#481

Stereotipi?

Sulla falsa riga del post (pagina: Il numero mille – FAQ) scritto da Maria G. di Rienzo sul suo blog: Lunanuvola’s propongo anche io (grazie per l’idea Maria G. di Rienzo, mi hai ispirata) alcune delle domande (e affermazioni) che sono state poste a me durante il corso della mia vita, alcune sono le stesse che la Sorella di Rienzo ha scritto, eh si sono capitate anche a me come a migliaia di altre donne.

  • Ma sei femminile, per cui sei sicura di essere lesbica?

No, certamente ne sai più di me, in effetti siccome in passato mi truccavo e tingevo i capelli, portavo i tacchi, questo denota che ero una “vera donna” oppure… ma forse mi sbaglio eh… denota che ero vittima degli stereotipi di genere che avevo io stessa introiettato e che avevano plasmato la mia identità sociale (per cui di genere) di un tempo.

  • Non ti si può dire niente!

Tranquill@ non sei obbligat@ ad ascoltarmi o leggermi, ma se lo fai unicamente per criticare dovresti farti delle domande, solo che dovresti farti quelle giuste….

  • Confrontiamoci sul femminismo, apriamo un dibattito inclusivo, dimmi cosa pensi ti va?

(Questa è stupenda, la annovero tra le prime della mia personale classifica delle mistificazioni, anche la prima, quella sul lesbismo è tra le prime tre posizioni).

Eh…. Ho parlato fino ad adesso! Ah ma si, giusto, sei tu che devi decidere quando ascoltare, cavolo come ho fatto a dimenticarmi che mi sei superiore, scusami eh….

Un uomo che ti dice questo nella stragrande maggioranza dei casi intende dirti: “cerco di convincerti che sei estremista, e che tutto sommato, non esiste il patriarcato o comunque non è quello che dici te (infatti non ti ascoltava quando manifestavi verbalmente le tue GIUSTE rimostranze) beh detto dalla classe sessuale dominante fa ridere, dall’amarezza però.

In aggiunta ti fanno sprecare energie emotive ed intellettive ponendosi immediatamente come non in ascolto, (se pensi di avere tutte le risposte non ascolti) e se una persona non ascolta, non esiste dialogo, è un dato di fatto.

Quando leggete inclusivo (e sinonimi) dovete tradurre così e non sbaglierete: “le altre oppressioni vanno contrastate dai soggetti che le vivono, quella della donna va contrastata dal maschio”

  • Una donna può scegliere cosa fare, se ti è successo quello che ti è successo significa che lo volevi.

Non è una domanda, è un affermazione, ma viene presentata anche come domanda palesando l’ignoranza di chi la pronuncia. Detto questo in un regime non c’è scelta, ci sono solo forme coercitive, più o meno oppressive, strutture oppressive e modi oppressivi di procedere socialmente.

In aggiunta si fa victim blaming in questa affermazione, la colpa di ciò che accade alle donne è delle donne, continuiamo a parare il culo agli odiatori, certamente ci guadagneremo altre vergate! E no, non esiste nemmeno il naturale impulso al masochismo, vi ho preceduto eh?!

  • Ma il separatismo è esclusione?

Ma i gruppi di soli maschi sono escludenti? No, scusate ho sbagliato, loro si, lo sono infatti esiste la misoginia ma non la misandria, rifaccio. Ah si! sicuramente il separatismo è esclusione e misandria, perché noi femmine siamo una vostra estensione fallocratica, pure noi lesbiche che in fondo in fondo non esistiamo, ci basta trovare un maschio vero e questa nostra tendenza momentanea (leggere le teorie naziste al riguardo) sparisce dinanzi al vostro pene.

Questa era carina. Me lo dico da sola, perché notoriamente siamo noi femministe e lesbiche le egocentriche i maschi invece sono degli incompresi, è scientifica anche questa cosa eh….

  • Sei sicura di non esagerare?

Una domanda che già si fornisce da sola (ego super mega….) la risposta.

  • Ma non capisci che ci sono donne che scelgono di essere prostitute? Non puoi criminalizzare l’intera categoria!

Ed ecco la terza della mia classifica. E chi criminalizza la prostituzione? Semmai dico e lo ribadisco, ma ci vogliono più di due neuroni per capirlo forse, che comprare un essere umano è schiavismo, e questa è una verità chi non la vede ha interesse a non vederla, oppure ha i prosciutti sugli occhi ed ha paura delle reazioni di criminali d’odio perché è l’odio che spinge a comprare un essere umano come fosse un oggetto, non c’è altra motivazione se non quella di esercitare un dominio, quindi ribadisco si tratta di odio.

  • Perché non capisci che sono una donna come te? Puoi stare con me come staresti con qualsiasi altra donna!

Mi è stata detta (e chiesta?) da una persona transgender mtf prima di operarsi. Rimando per comprensione (spero che comprendano ma ho idea di no) alla definizione di lesbica.

Gli esclamativi sono da ritenersi non come richieste ma come forme di violenza verbale che punta a minare la psiche della persona che riceve queste parole.

  • Ma tu pensi di conoscermi davvero?

No, tranquill@, non ti conosco, ma conosco bene la tua educazione, i modelli sociali che hanno plasmato quella che chiami coscienza ma anche le tue abitudini quotidiane, conosco gli stereotipi, e si siete tutti uguali fattene una ragione! Perché vi è comodo.

Quello che tu neghi a te stess@ anche quello conosco.

  • Non è che le statistiche dicono sempre il vero, te ci credi?

Yeah facciamo gli alternativi! per modo di dire, leggere: “nego quello che non mi fa comodo”. Notoriamente le teorie del complotto (leggere le nazi-femministe o quando ci chiamano terf, o la PAS) seguono pedissequamente il metodo sopra esposto sotto la forma di domanda, in altre parole chiamarle paranoie non è così sbagliato ma sempre funzionali a non far cambiare le cose però.

  • L’istinto è infallibile?

E chi l’ha detto? (ma come lo hai scritto!) mai sentita l’espressione: “leggere tra le righe”? Il totalitarismo delle parole è sempre dietro l’angolo, per approfondimenti leggere la storia sociale e delle religioni dall’inizio del patriarcato ad oggi, dove i mezzi diventano fini assoluti e la scrittura è uno di essi, lo hanno fatto per la trasmissione di quelli che chiamano valori o etica. Per cui si capisce (lo capiscono?) che l’infallibilità non esiste, se esistesse smetteremmo di evolvere.

  • Ma tu sei forte, quindi ce la farai, d’altra parte che ti aspetti?

E anche questa mi è stata detta, in parte anche Lunanuvola’s se l’è sentito dire, una parte, con me hanno aggiunto che sono forte per sollecitare il mio ego. Ma essendo una che l’ego lo sta smantellando ho capito subito il meccanismo che è questo: “combattere uno status quo è pericoloso, per cui ti sollecito sull’ego così lo fai al posto mio e tutto quello che fai io faccio come le scimmiette: non vedo/non sento/non parlo”.

A me eroi e eroine non piacciono, guai a quel popolo che ha bisogno di eroi, disse qualcuno molto intelligente nel pronunciare e scrivere questa frase, ogni soggetto in una collettività ha delle responsabilità queste ultime i potenti non se le prendono mai, o raramente, in una dimensione collettiva ognun@ deve dare il suo contributo non per obbligo, dovrebbe venire naturale però, ma schierarsi è difficile giusto? eppure ci si schiera spesso dalla parte di chi opprime.

  • Se sei femminista odi gli uomini?!

Si si sicuramente…

  • Sai che ci sono diverse forme di amore, magari sei te che non le comprendi?!

Ogni volta che sussistono ruoli sessuali e di genere su cui viene strutturata una relazione non si può parlare di amore ma appunto di schema dato.

  • Perché aprire uno spazio online nel quale riversare odio per gli uomini, non è più proficuo incontrarsi a metà strada?

Metà strada richiede una traduzione, questo il senso di quello che intendono: “sii meno aggressiva, sii più sottomessa alle istanze del dio maschio superiore, sii meno arrabbiata, non ti puoi arrabbiare per la tua oppressione ah no, non è oppressione ma il tuo stato naturale, è così che vanno le cose da che mondo è mondo, dammi i tuoi spazi così ti dico io quello che devi farne”.

Poi ci chiedono ancora del separatismo, mi pare che avere uno spazio solo nostro è essenziale, lo è sempre stato e nel patriarcato lo è il triplo.

  • Pensi di saperne di più della storia delle religioni?

Assegno il primo premio a questa. Lo ammetto, mi ci sono affezionata, la recepisco come fosse uno scarto chimico inquinante, anche altre ma questa sulle religioni è favolosa.

Il fine non è quello di sapere di più, cos’è più? non è un legamento anch’esso? (non si risponde con altre domande!) e quindi? Procediamo alla fustigazione o al rogo? Non sarebbe la prima volta.

Le prime caste esistenti nella storia da 5000 anni a questa parte (quindi una piccolissima storia rispetto alla storia dell’umanità) erano sacerdotali maschili, per cui individuavano un target specifico sul quale fare leva per indottrinare ad una cultura, se questa è storia…. La storia è fatta di sfumature e di percorsi mai voluti sondare perché scomodi a chi ciclicamente tendeva alla fissità, ovvero alla preservazione del potere e no non è complottismo, ma mancata trasmissione.

Civiltà e storia sono più di questo, e con questo non dovrebbero avere nulla a che fare.

Ringrazio però chi me l’ha posta questa domanda-clava perché mi sprona a continuare a smascherarli nei loro dogmatismi.

  • Se te sei femminista devi insegnarmi a me maschio il femminismo ti pare?

Si aspetta lo segno sull’agenda (non ho uno smartphone sorry). Ore 13: pranzo, ore 14:30: 1a lezione di femminismo pratico a maschi. Ore 16:30: volontariato come crocerossina, proseguendo l’attività delle ore 14:30 fino alla sera.

Noi non vi dobbiamo nulla, siete voi che dovete mettere in discussione il vostro privilegio.

  • Magari se stessi con un uomo capiresti che non sei lesbica
  • Sei lesbica solo perché sei stata stuprata

Queste due vanno assieme perché mi sono state dette da più persone ma sempre insieme.

Ho convertito lo schifo che mi avete gettato addosso come altre Sorelle (Maria G. di Rienzo compresa) in Energia per me.

Notoriamente (lo dice la scienza fasulla quella che si chiama stereotipo) una donna diventa, diventa badate bene, lesbica o perché non ha mai fatto sesso con un uomo o perché è stata stuprata, a queste due inconfutabili prove scientifiche, si aggiunge il rapporto malato di attaccamento con la madre.

