschile nasce dal Femmineo altrimenti non nasce, quindi è un altro Femmineo, un diverso Femmineo, così è in legge di Dea.

Siamo le Invertite?

Si, siamo l’Appeso dei Tarocchi, ovvero vediamo il mondo al contrario quindi lo vediamo per quello che è realmente, non a caso nostro è il Vaticinio, nostro il Sacerdozio.

#489

Le nostre Tredici Lune

Marzo inizio d’anno

Non calcolavamo in anni i periodi, ma in Lune e 13 erano quelle annuali, quante luna ha una donna di 39 anni solari?

Meno di 39 comunque.

Il Tredicesimo Mens (Mestruo-Luna) è la Morte nei tarocchi, ma in realtà questo Arcano ab origine non aveva nome, come gli altri Arcani d’altra parte ma questo in particolar modo è rappresentativo di una rimozione, che è (schifosamente) patriarcale.

Il 13° Arcano è il rimosso Matriarcale.

Infatti la Morte viene rimossa da chi si crede invincibile, dinanzi alla Morte, anzi alla Dea Morte, siamo tutte e tutti uguali è insopportabile anche solo il pensiero di questa verità per chi basa la sua intera esistenza sprecandola sulle gerarchie fallocratiche vi pare?, tutte e tutti moriamo, o meglio ci trasformiamo, gli altri Anima(li) e Vegetali o Minerali tornando al Ciclo Crona di Dea del Nutrimento primario allo sviluppo della nuova forma di Vita, noi invece inquiniamo il nostro Corpo e la nostra Anima di Dea, infatti sarebbe il caso di morire senza gravare nel Grembo di Dea che ci ospiterà, o di farci bruciare senza inquinare, visto che già lo facciamo in Vita!

Ma detto ciò, la Morte ovvero Colei che ciclicamente giunge, nei calendari e nei sistemi patriarcali è la Grande rimossa. Non a caso l’Arcano 13 ha una Falce simbolo di mezza Luna di Dea.

È la Venere-Ishtar che non solo non deve attraversare le tenebre in se, ma deve anche dimenticare chi lei sia, Generatrice, Mortifera e capace di far Rinascere grazie alla Fine pregressa, ovvero alla Tredicesima Luna, alla Morte di un Ciclo.

La donna in Risveglio a se stessa sa che oltre quelle tenebre anzi al loro interno c’è l’Evoluzione che la Dea stessa insegna, e per evolvere bisogna Morire all’artificio, tale Morte riporta l’Una all’Una Universale, l’Anima singola all’Anima Mundi.

Anche per questa ragione mai rivelata (e figuratevi se avrebbero rivelato quello che potenzialmente libera il Femmineo dall’immagine del mondo restituendolo alla Sciamana-Guerriera-Amazzone, ovvero al vero io Femmineo) dal patriarcato, che hanno cancellato la Tredicesima Luna.

La divisione dicotomica

Una volta tolto il Sacro Mistero della Tredicesima Luna, dividere per dicotomie si presentava più facile, allora nacquero: bene/male, giusto/sbagliato/ dicotomie, parlo sempre di queste, le dualità le prevede anche la Dea ma quest’ultima non prevede invece le dicotomie.

Siamo giunte ad una tale profonda alienazione della nostra stessa Anima a non percepire neanche più i cambi-cambiamenti interni ed esterni legati ai passaggi dalla Vita (primavera-estate) alla Morte (autunno-inverno), quelle di noi che ancora Sentono in loro il cambiamento portato dalle Fasi Crone della Dea sono fortunate.

Il Mestruo, il Flusso di esistenza che è espulsione di Morte e Vita assieme, lo viviamo come una punizione, come un qualcosa di staccato da noi, ma senza questo non esiste Vita e non esiste Morte (leggere Trasmutazione), ed il Tempo Crona di Dea è perfettamente misurato dalla Terra (Mens-Mestruo-Mese e Ritu) e dalla Luna la nostra Sorella in cielo.

Eccola la Dea Doppia, la Terrestre e Lunare, aver cancellato la Tredicesima Luna era propedeutico a staccare il Femminino da se stesso.

Le tre dimensioni della Gea (la Dea Trina)

Le tre dimensioni sono:

  • quella marina (ctonia)
  • quella terrestre (semi ctonia, le Radici affondano nella Madre Terra )
  • quella lunare e celeste

Un tempo sapevamo che l’Anima per essere esplorata richiedeva occhi al buio, e la Luna era nostra Sorella perché ci permetteva tale accesso, lei è luce ma non illumina direttamente e in modo netto come il sole, l’Anima era più importante dell’esterno nei Matriarcati, ecco la valenza dei 13 mesi-mens-ritu e della Luna per quelle epoche.