Vi rispondo così. Se non vivessimo l’etero-sessismo le lesbiche per natura sarebbero molte di più. E no non ho le prove, lungi il patriarcato analizzare questo fatto, piuttosto tornerebbe a fare la voce bianca, ma lo dice la natura del femminino e anche il nostro stesso corpo.

In aggiunta complimenti! Usare una violenza per ingenerare senso di colpa è un azione da “veri maschi virili” ovvero da violenti perché per voi il vero maschio è quello che trincia tutto giusto?

Guardarsi allo specchio no è?

Le lesbiche non hanno bisogno di andare con un uomo per capire loro stesse, e negare la nostra esistenza non è una strada sana da percorrere.

  • Ti hanno condizionata?

Si lo ammetto, mea culpa, mea maxima culpa, sono condizionata dalle nazi-cis-terf-femministe. È male…. Dio salvami tu o qualunque altro uomo che sa le verità di sempre che non cambiano ne cambieranno mai!

Leggete rabbia in queste parole, leggete bene, la rabbia è un pozzo dal quale attingere per non morire allo status quo, la rabbia femminea è una risorsa atavica che ci hanno intimato di non svelare come fosse il Vaso di Pandora, che ovviamente (non si smentiscono mai) nella narrazione patriarcale pagana-greca è colpevole di averlo aperto, invece chi l’ha costretta a quel ruolo è un santo eh…. e ci hanno prescritte ad essa perché ne hanno paura, in Natura la nostra rabbia cambia i rapporti di forza, lo dice la Dea stessa.

E nella cultura senza rabbia non c’è moto di cambiamento, anche questo è un dato di fatto, in negativo la rabbia che si innesca con la violenza genera i sistemi che viviamo ma quella va bene per lo status quo, ed è evidente, la nostra non va bene, ma Lei è una Madre Atavica che ci spinge a Conoscere noi Stesse, è una fiamma che scalda nel momento in cui ne abbiamo più bisogno.

Come disse Audre Lorde, quella che senti dalla mia voce è rabbia. Dare forma a questa spinta interiore significa riscoprirla e curarla, in un mondo che tutto fa tranne che definire realmente e curare il femminino, anzi l’esatto opposto fa, tale risorsa acquisisce un valore anche maggiore che se vivessimo in linea con ciò che la Dea ci aveva dato come mondo in Dono.

Infine ma non per ultima, la rabbia ci aiuta ad identificare il soggetto o il contesto sociale che ci opprime, è appunto una Mater nel senso Matriarcale del termine.

#480

Goccia-Scintilla 29

Frase: Donna se stai a casa non ti succede nulla!

Risposta: il patriarcato è ovunque (è sistema di società) quindi entra anche in casa se già non c’è ci entra e non lo fa mai con delicatezza, ed essendo una dittatura totalitaria non presenta via di fuga, l’unico contrasto (che non è fuga) è la lotta ad esso, lotta su tutti i fronti dove esso si esprime. Per cui non è mai colpa della donna la violenza che subisce MAI!

Frase: Se la nonnetta fosse stata a fare la calza (frase rivolta alla senatrice Liliana Segre) non le sarebbero accadute le cose che le sono accadute (ho parafrasato ma il senso è questo in riferimento all’odio su internet che ha ricevuto, hanno anche scritto che gli paghiamo la scorta e che “pesa” questa scorta sulle tasche degli italiani… bene io gliene pagherei 20 di scorte, ma non darei un euro a chi sostiene chi violenta, a chi odia, a chi ha un ego come un carrarmato e lo dimostra ogni giorno bombardando di contenuti di disprezzo e odio tutta la società, anzi, i soldi li darei a chi ne ha bisogno e la Segre ha bisogno della scorta, una donna che ha vissuto una vita intrisa di odio nel quale non si è fatta coinvolgere, questo è coraggio chi usa la violenza invece è vigliacco, chi appoggia stupratori ed assassini ha bisogno di venir rieducato, non di accumulare denaro attraverso elezioni “libere” maddai! neanche sanno cos’è la libertà! e se un dittatore convince le masse le elezioni sono tutto tranne che libere.

Risposta: Caspita donna!, qualunque età tu abbia sei te che devi cambiare, te che devi farti da parte, te che devi stare zitta, te che non devi mettere le mutandine di pizzo, sennò ti stuprano e un po te la saresti cercata!, te che non devi uscire la sera, te che non devi gridare, te che devi essere più accogliente (leggere serva), te che devi misurare tutte le tue azioni sempre, te che devi misurare (si fa per dire misurare) le tue parole, te che non devi guardare, te che non devi pensare, te che non devi rispondere, te che non devi essere curiosa di capire, te che non devi andare in questo o quel luogo, te che devi vestirti in un certo modo, te che non devi portare vestiti che sembrano da maschio (genere), te che non devi fare giuste battaglie politiche per tentare di arginare il sentimento più schifoso che esista (infatti riguarda solo la nostra specie quella meno evoluta) l’odio.

Ma che tu donna! ti vuoi ribellare? ma stiamo scherzando!? mica puoi disturbare la regressione incivile che cavalca l’odio dispensato nell’intera popolazione e maggiormente tra i poveri per continuare a mantenere patriarcato e capitalismo evitando le ribellioni (leggere come mantenere il potere in poche mani), che devono diventare sempre più assoluti per costoro: psicopatici, specisti, antropocentrici, violenti, assassini, stupratori.

Te donna devi cambiare perché queste invece sono persone che meritano accoglienza, anzi… di più…: meritano di avere un leader che assieme ai suoi sodali appoggia proposte di legge per dare i bambini a chi gli fa violenza, per rafforzare ed estendere l’odio e l’oppressione verso le donne, per rafforzare l’odio verso chiunque si contrapponga alla sua dittatura.

Secondo costoro se un uomo usa violenza ai danni di bambine e bambini significa che ha una naturale tendenza (lo dice chi ha inventato la PAS leggere gardner) per colpa del comportamento della donna adulta che gli toglie il sesso (lo dice sempre gardner)) a violentare un altro corpo oggettivato disponibile, non fa nulla se questa persona ha tre anni o 30, e non fa nulla se non può dare il consenso, tanto che la donna è un essere umano che può esprimere consenso e può farlo un bambino anche maschio? ecco gli italiani, schierati con costoro, quelli che sono schierati con costoro, ed è un dato di fatto non una minaccia, ne un idea estrema è VERITÀ!.

Ed ecco quelli che votano uno specifico partito chi vogliono, vogliono violentatori di donne e infanzie, vogliono dei nazisti, vogliono guerre, anche di sterminio di massa, pensano che l’odio li colmi e che gli permetta di mantenere il potere, vogliono che lo stupro diventi una costante, che qualunque strumento punitivo si rafforzi sempre di più, è un dato di fatto, questo vogliono, e no… non è vero che non sanno queste cose.

Le sanno e le vogliono, le bramano, vediamo di toglierli questo velo di ignoranza, ignorano le conseguenze si, ma vogliono anche determinate cose. L’odio verso bambine e bambini anche è voluto, la violenza su di loro ha l’obiettivo di spezzargli la vita e farla diventare un inferno quando loro saranno adulte-i, farla diventare una parvenza di esistenza, un sopravvivere.

E poi ci sono persone (maschi) che si sentono deprivate se una donna manifesta un problema vero e non millantato. Si sentono deprivate del loro privilegio nel quale sguazzano.

In sincerità: tranquilli maschi, bianchi, etero, ricchi a voi non vi ammazza nessuno potreste forse essere ammazzati dai vostri stessi sodali se gli fate uno sgambetto, non certo per le stesse ragioni quindi del se nascete donne, bianche e nere o asiatiche, con una religione o un etnia specifica, povere o ricche, donne, lo dicono le statistiche, e in particolar modo con i neofascismi è molto più facile che noi moriamo, mentre voi maschi bianchi etero e dittatori potete dormire sonni tranquilli, mica c’è una rivoluzione che intende ripristinare la civiltà…. e non mi pare ci siano nelle società che vanno verso i fascismi-nazisti per l’ennesima volta nella vostra storia, moti rivoluzionari.

In aggiunta, chiunque intende fare memoria, riattivandola nelle coscienze altrui, è odiato da chi pretende di avere potere gerarchico, e infatti sulla base del volere quel potere che nascono le dittature, e la Segre fa memoria, la difende, la narra da testimone della storia del nazismo e del fascismo, anche per questo la odiano. Perché dice il vero e il vero al potere non è mai piaciuto.

Per questo la esercitano quella violenza il prima possibile così da plasmare la vita futura di queste creature. L’odio verso la Segre è stato voluto, così come l’odio verso tutte le donne, lo hanno coltivato ed annaffiato per farlo crescere.

#479

Tessiture, Ragnatele e percorsi di Intrecci

Qualche giorno fa stavo vedendo un programma su FOCUS nel quale si parlava dei vangeli gnostici, il programma suggeriva che Maria Maddalena per tali vangeli, fosse la più importante degli apostoli, inoltre si parlava della moglie di Javhè, che era la Dea Ishtar in precedenza. In sostanza il modello precedente a quello dei monoteismi che vedeva la Dea affiancata dal dio, ma Ishtar prima era la Dea che si auto genera da se (Parthenos) questo nei Matriarcati, perché era la Natura Incontaminata, e la Natura si auto genera in effetti e non era prescritta nell’affiancarsi (eterosessismo religioso patriarcale) al dio..

Il programma parlava anche del termine Apocalisse, termine stupendo usato negativamente dai monoteismi.

Dall’Etimo:

Apocalisse significa Rivelazione, Svelamento, ha a che fare con un altro termine: Inferus che significa Interno.

Noi siamo educate ad essere cieche al Mondo, perché ci istruiscono a considerare il Mondo solo nelle sue manifestazioni esterne sulle quali (badate bene) la descrizione che ne viene fatta è artificiosa. L’Apocalisse è lo Ctonio, il non veduto e il nascosto.

Lo Svelato.

Quello che chi ha preteso di definire il Mondo non ama venga mostrato ne condiviso in Sapienza Collettiva e Cooperativa, in una Tessitura (Matriarcato), cosa che facevamo invece nelle società Civili, quindi appunto nei Matriarcati.

Ma che altro rapporto ha tutto ciò con la Tessitura?

Tessere significa dare corso a delle Trame, è un atto Naturale che fa l’Istinto non artefatto, non compromesso, ma che può fare anche la testa costruita ad un modello sociale, infatti anche il patriarcato Tesse Trame, ma queste sono necrofile visto che il loro fine ultimo è quello di mantenere una fissità putrescente (e quindi senza rinnovamenti ed evoluzione) nel tempo, anche sul lungo periodo.

L’istinto ed il suo Atavismo

In questo periodo sto per concludere il mio terzo libro, in realtà è il quarto ma avendo accorpato due libri precedenti, avendo essi stessi una linea discorsiva comune.

Nel terzo libro la trama è per certi versi ancor più istintiva dei miei libri precedenti, scaturiti in fasi differenti della mia esistenza.

Questo libro è la Tessitura di un sentire, come gli altri, ma con la differenza che è connesso al ritorno del Lupo nelle aree che abito.

Il Lupo è un Animale che mi ha guidata a più riprese nella mia vita, c’è una connessione con questa Creatura che ho ormai da molti anni, e riconoscendola come Atavica tale connessione, mi sembrava il minimo dedicare un libro a questa Anima, anche perché è parte della mia stessa Anima.

L’Istinto ha risposte che la mente non ha, nei Matriarcati lo sapevamo, oggi viviamo il primato della mente che infatti visto che primeggia, si ammala ogni tre secondi, e tre secondi sono un tempo lungo, quindi ho impiegato un eufemismo, e quelli che negano tale Malattia sono i più malati.

Tessitrice di Vita, Morte e Rinascita

La Dea Tesse Trame Esistenziali, e solo Lei Tesse questo (Norne, Parche, Dea Uccello e Civetta, il Ragno Partenogenetico). Perché è appunto partenogenetica, per cui da Lei tutto Nasce e in Lei tutto viene a maturazione, Morte e Rinascita, tale esplicazione fattiva, immanente, presente, passata e futura necessita di una sola costante. Il Cambiamento, la Mutevolezza.

Dal sito eternoulisse.it si legge:

La figura di Penelope nell’Odissea può essere associata, attraverso l’analisi etimologica del nome, ma anche attraverso il simbolismo della tessitura, alla principale divinità femminile greca: Atena, la dea “dall’aspetto di civetta”, o dea uccello, inventrice della filatura e della tessitura, a sua volta un’incarnazione della Dea “dai mille nomi”, oggetto del culto delle antiche civiltà dell’area mediterraneo-egea e anatolico-mesopotamica.

La filatura e la tessitura sono temi che ritroviamo in tutte le mitologie antiche e che sono sempre stati associati alla definizione e modificazione del destino umano. Tessere vuol dire tramare, escogitare piani, “arti” che nell’Odissea sono rappresentate sia da Penelope che da Atena, le quali determinano in un modo o nell’altro la sorte di Ulisse: l’una tenendolo “magicamente” in vita attraverso l’azione della tessitura, l’altra escogitando piani, “inserendo” nella trama degli eventi le prove che Ulisse dovrà sostenere per conoscere la “morte” e poter fare finalmente ritorno sano e salvo a Casa.


La Dea dai mille nomi è la Primigenia, Figlia e Madre, Amante sterile e feconda, è la Dea di tutte le cose e come detto Tesse Trame nelle quali nutrimento, sostentamento Animico e Fisico, sono qualcosa di inscindibile, aver scisso tale Sacralità è stato un atto contro la sua legge.

Lo hanno fatto a partire dai kurgan, come dico sempre.

Ma non occorre odiare costoro, l’odio è un loro strumento, quelli Femminili sono altri bisogna solo imparare a ricordarsene, visto che ci hanno condizionate per 5 millenni, è un percorso quello di tale ritorno al ricordo.

Un percorso che necessita dell’Istinto Atavico.

Tessere significa dare Vita alla Realtà.

In un senso o in un altro, o in un altro ancora….

Nut Trama-va la Notte, ho citato le Norne e le Parche, le tre fasi Crona della vita le rappresentavano, una tagliava il filo della Vita, perché è la Dea che la taglia anche se il maschio si è voluto sostituire alla Dea, è sempre quest’ultima che taglia quel filo di Trama.

Ogni Femminino ha un Anima differente, Mutevole rispetto ad un altro Femminino, per questo il Cerchio è un Simbolo importante nello Sciamanesimo Femminile-Matriarcato, perché la Gea-Diversità di ogni singola è potenziale arricchimento Animico per l’intero gruppo di donne.

Tessere Trame anche in tal senso è oltre che auspicabile, Nutritivo.

#478

Creatività come Cura dell’Anima e Cura cooperativa

Quando studiavo all’accademia pensavo da adolescente quale ero che l’arte (allora pensavo all’arte) fosse un canale comunicativo che andasse oltre la parola e la scrittura.

Ora non la chiamo più arte, ogni parola che ha inizialmente queste due lettere: A ed R ha doppiamente a che fare con i kurgan, con gli ariani, la stragrande maggioranza delle parole sono indoeuropee (tranne quelle create dalle donne femministe, basti citare la Daly) ma alcune sono state impiegate da questi involuti della società come clava, una di queste è proprio la parola arte, per cui siccome il patriarcato passa anche per le parole impiegate, ho abbandonato il termine arte per quello di creatività, occorrerebbe trovarne uno Femmineo di termine, ancora non ci sono riuscita, mi è venuto alla mente però un simbolo che sottolineasse tale creatività, il simbolo è questo:

Ne parlo anche nel mio libro: Librum Crona Logia Parteno Spiralidea

La Creatività non si ingabbia, è Moto Ciclico, è Ispirazione di Dea, perché è ispirazione Animica, ed ha in se il seme partenogenetico della Nascita.

È Cura agita in un atto Trasformativo

È principio Animistico, non centra più nella Fase di Immersione la testa stipata di pensieri che indugiano, ma riprendono il fiato l’Anima e la Mente di Dea quando terminano le regole che pervadono l’arte.

La Creatività è un Linguaggio Universale, la parola no, infatti la scrittura per come la conosciamo oggi si sviluppa dai kurgan.

Nei Matriarcati alcuni simboli (vedere il Serpente Sacro) sono stati ritrovati in diverse aree del mondo, per cui erano universalmente riconosciuti, perché i Matriarcati avvicinavano i popoli, e cooperavano invece di dividere e frammentare le unità, che quando sono scheggiate e rotte, perdono le loro interezze.

La Creatività Sacra, le ritrova tali interezze, perché se è vero che c’è una socializzazione alla quale veniamo “educat@” è vero anche che l’Anima non divide come fa la mente, ed è dalla mente che loro hanno edificato questa società involuta.

Anche la Spirale è uno di questi simboli come il Labirinto comune a molti luoghi, simboleggia il percorrere la Vita e la Morte per accedere alla Rinascita, o Reincarnazione che dir si voglia.

La Creatività e l’Anima

Sognare e trarne ispirazione

Osservare e trarne ispirazione

Vivere e trarne ispirazione dalla vita stessa

Danzare e Cantare e trarne ispirazione

Suggere la vita stessa e farne una Creazione, cosa che possono fare solo le donne.

Perché la Natura è Dea, ed è Femmina Partenogenetica.


In questa società che viviamo veniamo socializzati ad un modus che ci distrugge internamente, e ciò che ne emerge sono categorie socialmente ritenute accettate, alle quali doversi, e scrivo doversi perché è un obbligo, rifare e conformare.

Il Femminino viene de-naturalizzato, siamo Anime Selvagge e il condizionamento nei nostri riguardi è molto profondo perché dobbiamo per loro rientrare nella categoria subordinata di sesso che il sistema stesso ci ha deciso.

Ma quando l’Anima parla e quindi è Moto Creativo, ci si accorge che il costrutto attorno è una gabbia per tutt@ Femmine e Maschi, solo che a questi ultimi tale gabbia da il potere.

La Spinta Creativa è un Moto Sacro.

Da sempre imprimiamo Simboli di Anime, lo facevamo sulla roccia, ed erano a scopi Ritu-ali o semplicemente per ricordarci che siamo Parte Di…. mai divisi dalle nostre Sorelle Anime di altre specie, che altre non sono mai.

Lo facevamo quando davamo Vita alle Veneri Paleolitiche.

E quella non era arte, era trasmissione dell’interiorità, cosa che l’arte non ariana (visto che se e quando esprimono la loro interiorità esprimono solo odio avendone cullato l’essenza e la sostanza negativa) dovrebbe fare sempre, perché quella trasmissione Cura.

La Nonna dedita ad Angizia

Quando si lasciano tracce non verbali (Trasmissione Matriarcale) queste resistono alle orde di barbari, e si affermano nell’Anima di chi le recepisce.

Dea Angizia (immagine tratta dal sito AsciaCatascia)

Ogni volta che una divinità Femminile porta, mostra o è collegata ad un Serpente (ma anche divinità maschili, santi e affini) certamente la sua storia non è quella svelata dalle narrazioni che circolano per la maggiore, ovvero patriarcali.

La Dea Angizia me la fece conoscere mia Nonna senza mai nominarla, solo da adulta continuando a cercare in me e all’esterno di me, scoprii che Angizia era prima Ishtar e Anahita, insomma era la Grande Madre, Vivifica e Mortifera, e il veleno che gestiva la faceva essere la Potnia, Colei che era ed è da sempre maggiormente invisa al sistema misogino e fallocratico.

Lei è la Maga, Colei che Trasforma con le dosi, colei che Vaticina e Crea, è Colei che Cura e da la Morte, in poche parole è la Natura Selvaggia, ovvero non antropizzata.

Era la Sciamana Anima Mundi pregressa, ora la festa abruzzese che era dedicata a Lei in precedenza, è per un santo maschio che ha rubato il Simbolo della Dea, il Serpente. Per cui alla Dea è stato sottratto il posto che ne Ri-Vel (o)- ava le fattezze (Conosci te stessa e Conoscerai l’Universo), come da sempre fa il patriarcato e poi ci narra sopra la sua versione, e tale narrazione è sempre un imposizione, e certamente è falsa.

La Creatività è al Buio

È Chthon – Ctonia

Pesca dal Profondo e poi fa emergere, per questo il Delfino è il traghettatore dell’Anima ed è Anima(le) Sacro alla Dea, non al dio misogino greco.

La Creatività striscia come un Serpente per trovare la sua strada, la cerca e poi la esprime, la Mani-Festa e tale espressione è Atto Sacro, perché è Sciamanico e Femmineo.

Mia Nonna mi regalò quando ero bambina, un anello in oro a forma di Serpente, con un rubino per occhio, è questo:

Non l’ho mai tolto, nel frattempo la testa del Serpente è caduta, avevo 7 anni quando me lo regalò, ma mi permise di crescere con l’idea che il Serpente fosse una Creatura da osservare con attenzione.

Non a caso è un Simbolo Sacro per l’Anima Femminea….

Il Serpente odora con la lingua, è Parthenos spesso, striscia sulla Tellus, percepisce i sommovimenti dello Ctonio, e perde la pelle per Rinnovarsi.

Ebbene si, hanno provato ad alienarci a noi stesse, con mia Nonna anche più che con me, con mia Madre quasi quanto con mia Nonna se non di più in taluni frangenti della sua vita.