Poi giunse il patriarcato con l’ego e tutti gli annessi distruttivi dello stesso, la smania solare come primato indiscutibile, la misurazione cambiata a forza e dii celesti distaccati.

Mentre la Dea la riconoscevamo in noi stesse e con noi stesse camminavamo nel Buio dell’Alma-Luna-Mater.

Donna, ricordati chi fosti.

#488

Simbiosi 5

“Lo Sciamanesimo è in generale. Si dice Sciamanesimo per comprendere tutto.”

Dicono, a difesa del potere che pretendono resti immutabile e che passa anche per i termini impiegati.

Ma il Principio che muove la Vita, qualunque Vita sulla Terra e nell’Universo è Principio Femmineo, il Termine che muove la Vita e genera la Morte, e quindi una Rinascita è Femmineo.

Lo Sciamanesimo è Femminile altrimenti non è Sciamanesimo, è qualcosa di altro.

#487

Il Ritorno della Dea Lupa

Ieri ho pubblicato il mio terzo libro, sarebbe il quarto, ma il 1° ed il 2° libro essendo su una linea interrotta, li ho messi assieme e ampliati rendendoli un unico testo dal titolo: Librum Crona Logia, Parteno Spiralidea.

Il terzo libro si intitola: Il Ritorno della Dea Lupa.

Non era un libro previsto come lo erano gli altri due precedenti. E la felicità ha contribuito notevolmente alla sua stesura non lo nego.

L’ho scritto perché si è presentata questa Creatura.

Una Creatura che mi ha accompagnata fornendomi la sua Medicina in tempi diversi di questa mia attuale vita sulla Gea.

Averla vista materializzarsi nel 2018 in territori limitrofi a dove vivo anche io, è stata una gioia.

Qui accanto potete vedere la copertina del libro pubblicato esclusivamente in cartaceo su Lulu, il dipinto riportato è il mio, lo potete visionare anche sul mio profilo Pinterest.

Avendo trovato il mio mestiere in questa vita, anche questo è un libro che si concentra sullo Sciamanesimo Femminile e sull’Anima delle donne e delle altre Creature Anima(li), Lupa in primis.

Anche questo libro intreccia le materie, Femminismo Radicale, Dea-Gea, Vita su questo pianeta e razzismo, contrasto a tutte le forme discriminatorie che il sistema vigente esercita.

La Medicina del Selvaggio

Inutile negare che Clarissa Pinkola Estès ha rappresentato per me una Medicina per la Cura Interiore, mi ha ispirata molto nella stesura del testo, la cito anche nel mio libro, e come lei anche altre donne mi hanno ispirata, e non ho mancato di citare anche loro, il Flusso dell’Energia Mentale e Animica è unico, spesso ce lo dimentichiamo, è separabile si ma quando ciò avviene forzosamente lo è a spregio di un unità integra.

Nella presentazione di questo libro scrivo:

Il ritorno (ciclico) della Lupa nei territori che io stessa abito ha ispirato questo libro. Lei è la Diosa, e non potevo non omaggiarla attraverso un libro, visto che questa Creatura di Dea mi ha fornito a più riprese Medicine per l’Alma.

La Dea è Una e Trina, ma lo è senza frammentarsi.

E la Lupa è la Diosa, è una Madre Medicina da ascoltare ed osservare, averlo potuto fare essendo cambiata io stessa internamente, è stato un Dono che considero tale.

Un riverbero è qualcosa che personalmente non riesco a descrivere a parole, Sentendolo non mi preoccupo nemmeno di definirlo, lo faccio solo se strettamente necessario, ebbene la Lupa l’ho riconosciuta come Totem perché l’ho Sentita a livello ctonio non contraffatto (ovvero nell’istinto non contraffatto) come Messaggera, come Curandera, e Lei si è presentata svariate volte nella mia attuale Vita portando appunto dei Messaggi.

Come scritto, non potevo non dedicarle un libro adesso che dopo molti anni è ritornata nel luogo che abito anche io e stavolta è ben tutelata assieme al suo gruppo.