Lo fanno con ogni donna, perché quando scopriamo noi stesse diventiamo un pericolo per lo status quo, e allora ci chiamano streghe, puttane, stronze etc… etc…

La Dea resta, e la trasmissione della Dea ha fatto altrettanto oltrepassando le imposizioni indoeuropee.

Mia Nonna lo Sapeva perché ha trovato forme Creative per fornirmi strumenti di Comprensione Interiore, fece la stessa cosa con mia Madre, nei Matriarcati non imponevamo, mostravamo, rendendo esplicitate le Anime, ovvero il Sentire , e lo facevamo attraverso l’unico canale davvero universale, la Creatività, il Gioco Sacro, il Ritu, l’uso di Simboli Sacri, davamo consigli, caspita, difficile da capire per chi pretende fissità quando questa fissità è un aberrazione stessa della Natura dove tutto è Ciclico e Mutevole.

Io da adulta e pienamente consenziente, ho potuto Leggere la Dea in me stessa e cercarla all’esterno di me facendomi ispirare creativamente, e restituendo tale ispirazione sotto la forma di colori, Manu-Fatti, parole, sguardi, pensieri, Riti etc….

L’anello a Serpente è stato solo uno dei messaggi, non verbali, ce ne sono stati molti altri.

Perché la Dea non la possono uccidere, Lei è, è Stata e sempre Sarà, e nessun uomo ha mai sollevato il suo Velo, ma la Trasmissione Matriarcale si.

La Dea Crea e la Dea Distrugge, ma non per come Creazione e Distruzione vengono intesi nella cultura patriarcale. Sono solo Trasformazioni.

#477

Idra, Drago, Serpe, Serpente e tutti i nomi della Dea Tellus-Terra

Si legge dal sito mitologia.dossier.net la seguente descrizione della Idra:

serpente o drago mostruoso, figlio di Echidna e Tifone: aveva molte teste (da tre a nove, secondo le varie leggende), che rinascevano duplicate appena tronche. Nacque sotto un platano presso la fonte Amimone.

Visse poi nella vicina palude di Lerna, dove gli omicidi venivano a purificarsi. Ecco l’origine del proverbio: “Una Lerna per i malvagi”.

Lerna sorge accanto al mare, a circa cinque miglia dalla città di Argo. Questo fertile e sacro distretto fu un tempo terrorizzato dall’Idra che aveva la sua tana sotto un platano, presso la sorgente del fiume Amimone e si aggirava nella palude Lernea di cui nessuno riuscì a misurare la profondità, e che divenne la tomba di molti incauti viandanti.

L’Idra aveva un mostruoso corpo di cane e otto o nove teste serpentine, una di esse immortale; ma taluni parlano di cinquanta, altri di cento teste.

A ogni modo, l’Idra era così velenosa che il suo solo respiro e persino il puzzo delle sue tracce potevano uccidere. La seconda Fatica che Euristeo impose ad Eracle fu di uccidere l’Idra di Lerna, che Era aveva addestrato per minacciare la vita dell’eroe.

Atena aveva ben meditato in quale modo Eracle potesse uccidere l’Idra, e quando egli giunse a Lerna, sul suo cocchio guidato dal nipote Iolao, gli indicò la tana del mostro. Dietro consiglio della dea, Eracle costrinse l’Idra a uscire dalla tana tempestandola di frecce infuocate, e poi l’assalì trattenendo il fiato. Il mostro si avvolse attorno ai suoi piedi, nel tentativo di farlo inciampare. Invano Eracle si accanì con la clava: non appena gli riusciva di spaccare una delle teste dell’Idra, subito ne rinascevano due o tre altre per sostituirla.

Un enorme granchio emerse allora dalla palude per aiutare l’Idra e si attaccò al piede di Eracle; schiacciando violentemente il guscio del granchio sotto il tallone, Eracle gridò per invocare il soccorso di Iolao.

Iolao diede fuoco a un lembo di bosco e poi, per impedire che nuove teste rispuntassero sul corpo dell’Idra, ne cauterizzava la radice con rami infuocati.

Usando una spada o un falcetto, Eracle tagliò allora la testa immortale e la seppellì, ancor sibilante, sotto un pesante masso ai margini della strada che conduceva a Elea. Poi squartò la carcassa e immerse la punta delle sue frecce nella bile del mostro. Da quel giorno la minima scalfitura prodotta da tali frecce fu sempre fatale.

Per ricompensare il granchio dei suoi servigi, Era lo pose nella costellazione del Cancro che brilla in cielo vicino a quella dell’Idra. Euristeo dichiarò che quella Fatica non era stata compiuta a dovere, perché Iolao aveva aiutato Eracle con i suoi rami infuocati.

Immagine tratta da: storiedelcielo.it

L’Idra è anche una costellazione, vicina alla Coppa (altro simbolo Matriarcale) e al Corvo, Anima(le) totem di una Dea celtica precedente ai paganesimi celtici.

Ma voglio rimanere sul mito patriarcale greco che vede il solito eroe (ovvero il violento magnificato per la sua violenza) che batte il Serpente, ovvero il Femminino Ancestrale quello che non si può uccidere, ma che tentano di ammazzare da 5000 anni, e poi chiamano tale femminicidio mito o cosmogonia….

Piccola nota:

Oggi è Sahmain festa celtica della Ruota dell’Anno, la ruota era ed è simbolo Matriarcale ripreso e usato dai celti, e per questo popolo oggi iniziava l’anno. I primi calendari invece iniziavano a Marzo-Aprile, ovvero nel pieno della Vita, come è più di Dea che sia.

Questa data è ottima sul Piano Sottile, particolarmente importante per la Percezione e la Comunicazione dell’Anima, se avete il Mestruo ancora meglio.

Si tratta di una delle Fasi Crone Spiralidee di Dea, nella quale la fase Mortifera (Inverno) sta per giungere, è una Fase di Passaggio quindi, da qui il concetto sopra espresso, traetene voi le conclusioni che riguardano le foglie caduche.

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Decostruire il mito

Nella definizione e illustrazione misogina dell’Idra sopra esposta si legge:

serpente o drago mostruoso, figlio di Echidna e Tifone…. Nacque sotto un platano presso la fonte Amimone.

Nei Matriarcati abitavamo le aree adiacenti o comunque vicine all’acqua, elemento della vita, ma lo facevamo in Armonia con l’ambiente, quindi con la Dea stessa, non ci veniva in mente di distruggerne le fattezze per sostituirci ad essa, come invece avviene nei patriarcati e l’Albero narrato nel mito (come ogni albero) è l’Albero Madre, con le Radici che creano la Vita stessa, la costellazione dell’Idra è nel campo astrologico del Cancro, per cui si tratta di un mito (come tutti quelli patriarcali) che ha rubato Sapienza Sacra ai Matriarcati ed è stato narrato per mantenere il potere sminuendo e ridicolizzando il femmineo: “serpente o drago mostruoso”….

Echidna tradotto è Serpente, per cui Idra è prole serpentina, qui va letto il Sacerdozio Femminile che l’eroe (per così dire) intendeva distruggere, si tratta di un mito costruito come ovvio.

Visse poi nella vicina palude di Lerna, dove gli omicidi venivano a purificarsi. Ecco l’origine del proverbio: “Una Lerna per i malvagi”.

Gli omicidi chiedevano l’intercessione della Dea (resa terrifica, Drago, mostro, con tante teste etc…. per cui già in parte demonizzata) ok nei paganesimi ancora avveniva tale riconoscimento di un intercessione femminea, ma chiedevano giustificazione, cosa che nei Matriarcati non si sarebbero mai azzardati a chiedere.

Lerna sorge accanto al mare, a circa cinque miglia dalla città di Argo. Questo fertile e sacro distretto fu un tempo terrorizzato dall’Idra che aveva la sua tana sotto un platano, presso la sorgente del fiume Amimone e si aggirava nella palude Lernea di cui nessuno riuscì a misurare la profondità…

Se non mi immergo non muoio ma nemmeno vivo. La Profondità è il non veduto, è lo sconosciuto che spaventa proprio perché sconosciuto, o meglio, nel caso dei patriarcati, volutamente ignorato, Idra abita come si abitava nei Matriarcati, vicino all’acqua ma non tanto vicino, poi arrivarono i kurgan e decisero che il capo-dio doveva stare in alto (fallocrazia) e il popolo doveva stare in basso rispetto al capo-dio, cavolo! non si sono mai evoluti! 5000 anni di gerarchie!, se non è paura mai affrontata questa! è così psicologicamente parlando.

Divenne tomba di molti incauti viandanti.

Stop. Qui bisogna fermarsi, è coerente questa parte scritta, se si affronta il Buio senza essere accorti ci si perde in esso, e il Buio è la Dea Oscura, quella che il patriarcato odia e nega, e nega con tanta costanza da diventarne Nemesi, hanno fatto tutto da soli eh! prima la conoscevano questa Dea perché nei Matriarcati anche gli uomini conoscevano loro stessi.

L’Idra aveva un mostruoso corpo di cane e otto o nove teste serpentine, una di esse immortale; ma taluni parlano di cinquanta, altri di cento teste.

Il numero di teste è un altro spunto per litigi tutti interni al patriarcato, questi litigi sono una costante in tale tipo di società che lo ricordo si fonda sulla guerra mentre i Matriarcati si fondavano sulla cooperazione e la continuità Spiralidea che era Moto Sacro di Natura-Dea.

L’Idra aveva corpo di cane perché questo Anima(le) fu il primo della storia ad essere addomesticato, nei Matriarcati stessi veniva tenuto vicino alle Tribù, ma l’addomesticamento allora non fu come quello che attuò poi il patriarcato, ovviamente, per cui il fatto che l’Idra avesse una testa immortale (Serpe Sacro originale che non muore, questo aspetto l’hanno mantenuto visto che simboleggiava ancora la Ciclicità come fondamento e legge di Dea) ed il corpo di cane parla delle società Sciamaniche Femminili Animiste pregresse.

…l’Idra era così velenosa che il suo solo respiro e persino il puzzo delle sue tracce potevano uccidere. La seconda Fatica che Euristeo impose ad Eracle fu di uccidere l’Idra di Lerna, che Era aveva addestrato per minacciare la vita dell’eroe.

L’Idra era velenosa… maddai! certo che lo era, le piante a determinate dosi sono velenose, alcune a piccolissime dosi, il Femmineo per Natura è velenoso, ma non per come intende il Veleno che è anche Medicina, il patriarcato. Il corpo cambia ogni 2 settimane, parlo dell’Animale umano, se si abitua gradualmente ad una sostanza sviluppa resistenza a tale sostanza, non è un consiglio anzi evitate di fare prove, questo è un consiglio, fatto sta che il Veleno a cui accenna il mito patriarcale sull’Idra, è direttamente collegato alla mistificazione e all’induzione all’odio misogino verso la Dea Oscura, ovvero la Dea Indomita.