Loba, Diosa

Te che canti alla Madre,

Di notte la tua parola diventa melodia per l’Anima di chi la apre all’ascolto del tuo e suo Selvaggio

#486

Della e sulla Malattia

In passato (su questo blog) scrivevo spesso che i maschi che compiono atti di violenza verso le donne lo fanno perché sono malati di Mente (psicopatia) e nell’Anima.

Nelle giustificazioni che si forniscono a questi atti di violenza all’interno delle strutture gerarchizzate e patriarcal-fallocratiche (quindi nelle società che viviamo) spesso si legge che l’uomo era un malato mentale, o che ha avuto un raptus, no, non è malato per come si percepisce la malattia nella realtà sociale che ci circonda, ne esiste il raptus visto che pianificano i femminicidi o se non li pianificano li agiscono in risposta alle ribellioni delle donne per cui agiscono un dominio, punto, è un dato di fatto.

Quando io scrivo Malattia intendo tutt’altro rispetto a questa versione che è mainstream e quindi destinata alla massa, e quell’altro che intendevo scrivere e che ancora intendo non giustifica la violenza, e neanche la condanna ma mostra la realtà, vederla è tutt’altra cosa.

Io sono una Sciamana la Malattia per me è un segnale, un alterazione di un equilibrio interiore che all’esterno diventa esecuzione di una specifica socializzazione, la Malattia Mentale è anch’essa un segnale da esplorare cosa che il maschile patriarcale non fa mai altrimenti dovrebbe rinunciare al potere loro concesso a suon di violenza verso quelle che sono etichettate come classi subalterne, donne comprese in tale descrizione del mondo che loro si danno per il mantenimento di quel potere.

L’Anima è il Sentimento che ha un accezione comprensiva, se si comprende non si giudica e non si punisce, parlo per esperienza e l’esperienza è quella che permette l’Evoluzione in Natura-Dea quindi parlo con cognizione di causa.

Un maschio che agisce violenza schiaccia il Sentimento, lo accantona, decide sulla base di ciò che la cultura gli ha suggerito e per come lo ha istruito, che pur avendolo il Sentimento è congruo e opportuno schiacciarlo per dimostrare di esser maschio e al fine di affermare la gerarchia sessuale a lui attribuita dalla narrazione patriarcale, per cui è pienamente responsabile di ciò che compie ma agisce in virtù di quella narrazione che è educazione ed istruzione ed istituzione di stato.

Agisce in coscienza una Malattia dell’Anima in tal senso e infatti agisce un dominio, il dominio è un idea malata che contamina anche il corpo.

Responsabilizzarlo (non educarlo ma responsabilizzarlo) richiede il dover cambiare dal principio la sua esistenza, da adulti non cambiano, possono essere portati al rispetto da bambini ma non solo dalla famiglia, dovrebbero far questo scuole di tutti i gradi, ambiti lavorativi tutti, l’intera società, ma l’intera società è patriarcale per cui giustificazionista dei suoi crimini d’odio e incline ad affermare la sua superiorità (fittizia ma spacciata come droga come reale che infatti li rende criminali d’odio) sessuale di nascita.

Detta in modo semplice:

se nasci con il pene ti dicono e ti fanno credere di essere superiore e che qualunque cosa fai sia giusta e idonea

all’opposto se nasci con la vagina qualunque cosa fai è sbagliata e poteva essere fatta meglio, diversamente, in modi più “consoni” etc…. etc….

questa è la gerarchia dei sessi definita bene col nome di patriarcato visto che il pater e il fratello sono i primi padroni delle nostre vite, poi seguono gli altri padroni: maestri, guru, sacerdoti, preti, professori, medici, fidanzati, mariti, e anche qui etc… etc….

ma il primo è il padre.

La Malattia sta nel pensare a questo come una realtà assoluta agendo di conseguenza a questo pensiero.

Il non visto è l’Anima, e questa è Femmina per tale ragione preferiscono e SCELGONO di non vederla, solo che quando non si esplora il Sentimento (Se non mi immergo non muoio ma nemmeno vivo) e non lo si accetta, ma anzi lo si mette da parte per affermare un potere questa per me è una Malattia Sciamanica, una Malattia che non ha nulla a che vedere (come visto) con il giustificare la sopraffazione agita sistematicamente nel sistema patriarcale che viviamo dagli uomini nati uomini ed educati-istruiti a percepirsi come superiori.

La Malattia Sciamanica è quella che parte proprio dall’errata percezione che innesca il mentalismo (il patriarcato è il regno del mentalismo ovvero della falsa mente) e la falsa mente fa ammalare il Corpo, il Sentire agisce sulla Malattia fisica si dice, ma può essere anche innesco della Malattia fisica.

Se già si è Malati la percezione è acuita e apre alcune porte a quella che è stata definita come Energia Sottile, in realtà apre le porte all’Anima, il maschio rifiuta di vedere la donna in quel luogo può ritrovare se stessa, per questo una Sorella mi disse una frase che capii solo nel tempo, ovvero:

Se si è sofferto si può superare il mentalismo chi non ha mai sofferto mai evolverà.

La Natura-Dea infatti dice questo, unicamente con l’esperienza e il suo affinarsi si evolve, solo che il mentalismo blocca l’esperienza e il suo bagaglio Sapienzale perché quello stesso bagaglio è la Dea Potenziale, è Femmina, quindi disconoscendola come Creatura portatrice di diritti, di voce, di Libertà il patriarcato dimostra di essere la società meno evoluta in assoluto e assieme la più malata Sciamanicamente in assoluto.

#485

Vista del mondo

Del Matriarcato dicono (i maschi maschilisti) che significhi: “dominio delle Madri” nulla di più distante dalla realtà questa descrizione.

La Dea non è ne rappresenta formalmente ed effettivamente un dominio, non lo è mai stata e mai lo sarà.

Nel patriarcato il matrimonio è un contratto vincolante, nei sistemi dove la donna ancora è considerata un essere umano il matrimonio si scioglie senza uccisioni e senza spargimenti di sangue, senza persecuzioni e senza ricatti e punizioni, e non è percepito come struttura di interesse per l’accumulo e la preservazione della proprietà privata (la proprietà sono la prole e la moglie nel patriarcato), ne è percepito o agito come un bene vincolato da contratto.

La scripta nel Matriarcato conta zero, conta quando è Operazione Creativa e quindi Ritu di Natura-Dea, ecco un altra (sostanziale sia nella forma che nella sostanza) differenza col patriarcato.

In pratica nei luoghi del mondo ancora memori della matrilinearità e che ancora la applicano, la trasmissione alla prole in queste Civiltà non è meramente degli averi della Madre, (visto che non esistono classi sociali non esiste nemmeno la trasmissione di beni intesi mentalmente e fattivamente come tali) ma è soprattutto politica è sociale nel senso più naturale del termine, non naturalizzato ma naturale, della Dea quindi.

In Natura a gestire la Vita e l’andamento della Vita sono le Femmine, che siano esse Piante o Animali infatti la Natura è Matriarcale, e nei luoghi dove è sopravvissuto il Matriarcato e la Matrilinearità non esistono guerre ne forme di sopraffazione perché la Natura-Dea non le prevede.

Gli sguardi (condizionati) sul mondo

Ahia ahia a chi da per scontata (e assoluta) una visuale derivante da una cultura, quale che sia tale cultura visto che è una branchia specifica di un unica specie nel Mondo Vero, perché costui o costei senza vederlo chiude gli occhi al mondo.

“Auschwitz inizia ogni volta che qualcuno guarda a un mattatoio e pensa: sono soltanto animali” (Adorno).

La nostra specie è specie Animale, chiamarci umani non ci definisce, in compenso ci comunica una separazione, chiamarci Animali invece ci definisce nel nostro stato di Creature della Dea.

In antropologia la parola cultura e il come si esplica viene definita come (cito da Wikipedia):

“Sistemi di norme e di credenze esplicite, elaborati in modi più o meno formalizzati.

Formalizzati appunto. Sulla Dea la formalizzazione non esiste, la cultura è un prodotto specista.

Ma aiuta?

Certo può anche aiutare e l’aiuto più grande che può fornire è quello di passaggio, di tappa, sapendola tappa.

L’aiuto è quello di rendersi grimaldello per uscire dalla formalizzazione, tornando alla Dea Indomita, se fissa ciò che è contrario al nostro Istinto non contaminato, la cultura non occorre, anzi diventa gabbia, infatti tale aiuto (potenziale) non vale per tutte/i per alcune persone diventa prodotto per rafforzare un mentalismo artefatto, per cui diventa gabbia dell’ego, dell’identità altro costrutto sociale.

Che la Lupa si accultura?

No, la Lupa non fa questo, ne lo fa la Dea Ragna (ricordo che questa specie in molte sue declinazioni è Parthenos quindi sono solo Femmine) eppure Vivono pienamente, loro si, noi umani molto meno, colpa di cultura e formalismi, leggi, religioni etc… costruiti su gerarchie quindi su un modo antropocentrico di percepire il Mondo.