Atena aveva ben meditato in quale modo Eracle potesse uccidere l’Idra, e quando egli giunse a Lerna, gli indicò la tana del mostro. Dietro consiglio della dea, Eracle costrinse l’Idra a uscire dalla tana tempestandola di frecce infuocate, e poi l’assalì trattenendo il fiato. Il mostro si avvolse attorno ai suoi piedi, nel tentativo di farlo inciampare. Invano Eracle si accanì con la clava: non appena gli riusciva di spaccare una delle teste dell’Idra, subito ne rinascevano due o tre altre per sostituirla.

Ecco qui il mito supera se stesso in infamità, la narrazione è quella della Dea Madre (Athena) che schierata completamente col misogino di turno, vuole essere complice del femminicidio, e la questione viene fatta passare nel mito per l’appunto, come naturale, invece ovviamente è solo naturalizzata, Athena nasceva in Libia, era un Sciamana, per cui è direttamente collegata ai Matriarcati pregressi a questo mito greco, in Grecia diventa la guerriera schierata col maschio uccisore di donne per affermare il suo potere, il mito come tutti i miti patriarcali comunque è contraddittorio, una testa dell’Idra è immortale ma Eracle riesce comunque a sotterrarla e rubarle il potere, in quelle che chiamano fatiche, ginocidi è più appropriato invece, perché questi sono reali, il mito è una narrazione di affermazione del potere sessista invece.

Un enorme granchio emerse allora dalla palude per aiutare l’Idra e si attaccò al piede di Eracle; schiacciando violentemente il guscio del granchio sotto il tallone, Eracle gridò per invocare il soccorso di Iolao.

Sul Granchio scrissi in un altro post, è simbolo Matriarcale di Vita-Morte-Rinascita, e qui nel mito entra un ennesima parte Sciamanica, per cui connessa alle strutture sociali pregresse, ovvio che il Granchio attaccasse Eracle, quindi Serpente e Cancro, appunto la costellazione Femminea-Matriarcale, “l’eroe” chiama l’amico misogino, così lui ammazza la prima Femmina e l’amico la seconda (il Granchio appunto) eccolo il patto maschilista di cui scrivono a ragione le femministe, ovviamente narrato in senso patriarcale come “sostegno” traducendolo per bene è complicità in omicidio, anzi in Femminicidio.

Iolao diede fuoco a un lembo di bosco e poi, per impedire che nuove teste rispuntassero sul corpo dell’Idra, ne cauterizzava la radice con rami infuocati.

Oggi queste narrazioni le ritroviamo nel porno mainstream, la violenza narrata come norma sessuale, la narrazione non cambia a cambiare sono solo i mezzi con i quali il patriarcato la esprime. Col cavolo che cambiano la loro versione misogina!

Usando una spada o un falcetto, Eracle tagliò allora la testa immortale e la seppellì, ancor sibilante, sotto un pesante masso ai margini della strada che conduceva a Elea. Poi squartò la carcassa e immerse la punta delle sue frecce nella bile del mostro. Da quel giorno la minima scalfitura prodotta da tali frecce fu sempre fatale.

Ecco, questo passaggio è fondamentale per capire la sostituzione da una società Civile (quella Matriarcale) ad una incivile che pretende di rimanere tale nei secoli dei secoli senza amen.

Eracle aiutato dal compare di merende Iolao non solo riesce a sotterrare l’Idra, ovvero il Femmineo a cui si stavano sostituendo i criminali patriarcali, ma ne prende pure il potere velenoso, ovviamente non è vero, chi nega se stesso non avrà mai il potere Sacro del Femminino, si illudono di averlo, ma la Dea resta Indomita.

La violenza con la quale Eracle uccide il Femmineo come detto è la stessa dei Femminicidi di oggi, sono proprio necrotici. In aggiunta per uccidere il Femmineo Sacro usa un arma che in precedenza era Simbolo Sacro Matriarcale, il falcetto, i cristiani che fanno schiacciare il Serpe alla Madonna non si sono inventati nulla…. in tutto questo del Femmineo non deve (nelle intenzioni del patriarcato e della sua narrazione psicotica) rimanere nulla, gli viene rubato tutto, i simboli, le attitudini ed il potere Sciamanico del Veleno Sacro.

Per ricompensare il granchio dei suoi servigi, Era lo pose nella costellazione del Cancro che brilla in cielo vicino a quella dell’Idra. Euristeo dichiarò che quella Fatica non era stata compiuta a dovere, perché Iolao aveva aiutato Eracle con i suoi rami infuocati.

Hera, in questo mito ritrova la sua dimensione Femminea, schierandosi con Idra e il Granchio che esce dall’oscurità per difendere il Femmineo Serpentino, invece in altri miti viene narrata come Femmineo addomesticato quello di Hera e in quanto tale odiatore del Femminino stesso, prima Hera era colei che regolava il Tempo Crona, col mito greco divenne la moglie insoddisfatta di un dio stupratore che non lascia, il fatto che ci descrivano così odianti noi stesse, non ci dice mai chi siamo davvero, è bene ribadirlo.

Euristeo aveva ragione, caspita il Femminicidio lo doveva fare da solo Eracle, mica va bene farsi aiutare dal compagno di merende! a distanza di millenni avrebbe potuto prendere spunto dalla cronaca quotidiana di oggi…. ne avrebbe tratto ispirazione!

Il mito narra le pretese egoiche e di potere di quelli che si sentono vincenti e che per essere tali hanno distrutto la vera Sacralità che non prevede prove da omicidi, ne sacrifici, ne assenza di Anima, anzi prevede l’esatto opposto, come dice Matriarcato&Matriarchy, “se non mi immergo non muoio ma nemmeno vivo”. Immergersi significa vedersi allo specchio e fa male vedersi, ma è Vivere, loro non vivono, simulano la Vita pretendendo di sottrarla a chi la da, noi Femmine, dobbiamo ristabilire l’ordine, il Matriarcato era l’ordine.

#476

Il mio Tempio è la Natura, Animismo, Sciamanesimo Femminile e Paganesimo

Quando ascoltavamo te, Madre, Sorella e Amante, Sterile e Prolifica, Mortifera e Parthenos in noi stesse, non avevano il bisogno indotto di costruire templi e di chiamarli Sacri, bastavano le Pietre che raccolgono il tempo Crona su loro stesse, bastava disporle e poi toglierle, la Pietra è essa stessa la Dea.

Ricevevamo le tue correnti che ci attraversavano e che noi stesse vivevamo come segni del tuo Linguaggio senza pensarlo come altro rispetto a noi stesse.

Percepivamo con l’Anima alla perfezione le tue-nostre Energie ed i luoghi che poi sono stati definiti centri energetici sfruttando chi li aveva percepiti non con la testa artefatta ma con Anima-Testa e Istinto di Natura, ovvero con il Selvaggio Indomito di Dea.


Il paganesimo è interno ad un sistema sociale già classista e venne costruito dagli uomini come religione per sostituirsi all’Animismo (che è una basato su una percezione Interiore Naturale che affonda le radici nel Principio di Vita-Morte e Rinascita tipico della Natura e quindi del Femmineo Parthenos), difatti nasce nelle società già gerarchizzate, greche e romane quindi in società patriarcali.

Sacralizzare la Natura (la Dea) altro non è che averne cura perché si ha cura di se stesse, vi è una reciprocità in tale azione che è simbiotica, e saperne ascoltare il Ritmo, non ci si sottomette ad essa, che ci si può sottomettere ad una cosa innata anche in noi stesse? per questo il paganesimo fu una delle ondate religiosi patriarcali, una tra altre, che in una determinata fase del sistema gerarchico occorreva per passare dal rispetto e dall’assenza di classi (Sciamanesimo Femminile ed Animismo), a classi ben definite, sessuali, che al posto del rispetto mettessero le proprietà e le classi social-economiche.

Altro aspetto da considerare è che il paganesimo è una religione e le religioni per come ancora oggi le intendiamo, si fondano su ruoli sociali gerarchizzati, si potrebbe dire che la Sciamana anche è in alto sulla scala sociale, vi dico una cosa, gli Animali non umani sono Sciamane e Sciamane, e checché ne dicano gli specisti-antropocentrici, le specie Anima(li) (umana compresa) non nascono in un quadro di gerarchie naturali la gerarchia è sempre una narrazione e un imposizione patriarcale, per cui è molto più difficile che ad essere Sciamane possiamo esserlo noi umani, e mi riferisco solo alle donne visto che lo Sciamanesimo fonda le sue radici nella Dea Parthenos, per cui in un principio di vita, morte e rinascita che è solo Femminile, per tale ragione Sciamani maschi sono assai più rari della rarità delle Sciamane femmine della specie Animale-umana.

Il Paganesimo era la religione del Pagus, ovvero del Villaggio (agricolo) per cui di una classe sociale già al tempo ben definita, non è un caso che da quando esistono i patriarcati, ci sono state le lingue segrete, i libri segreti, le vicende segrete, etc…. alle quali potevano accedere le classi alte della società, e altre amenità che sfruttando i Sacri Misteri Matriarcali (accessibili a chiunque fosse giunto ad un certo livello non gerarchico di Consapevolezza Interiore, ovvero Infera, ovvero in basso e nello ctonio di Se (sovvertendo appunto le gerarchie) per imporre classi e diseguaglianze, erigendo verso l’alto (fallocrazia) il sacerdote, il dio etc… ovvero staccato, distaccato e staccato completamente da chiunque se non per pochi eletti (maschi ma prima femmine e maschi in altre ondate patriarcali) che ne interpretavano il volere.

Volere ovvero regola imposta, appunto la religione per come ancora oggi la conosciamo con dettami e punizioni, insomma ben prima dei tre monoteismi del dio maschio la strada era stata aperta proprio dal Paganesimi.

Ma il Paganesimo non era solo la religione dei Villaggi, a seconda della classe sociale si venerava un dio o una Dea, e nelle campagna le Dea ha resistito anche alle orde cristiane e ai suoi ginocidi, per lunghi periodi, mentre nelle città i monoteismi hanno vinto a mani basse, in relativamente breve tempo. Quando ci si stacca dalla Natura-Madre è più facile continuare a frammentare l’Interno dei singoli…

Piccola curiosità: vi siete mai chieste perché si dice Dea e dio e non Dea e deo? perché dio deriva da Dia, ovvero Diana che se si scruta nelle Nebbie dei Tempi sociali umani era la Grande Madre originale, come sempre rubano e disconoscono il Femmineo, o lo minimizzano a seconda di come gli è opportuno a fini di accumulo di potere.