Ma la Dea Parthenos Ragna, tesse la sua trama, si nutre dalla sua Casa in Tessitura, la Lupa (così come ogni altra Creatura di e che è essa stessa la Dea tranne la nostra specie) sente il pericolo, anche quando non è ancora dinanzi ai suoi occhi, ha la famosa Vista della Sciamana, la Vista al Buio.

Dobbiamo solo imparare da queste Creature e Dee.

Ma noi siamo specisti, pensiamo di essere superiori, appunto, pensiamo, o meglio andrebbe detto che non-pensiamo, rispondiamo automaticamente a quello che ci hanno fatto credere, il credere è una cessione mentale infatti.

#484

Linguaggi & Sapienze

La creatività è un mezzo per Conoscere noi Stesse.

È una Medicina per l’Anima perché connette in maniera ctonia ma senza recingere.

Dipingere, modellare con le mani, inserire in uno spazio una partecipazione propria, derivante da forme che l’hanno ispirata, è un atto Sacro.

Hanno scritto tantissime cose sui feticci, sugli oggetti sacri preferisco chiamarli.

Tempo fa sono state ritrovate a Pompei delle statuine definite come “tesoro della Strega”

Non nego di essermi salvata l’immagine, emotivamente mi hanno attratta quasi tutti gli oggetti (che certamente avevano fini Ritu-ali) presenti in questo ritrovamento, due o tre li avrei esclusi, ma io sono io ed era logico che dicessi questo.

Yo soy la Loba, la Cantadora, Colei che trova segni dove altri vedono coincidenze, e quei segni sono anche coincidenze, ma non sono solo questo.

Una Sorella un giorno mi disse che la Dea invia degli aiuti, solo che la testa artefatta li interpreta come cose da classificare, a cui fornire una spiegazione univoca, soltanto che una spiegazione non ne esclude altre ecco perché le dicotomie non definiscono nulla.

Aveva ragione.

Il mio terzo libro l’ho dedicato alla Loba, alla Lupa, la Lupa ulula alla luna, hanno detto che è un richiamo verso la sua specie e gli altri esemplari, si ma ulula comunque alla luna, solo che per noi specisti questo significa che (per loro che denigrano tutto ciò che non capiscono e sono tante le cose che non capiscono, ne con la testa vera ne con l’Anima) diventa loca.

Le Sacerdotesse della Luna (Selene e quindi del Sangue Mestruale-Mens ovvero Calendario di 28-29 giorni (i giorni della Luna), (ancora misurazione del tempo Matriarcale e basato sul Femminino) facevano richiami alla Luna per fare richiami a loro stesse nei loro cicli Crona, nei loro cicli temporali.

Se lo facessimo oggi ci chiamerebbero folli (loca al singolare).

Ma senza Estasi (Trance Sciamanica Femminile) non c’è accesso al Mondo dell’Anima, a quell’invisibile che il maschile descrive con la testa artefatta e che ci ha insegnato a descrivere con la medesima mente, attraverso quella che chiama “educazione”.

Ora voglio mostrarvi un ciondolo dedicato alla Loba che ho trovato effettuando una breve ricerca online, lo trovo di una delicatezza e bellezza che le parole non riescono a definire, per maggiori info vi rimando al sito della persona che ha creato questi talismani, non riesco non chiamarli tali tanto è il potere che esprimono alla sola vista (sito: https://www.traewynjewelry.com/la-loba—wolf-woman.html), e qui l’immagine:

La Sapienza Anima(le) e la Creatività di Dea

Respiriamo Suoni di Dea, e questi ci Ispirano nell’Anima, l’Anima si Ispira, la mente se non segue l’Anima è Orfana.

Nel patriarcato siamo tutt@ Orfane di Madre perché la Madre Cosmica e Parthenos, capace di generare la Vita da se stessa (Dea) siamo noi e ci insegnano a non Conoscere noi Stesse, fanno di tutto affinché non giungiamo a tale Sacra e Creativa conoscenza alienandoci a tale Scoperta che è Cammino Sacro e Sciamanico.

Hanno reso gli Animali l’altro da noi.

Che ferita Animica è questa!

Chi aliena la sua stessa specie non rispetta nulla, è un dato di fatto acclarato, ma la Dea si Rigenera Trasformandosi, mentre noi restiamo in un antropocentrismo che ci contamina in profondità e che diventa Malattia dell’Anima.

La Creatività è essa stessa un Percorso attraverso cui emerge un Interiorità, ne ho scritto nel mio primo libro: Librum Crona logia, Parteno Spiralidea nella seconda parte del libro.

Allora hanno costruito il termine arte, per metterci la pietra ariana sopra, occultando la Storia dell’Anima Femminea, e la storia del Femminino (Matriarcato dove la Creatività era prassi di esistenza) in parte della Medicina Femminea, eravamo noi le prime mediche, eravamo le Curandere della nostra specie e aiuto per le altre specie e per la Dea tutta perché cooperando con il nostro Istinto Sacro, cooperavamo con la Dea Interna a noi stesse e con la Dea esterna da noi, quindi con tutto l’Ambiente.

La Creatività era espressa nel linguaggio

Nel modo di procedere nella Vita, nelle risoluzioni cercate,

In momenti specifici e non

Sempre

Era la Dimensione dell’Essere che coniugava in modo simbiotico, Interno ed Esterno (fare l’Una Matriarcale)

Ci hanno strappato l’Anima, dicendo poi che l’avrebbero salvata loro, ovvero quelli che ce l’hanno strappata e l’hanno persa anche loro, ma loro lo hanno fatto scientemente, in cambio dell’ego e quindi del potere.

#483

Goccia-Scintilla 31

Lo stupro non è sesso, la violenza non è sesso, è sopraffazione, nessun atto che implica violenza è sesso. NESSUNO!

E la prostituzione non è il mestiere più antico del femminile, è stupro pagato ed è la tipologia di sopraffazione, oppressione e negazione della libertà sessuale femminile e della più generale autodeterminazione femminile.

Non esiste alcuna determinazione di se nella prostituzione, si manifesta invece l’essere quello che il patriarcato pretende che sia la donna (“ne madonne ne puttane” ha un senso eh! e tale senso è ancora attuale lo è nel sempre, non va in scadenza!), chi sostiene una sedicente emancipazione del corpo nella prostituzione presta il fianco a chi compra esseri umani, e specificatamente compra le donne (appunto schiavitù non lavoro SCHIAVITÙ!) chi la sostiene come forma di “liberazione” sta sostenendo la sottomissione alla quale il femmineo viene sottoposto da millenni.

Dicono che la prostituzione nasce con la nascita dell’umanità, vi piacerebbe eh! siete stati smentiti dal Matriarcato, la prostituzione esiste perché c’è un odio profondo verso le donne allora il maschio che le odia pretende di mercificarle pagando per effettuare uno stupro, quindi è una cosa che esiste solo da pochi millenni, insomma da quando esiste il patriarcato.

Il porno prepara ed insegna a stuprare, e lo stupro non è sesso, ribadisco.

Il porno è quell’anello di connessione tra prostituzione e odio sistematico verso le donne che ha il fine MANIFESTO, non causale ma specifico, di imporre la violenza come sistema totalizzante di rapporto etero e non solo, a largo spettro come rapporto umano di coppia o tra più persone.

E questi criminali di odio sono ricchi, come sempre, come insegna il capitalismo che si interseca col patriarcato, ma anche a sinistra molti considerano il comprare una donna, riducendola ad oggetto, stuprandola e quindi commettendo un azione di odio nei suoi riguardi come “bisogno” di sesso, no è volontà di subordinare, è terrorismo, è sempre e solo questo, non è altro.

Per approfondire:

Attenzione alla manifestazione nazionale del 23 novembre a Roma: c’è chi dice no!” (blog di Patrizia Cordone)

Missione compiuta” dal blog di Maria G. Di Rienzo (Lunanuvola’s)

Il viaggio di Rachel nella prostituzione” dal blog Ricciocorno Schiattoso

#482

Goccia-Scintilla 30

La ragazza selvaggia

Sono una ragazza selvaggia
Innocente, libera e selvaggia,
Ho tutte le età
Le bisnonne vivono in me.
Sono sorella delle nuvole
So solo condividere,
So che tutto è per tutti
E tutto è vivo dentro di me.
Il mio cuore è una stella
Sono figlia di questa terra
Viaggio a bordo del mio spirito
Strada per l'eternità
 
L'acqua mi guarisce
La terra mi dà forza,
Il fuoco mi arricchisce,
L'aria è libertà.
 
Pachamama prendimi
Sarò sempre con te
Madre Terra mi porta al mare