I paganesimi comunque mantennero fino all’entrata in campo (battaglia socio-culturale) del dio unico a cui basta una parola o un gesto per punire senza appello e far bruciare Anime, qualcosa delle Dee pregresse, ovvero della Dea che durante questi periodi venne frammentata in mille nomi e ruoli, lo fecero per non staccarsi completamente dal Femminino, cosa che le persone devote ancora alla Dea non avrebbero accettato, ci pensarono a compensare questa cosa i monoteismi del dio unico, e la religione del dio unico deriva dagli imperi politeisti pregressi (leggere Roma) che pian piano avendo sempre più minimizzato e legato il Femminino al maschile hanno spianato la strada al dio unico maschio.

Ma anche in questo caso non sono riusciti ad eliminare completamente il Femmineo, solo che l’hanno asservito del tutto, la Madonna che schiaccia se stessa sotto ai piedi (il Serpente Sacro delle epoche Matriarcali) e alcune sante, ovvero coloro che si sono annullate completamente e poi hanno ricevuto la “santità” dai maschi. I vangeli apocrifi erano meno infami con le figure femminili, hanno in parte mantenuto la struttura di coppia etero femminile-maschile generatrice e infatti in questi testi Gesù era il compagno di Maria Maddalena (leggere Enoch e non solo) e Maria Maddalena era la prima tra gli apostoli, in sostanza era ancora la regina del cielo che affiancava il maschio, tipica “struttura” dei Paganesimi pregressi al dio unico onnipotente.

Animismo e Sciamanesimo Femminile: Magia solo Animista

Nei Paganesimi comunque si era mantenuto un rapporto Animistico (in parte) con la Natura, in particolar modo lo mantennero le Sacerdotesse della Dea che assunse nomi differenti a seconda del luogo dove le Sacerdotesse erano, d’altra parte nei Matriarcati eravamo coltivatore e coltivatori e seguivamo i Cicli della Dea per orientarci e nutrirci, curarci etc…. e l’aspetto della Conoscenza era maggiormente connesso a quello dell’esperienza diretta.

Dea ricordati che fosti, se non ricordi, scrutando in te stessa, sii Creativa, solo te, Femmineo Crona puoi esserlo.

Tempo fa leggendo un post sul sito Matriarcato&Matriarchy scruto questa frase:

“solo l’Anima fa Magia”

Nei Paganesimi così come prima, la Magia è stata sempre e solo Femminea, agita da Donne e pochissimi Uomini.

Non è infatti la mente che effettua l’atto magico, è il Sentire. Lo posso confermare, accade a molte di noi che in stati alterati della mente (quella è la potenzialità che si esprime) riusciamo a generare cose che poi con la testa non riusciamo più a fare.

Caduta di oggetti, blocchi di meccanismi, in quella fase siamo bombe ad orologeria, gestire tale potenziale è complicato, da piccole ci riusciamo perché ancora non ci hanno contraffatto la testolina con regole, gerarchie e stereotipi, farlo da adulte significa “solvere” e poi “coagulare” e solvere è davvero difficile.

E siccome il patriarcato a queste facoltà non ha accesso cosa ha fatto? o le ha negate, o le ha narrate (ovviamente in modo errato dando primato alla mente, anzi alla mente artefatta, perché la vera mente è un tutt’uno con l’Anima), l’ha sottratta al femmineo ed ha proclamato che solo pochi eletti potessero accedere a tale Mistero, o ci ha chiamate pazze.

Complimenti!

L’Anima è anche Colei che parla ai Morti, e solo l’Anima fa questo, anche questo è vero, e anche questo lo lessi come conferma, sul sito Matriarcato&Matriarchy.

Le Sciamane sono le messaggere tra i Mondi, così come i Serpenti sentono in anticipo i sommovimenti della Terra, così le Sciamane prevedono con l’Occhio Interno. La Magia che non deriva da Magus, ma dalla Dea e dal contatto Profondo con la Dea, è un attitudine di chi ha un Anima Femminea e non la rifiuta, non la calpesta e vive in modo simbiotico con Lei, è quindi una prassi solo Sciamanica e Animista, ed è comune alle Specie Selvagge, impossibile per quelle addomesticate, umana Creatura compresa visto che ci educano alla cultura del finto Mondo e quindi nei Paganesimi le Sacerdotesse per non perdere il contatto con la loro Anima definivano Sacro Mistero la Magia, poi il maschio ha negato il mistero ed ha deciso che l’Anima la comandava lui, questo del comando è il modo migliore per alimentare il Sottile Negativo ovvero il pozzo dal quale nascono tutte le Malattie Sciamaniche invisibili agli occhi di chi per il potere negherebbe qualunque cosa.

Poi c’è il Sottile Positivo al quale accediamo in stati di malessere profondo, è il Grido dell’Anima, che ci da un assaggio di quell’Inconscio che fece quasi impazzire Jung, poi dobbiamo esplorarlo quel Sottile Positivo, Nutrirlo, Piantare in esso semi, andando verso la Trance Cosciente e quindi tornando all’Equilibrio Mobile della Natura, che è la Crona e la Mutevole, è la Sciamana.

#475

Goccia-scintilla 29

In tempi nei quali chi si dichiara queer e gli odiatori di donne indicano come sinonimi sesso e genere ricordo quando ad ogni riunione che frequentavo non mancava che si ripetesse che sesso e genere (ed è scientifica la questione a meno che non ci vogliamo reinventare la biologia! ah si! è questo che stanno facendo oggi molte persone transgender, gay, etero e lesbiche (queste ultime che diventano complici dell’odio profuso verso la nostra categoria)) sono due cose distinte e separate e l’una non è la stessa cosa dell’altra.

Esiste una precisa distinzione tra sesso e genere. Con il termine sesso si indicano le differenze anatomiche e fisiologiche che caratterizzano i corpi maschili e femminili, mentre il genere concerne le differenze psicologiche, culturali e sociali tra maschi e femmine ed è collegato alle nozioni socialmente costruite di maschilità e femminilità: non è dunque necessariamente un prodotto diretto del sesso biologico.

….. Le differenze di genere non sono biologicamente determinate, ma sono un prodotto culturale.

Tratto da: Pro/versi

La socializzazione costruisce il genere e questo innesca stereotipi che pretendono di definire il femminile ed il maschile.

Sembra assurdo doverlo ripetere ma a quanto pare ancora è necessario visto che il genere tutto fa tranne che definire il femminile ed il maschile, e che appunto resta una costruzione culturale, “squisitamente” (lo scrivo con eufemismo) patriarcale, nei Matriarcati non esistevano i generi, ma solo i sessi e le mutabilità degli stessi, infatti fino ad un tot siamo tutte femmine nel grembo della Madre, occorre rifletterci sul cosa dice la Natura-Dea della specie Anima(le) umana visto che sviluppiamo tutte come Femmine fino ad un certo punto, e visto che se guardiamo il Femmineo di millenni fa per struttura corporea era estremamente più massiccio, invece per induzione culturale e di stereotipi di genere, siamo diventate sempre più minute e rispondenti all’immagine che il maschio misogino pretende che noi abbiamo.

E visto anche che non siamo solo: XX e XY esiste anche XXY e XYY quest’ultimo assai più problematico come problema genetico, molto più stabile l’XXY.

Esiste la biologia, esiste il sesso, il genere è solo un legamento, da cui noi donne ci dobbiamo liberare per Conoscere noi Stesse davvero.

#474

Divin-azione o Gea-azione? il vaticinio è solo Femmineo

Il Canto era prassi Estatica, il Transire da una realtà ad un altra nello Sciamanesimo Femminile permette di accedere al sapere sugli eventi futuri, nel Matriarcato era prassi della singola Sciamana fare ciò oppure era prassi di Sorellanza e di Sacerdozio che in Natura Madre del Cosmo è solo Femmineo.

Oggi divinano i maschi.

Ma i maschi non divinano, loro studiano, deducono sulla base della cultura che portano avanti e che si chiama patriarcato e questo è ben lungi dal divinare ovvero dal recepire sul Piano Interiore ciò che la Gea (la Gea-Manteia è tra le forme più antiche e Femminili della vera storia non di quella imposta) trasmette.

Per Vaticinare va impiegato l’Istinto non artefatto, per cui quello che è stato chiamato sesto senso e non è facile accedervi visto che i condizionamenti li viviamo tutte e tutti, ma il Femmineo è più facilitato ad accedervi perché la donna è in maggiore comunicazione con la Gea ed è l’Energia della Gea a fornirle il mezzo (Istinto Puro) per Vaticinare ed entrare in Trance, Gea non separata mai dalla Donna.

Superare il condizionamento dell’Anima

Decostruire la mente è complicato, molto più complicato del decostruire l’Anima.

L’Anima ha una potenza che la mente non ha.

I sentimenti sono più potenti dei ragionamenti, è un dato di fatto, se non lo vedete ragionate con la mente costruita da qualcuno che vi ha inculcato tali idee (idee è un parolone!).

Noi Donne ad un certo punto non possiamo più seppellire sotto strati di Terra l’Anima, quest’ultima continuerà a gridare per farsi ascoltare.

La mente invece si attacca all’ego di freudiana memoria, per cui si ingabbia da sola, infatti il patriarcato è il regno del mancato raziocinio perché il vero raziocinio unisce Istinto, Anima e Mente, la Dea Trina.

Gli Anima(li) ragionano con la Mente non condizionata e con l’Anima non condizionata, e agiscono con l’Istinto non condizionato per tale ragione pensano, altrimenti si illuderebbero di pensare per non far altro che ripetere a coazione le stesse cose che alla mente (artefatta e quindi programmata) forniscono l’illusione della sicurezza e della fermezza, quest’ultima va contro tutte le Leggi di Natura-Dia (Dia ovvero Dea).

È dalle profondità che emerge la superficie, senza Profondità, Ctonia Dea dei Cicli di Vita e Morte, non esiste superficie che non sia cedevole e costruita, perché solo la Dea Crea e solo la Dea sa cosa sia l’immortalità che non esiste senza la Morte.

Il Serpente è Anima delle Profondità, per questo è Archetipo e Totem dei Matriarcati. Essendo popoli pensanti quelli Matriarcali, e gli unici ad essere stati Civili, sapevano benissimo che ogni cosa va esplorata, ma ad esplorare non deve essere la mente condizionata, ma l’Anima che si auto determina, ovvero l’Anima Libera, visto che solo la Dea da la libertà si comprende (ma non si giustifica) la ragione per la quale abbiano fatto di tutto per alienare il Femmineo a se stesso, e la stessa cosa l’hanno fatta con la prima Femmina, la Natura.

Vaticinio

Dal sito “unaparolaalgiorno”:

Il vaticinio dovrebbe essere quel canto o poema profetico, divinamente ispirato, che preannuncia ciò che verrà. Si tratta di un concetto che ereditiamo dal mondo antico, e che oggi può trovare senso solo in un significato esteso.

Divinamente ispirato, la divinità nel patriarcato è staccata, è il cielo e fa venire il torcicollo perché chiede (leggere pretende) sacrifici dell’Anima, ovvero del Sentire Selvaggio.

La divinità nei Matriarcati è il riconoscersi in lei:

in lei:

Nell’Albero Mater:

In loro:

Da intendersi come categorie comunicanti.

Noi invece partiamo separandoci, dalla nostra specie addirittura, che è quella Anima(le) e poi continuando a separarci da Vegetali e Minerali, eppure l’Energia in tutt@ aumenta, cala e si rinnova, e non solo questo abbiamo in comune, nei Matriarcati conoscendo noi stesse lo sapevamo, per questo hanno costruito una contro storia, narrandola affinché dimenticassimo chi siamo, in particolar modo noi Donne.

Vaticinare deriva dal Mondo antico, vero. Deriva dai Matriarcati. La Sciamana attraversatora tra i Mondi comunicanti in Astrale Collettivo, leggeva il futuro, transendo, cantando e ballando, ovvero Creando uno stato di coscienza che gli permettesse di fare ciò.

Lo stato che in Natura altre Creature vivono sempre.

Non sono forse gli Anima(li) non umani che prevedono le alluvioni o i terremoti? il Serpente particolarmente essendo esploratore del Profondo e restando attaccato alla Terra?

Al Principio fu Femmina.

Il principio che permette il Vaticinio, così come il termine che lo permette è Femmineo, è la Donna che da Vita e Morte al Pianeta, che permette le Trasformazioni necessarie ai nuovi Cicli.

Il Vaticinio è la Gea-azione per eccellenza, e la Sciamana è il mestiere più antico del Femmineo perché la Donna attraversa la paura, attraversa la Morte, attraversa la Vita e ascolta la sua Anima, il maschio invece elucubra con il suo mentalismo e racconta storie, costruisce ma l’Anima se l’è venduta per un piatto di lenticchie che chiama potere, visto che vendere se stessi al potere è davvero un piatto di lenticchie, anzi mi correggo, è un piatto di scorie chimiche, le lenticchie nutrono le scorie chimiche fanno solo male.

#473

Questo fu il primo post che scrissi nel 2017: #1 lo riporto interamente a seguire:

Sciamanesimo Femminile, Femmineo la sola via iniziatica
Apro questo primo post parlando di quella che è la Via Femminile sciamanica per linea animista e matriarcale.

La sola ragione non basta per accedere alla meraviglia del tutto….
  
Lo Sciamanesimo Femminile ovvero la mia Via Iniziatica ogni giorno, e potrei quasi dire in ogni minuto, mi regala riflessioni e spunti anche pratici che mi ricordano che appunto il raziocinio non basta ad affermare e trovare risposte.

La questione dell’Intuizione Femminile

Una poesia a seguire:

Di recente ho potuto rimirare immagini che erano conservate nella mia mente, ho potuto discernere e capire molti comportamenti altrui.

Ho visualizzato mostri e applicato lo Gnothi Seauton, ho osservato dentro me stessa, perché questo è il Viaggio Sciamanico verso la Dea insita in ogni donna.
Ho osservato la meraviglia dello Sciamanesimo Femminile che riunendosi compie gesti d’amore verso la terra, mettendo la fertilità e la sua anima selvaggia al centro delle sue attività… nutrizione, movimento, fertilità, partecipazione e amore.

Ho avuto accesso ad altre dimensioni ed ho potuto praticare con consapevolezze che in momenti di debolezza e calo energetico non erano possibili per me.

Ho ricondotto singoli elementi sparsi al disegno totale e il mio intuito non aveva sbagliato nel capire come sarebbero andate molte delle cose che ho vissuto negli ultimi 13 anni, avevo i segnali ma non li volevo ne vedere ne tanto meno seguire, i segnali erano quelli dell’istinto, quelli dell’intuito, ora invece la nuvola che avevo messo davanti ai miei occhi ha lasciato spazio alla splendida luna piena che mi osserva come io osservo lei….

La danza estatica sciamanica per la trance al chiaro di Luna e la dolcezza degli attimi nutriti di Energia e bellezza mi fanno sentire colma di gioia….

Sciamanesimo Femminile e Immensità
La via del corpo e dell’istinto è per una Sciamana la strada da percorrere per liberare energie, la trance della danza, il tamburo o la meditazione liberando la mente e avendo affrontato i demoni interiori che via via nel corso dell’esistenza vissuta dalla donna verranno superati, sono tutti passaggi per accedere al potere dell’auto guarigione e a quello relativo alla mutevolezza della natura e della Madre.
Sciamanesimo come termine viene spesso associato a Guarigione, come visto io lo associo anche ad equilibrio e giustizia. Il disequilibrio fa ammalare:

Corpo
Istinto
Mente
Soffio (Animus)
Energie

E quindi è dovere di una donna medicina trovare un equilibrio in un costante che tutto è fuorché equilibrato e agente verso concetti di giustizia. La giustizia che incarna la Dea Madre, che nei secoli ha subito delle frammentazioni ma alcune Dee hanno preso questo suo aspetto:

Le Furie
Kalì
Nemesi

Occorre riflettere semplicemente sul come una forme pensiero agisce, a come questa possa gravare pesantemente sul corpo di una persona e instillarsi nella mente a deperimento della stessa, e mi sono limitata a citarne una solamente di forma pensiero…. quando generalmente si passa da una ad una serie connesse alla prima….
Questo è l’esatto opposto dell’immensità alla quale aspirare perché è limite, condizionamento, blocco, malessere e tutte cose che ripetute possono portare anche a problemi gravi di natura psicosomatica e non solo secondo anche molte teorie mediche riconosciute sulla base del puro raziocinio che come detto non basta (almeno a me). Infatti le eggregore nascono con i condizionamenti e la cultura del patriarcato, prima vi erano i cicli, i 4 cicli delle stagioni, delle età del femminino, vi era mutevolezza e fluidità nei passaggi di queste fasi.

Trance—> Transire (dal Latino)Attraversare le dimensioni era prerogativa del femminino altrimenti perché la Dea Ishtar avrebbe avuto le ali? e anche altre Dee le avevano, poi l’androgino (Parthenos probabilmente ma con attitudini patriarcali e quindi strumentalizzato da una cultura) prese il posto della Dea e nacquero gli angeli….

Altro termine utilizzato spesso quando si parla di sciamanesimo, transire significa passare da un luogo ad un altro, nella trance da una dimensione ad un altra per comprendere le cose che necessitano un auto guarigione.
Entrare in trance è qualcosa che appartiene alle donne sciamane da secoli e che prima del patriarcato era probabilmente una delle loro prerogative…. occhi fissi e apparentemente persi nel vuoto, ma la trance in realtà può essere raggiunta anche restando vigili, in tale maniera chi osserva la donna sciamana non si accorge della stessa mentre lei sta magari attingendo informazioni da altre dimensioni. Anche questo è qualcosa che attiene all’immensità….


La Sciamana, Messaggera tra i Mondi e attraversatora

Lo Sciamanesimo Femminile non è una religione per come questa viene intesa in senso patriarcalizzato, è un Richiamo, è effettivamente una Chiamata, che proviene dal Linguaggio della Dea Natura e che viene colto dalla donna che si apre ad Altri Linguaggi, che un tempo Atavico non erano “Altri” ma erano il nostro Istinto Comunicatore.

La spiritualità era presente nei Matriarcati, antropologicamente disquisendo ed era un approccio alla vita, un approccio di tipo Creativo, tale perché realizzato a partire dal Femminino (solo la Dea Crea, nel senso che solo lei Trasforma la Vita contemplandone la Fine per la Rinascita di altre Forme e Sostanze).

Lo Sciamanesimo Femminile è quella Voce che cogliamo quando iniziamo a modificare la nostra percezione cosciente della realtà, e la realtà è fatta di Cicli, che non cogliamo nella loro Essenza in Perenne Mutazione perché li abbiamo sostituiti con un mondo che ci è stato descritto a nostro detrimento, e per le donne il detrimento è maggiore.

Il Mondo è uno, ma i Mondi sono tanti, la Luna “contiene” in se cose della Terra, l’Universo è fatto di parti che accomunano stelle e pianeti, l’Istinto giunge a consapevolezze Mentali che la sola Mente (specie se educata ad una cultura) non scorge. La Dea è una, trina e molteplice nelle sue forme e sostanze, e si apprende da tutto, l’Anima apprende e trasforma.

La Sciamana e per estensione lo Sciamanesimo Femminile attraversa le realtà, e lo fa con l’interezza di se, Corpo, Anima, Sentire, e attraversando scorge. Ci hanno narrato storie, solo storie, la Verità è ben altra cosa.

Il Nostro Corpo, Corpo di Terra, Corpo di Dea

La Spiritualità non è staccata, affonda nel Corpo Vivo, il Corpo è il tramite del Transire, è un mezzo ma non è un oggetto, è l’esatto opposto dell’oggetto, la donna vive in una realtà costruita nella quale il Corpo è oggettivizzato costantemente, nei media mainstream e nella violenza che viene normalizzata, e che ha un nome univoco: patriarcato.

La Donna Sciamana, Sacerdotessa, Strega, ascolta il suo Corpo e la sua Anima e agisce lo stato Selvaggio che è al suo interno, sperduto dalla socializzazione ricevuta, Liberarlo è atto di Amore verso se stessa, perché il nostro Corpo è il Corpo Sacro della Terra.

Di Colei che come Crea Distrugge.

La Madre è Colei che Nutre e da la Morte come forma di Rigenerazione, di ciò che necessita di Trasformarsi, e ciò avviene nei Cicli Crona che Mani-Festa equilibrio come costante.

La Creatività (… se non ci riesci inventa, grazie Wittig) è Fondamenta e Radice della Civiltà Matriarcale, della Civiltà Sciamanica Femminile che non conosce stupri, gerarchie e/o sopraffazioni, infatti è stata l’unica Civiltà che abbiamo mai conosciuto.

Il nostro Corpo non è Ricettacolo di odio, ma di Vita e Morte, di Fasi Crone di Dea, di tutto ciò che dal suo livello Cthon comunica alla Mente non artefatta.

È un Unità indivisibile, non smembrabile, è Sacro nella sua Essenza e nella sua materialità.

Il nostro Corpo si Rinnova al Ritmo di danza di Sorella Luna, Muore e Rinasce ogni 28-29 giorni, e durante il Mestruo, comunica in maniera differente, Magica e potente. Elimina le scorie e Reinventa nuove Realtà.

Dea, Madre, grazie per avermi fatta Femmina.

#472

La totalità della Dea

Qualche sera fa su Rai uno ho visto un documentario di Ignazio Ingrao, un bel documentario (con qualche defaillances patriarcale, ma è ovvio che avvenisse visto che siamo socializzati ad esso e questo comunque non lo giustifica visto che si può sempre cambiare se lo si sceglie e la scelta è assunzione di responsabilità personale e collettiva) sull’Amazzonia dedicato anche ai fuochi aumentati da quando governa Bolsonaro, un documentario che parlava anche dei popoli indigeni ancora presenti in diverse etnie nella Foresta delle Amazzoni, questo 2° nome è più congruo.

Ecco spiegato perché è più congruo:

Matriarcato&Matriarchy: Le guerriere

Per approfondire sulle Sciamane-Amazzoni un altro link estrapolato sempre da Matriarcato&Matriarchy

Le tribù native ed indigene della Terra Madre (ovvero Amazzone una traduzione è proprio Madre Terra per la parola Amazzone) sono differenti tra loro in quella Terra, alcune Tribù sono ancora parzialmente Matriarcali e completamente isolate da quella che Ingrao ha definito civiltà, per poi correggere il tiro domandandosi se si possa effettivamente definire la nostra come civiltà.

È una domanda interessante….., la nostra è la più incivile e ultima delle società, la più retrograda e stupida, la peggiore possibile che può solo peggiorare perché ha Radici marce e fonda tutto su quel tipo di Radici senza mai metterle a critica perché chi ha potere vuole solo potere anche distruggendo l’intera vita sul pianeta, non a caso le malattie mentali nascono coi patriarcati psicopatia per prima, e se non si ha empatia difficile dire che si è umani, o meglio Anima(li) e il potere non ha mai empatia, chi lo incarna vende la sua Anima (appunto l’empatia a meno che questa non gli occorra al mantenimento dello status quo) per continuare ad avere quel potere, leggere anche ego per come lo intendeva Freud, altro misogino della loro storia, che di fatto non è storia visto che va avanti a colpi di esclusione, e di marginalizzazione, per cui ridimensioniamola, la storia la fa solo la Dea appunto perché lei è la totalità.

Sulle Amazzoni come società e Civiltà (questa si) Matriarcale potete leggere anche qui dal sito Armonie

La totalità: Visuale Complessiva

Ho più volte scritto tra i miei post, che il patriarcato frammenta, e poi delinea, basandosi sulle frammentazioni precedentemente costruite (il maschio costruisce, la Dea Crea tutto ciò che conosciamo e il patriarcato sfrutta ciò che ha scoperto il Femmineo (leggere Ma(at) per la Matematica ad esempio) e che è Frutto della Creazione di Dea), lo fanno anche in medicina! separano i pezzi come fossimo oggetti scomponibili, specialmente noi donne.

I Matriarcati tenevano conto delle singolarità ma sempre rapportandole alle complessità, erano Civiltà complesse e semplici ma mai dicotomiche, perché la dicotomia è una costruzione sociale patriarcale.

La Dea Natura è complessa e fatta di singolarità che cooperano per un equilibrio collettivo, i Matriarcati questo erano, appunto erano le uniche società Civili perché si rifacevano all’Unica Creatura che evolve, la Natura nella sua complessità e nella sua adattabilità che è passaggio Ciclico di Immersione nella Dea Circostante e Propria.

Una singola cosa che si inceppa o viene alterata sulla Terra Mater e Mortem, genera squilibri, ma al potere importa? no al potere importa solo il continuare a perpetrarsi. Per cui opera per geno e gino-cidi, per distruzioni sistemiche, attraverso violenze altrettanto sistemiche atte a produrre ricchezza per pochi, e in varie altre pratiche che gli permettono di non perdere quel potere.

Cambia per mantenere il potere, infatti cambia l’apparenza mai la sostanza altrimenti dovrebbe rinunciare a quel potere, reperisce sempre nuovi costumi per continuare ad esercitare una gerarchia, quella che gli permette di proseguire nell’accumulo stagnante di un modus che pretende di non modificarsi realmente, infatti vive su delle bugie presentate come “alternative“.

La Crona

L’Energia si sviluppa e declina, si muove e incanalandola, gestendola senza condizionarla porta a Svelare la Iside, la Madre Cosmica.

Ogni cosa ed evento ha delle fasi di Dea, principio, sviluppo, declino e rinascita, l’Energia segue questa legge matematica (da Maat, ovvero dalla Dea, siamo noi Femmine ad aver sviluppato il Femmineo Matematico) di Dea, una Legge Crona.

Tutto torna, e lo fa su quello che le religioni e filosofie patriarcali hanno chiamato Piano Sottile, in Astrale, per cui all’interno.

La Crona conosce i suoi Tempi Ciclici, e anche se non ne ha consapevolezza Infera (ovvero Interiore nulla di minaccioso, Inferus significa Esplorazione di Se—-> Dea conosci te stessa e Conoscerai l’Universo, demonizzato dai misogini monoteisti del dio maschio onnipotente e psicotico!) we non ne ha paura, Vive i Cambiamenti perché sono il sinonimo del Movimento della Vita.

Ci hanno strappato l’Anima e non ne avevano diritto

Ci hanno portate ad odiare i nostri Cicli, e non dovevano farlo

Ci hanno violentate nel nostro Sentire Sacro, e hanno perpetrato per millenni un abuso sistemico

Dea, tu sei, eri e sempre sarai, e loro non possono toglierci questo

#471

M

Come serpente, M

Simbolo si, simbolo ciclico

Muta, Mater

Muta la Pelle che ti sta stretta, accenni al cambiamento?

Hai deciso di Abbracciarlo?


Mi hanno sempre fatto sorridere (sarcasticamente lo scrivo perché la violenza non mi fa ridere affatto) coloro che dicono: “si ma ora sono cambiato!”.

Sembra che basti una parvenza di volontà per cambiare, e che tramite questa (solo pronunciata per cui neanche trattasi di volontà esplicata) così in un colpo di spugna si cancella la storia, ma soprattutto ancor prima della storia, si cancella la memoria di ciò che prima era una costante.

La memoria quando sparisce ingenera in un contesto sociale dato come immutabile e che pretende di presentarsi così, una ripetizione a coazione degli strumenti del potere, che sono tutti terroristici, l’ha inventato il patriarcato il terrorismo! ecco ora l’ho scritto a chiare lettere.

Il mutamento in tale quadro è visto e vissuto nell’istinto artefatto (frutto della costruzione sociale) come attacco allo status quo. Se non è una psicosi questa!, visto che Psiche corrisponde ad Anima ovvero al Sentire direi che è proprio una psicosi.

Ma l’unica vera costante è proprio il mutamento, ce lo dice il corpo, ce lo dicono le stagioni, ce lo dicono gli adattamenti della Dea, come la mettiamo quindi?

Andare oltre facendo Memoria di ciò che ci viene insegnato, a suon di obblighi per giunta, non è qualcosa che avviene perché se ne ha volontà, o almeno non basta, occorre anche impegno e costruzione dell’esperienza, da qui il fatto che la Via sia per poche, un arco temporale che si diversifica da persona a persona e le cadute non si contano, perché è ovvio, visto che ciò che si ripete e diventa costume, prassi sistemica, richiedendo una Trasformazione necessita di tempo, per questo dovrebbe cambiare la cultura e ne andrebbe insegnata un altra già da quando nasciamo, un altra che si sostituisca per intero a quella patriarcale, sessista, misogina, specista, antropocentrica, razzista, gerarchica etc….

L’immanente di Dea l’Autunno e la Memoria

L’Autunno è il periodo nel quale si ha bisogno di Conservarle le Memorie accompagnandole alle Cadenze dei periodi pregressi.

Come in un cofanetto, si raccolgono le erbe e si fanno essiccare, facendole giungere all’Inferus, come Ishtar attraversa le 7 porte, così l’Anima in questa fase ciclica di Dea deve giungere alla sua essenza, Morire per Rinascere nella stagione successiva all’Inverno.

Preservare la memoria è atto Curativo è un Dono che facciamo a noi stesse.

Senza Memorie perdiamo buona parte della strada. Ma a preservarle deve essere la Mente non artefatta, non quella soggiogata dalla narrazione del Mondo che ci viene fatta.

L’Autunno ha le Foglie Caduche di alchimistica memoria. Il lasciare andare non è rassegnazione, e non è nemmeno resa, è vedere e vivere la Trasformazione superando i blocchi, degli ancoraggi che sono invece una gabbia, non nasciamo con ricchezze o con proprietà, non nasciamo con gradi o funzionalità da iscrivere in un contesto che le legittimi perché gli è comodo far questo.

Nasciamo come Creature di Dea, Dee noi stesse. Nasciamo Libere, e la sottrazione delle libertà è il più grande crimine esistente, e la Libertà ce la da la Dea, ovvero Anima e Spirito (Sentimenti e Mente) non costruiti, allora cosa fanno? ci educano, ci impongono identità.

L’Autunno è la Fase Crona di Dea nella quale l’Anima sente che giunge il tempo di separare il pesante dal sottile, per ripristinare e ottimizzare quel sottile, per Curarne gli squarci, si tratta di separare e assieme unire le polarità facendo in modo di eliminarne ogni grado, visto che ci insegnano il fallocentrismo non è operazione Sciamanica Femminile di poco conto far questo ma…..

….Senza la Morte non c’è Vita, questo dice la Dea.

Per cui deve morire la costruzione, anche se resta all’esterno il lavoro su di se è altrettanto complesso da fare, e lo sa chi ci è passata, parlo al Femminile perché solo noi Femmine lo facciamo, uno che si crede onnipotente non lo farà mai, non illudetevi e i maschi in questa società gerarchizzata anche sessualmente, sono educati a credersi onnipotenti, termine che fa rima con assassini, non è forse un maschio (dio unico) o un concistoro (leggere paganesimi patriarcali) a decidere della vita delle masse? ecco un altro aspetto della loro invidia dell’utero, sapendo che solo la Dea Natura da la Vita e la Morte hanno preteso di controllare la riproduzione e di uccidere, non hanno capito che la Morte (Ciclo di Dea) non è essere assassine, o forse l’hanno capito benissimo.

Siamo abituati a dividere nettamente, veniamo educati a separare e giudicare, ma questo è solo uno dei modi che il potere si è dato per continuare a mantenersi, infatti è uno sfregio per l’Anima far questo, è una ferita di cui consciamente non ci rendiamo conto, ma che genera Malattia Sciamanica e tale Malattia agisce dall’Interno.

Dall’Infero per l’appunto che resterà Oscuro fin quando non lo attraversiamo

Questi in slide sono scatti che ho realizzato ieri, tra fiori e piante spontanee, Foglie Caduche e altre Mani-Festa (Ritu) (A)zioni della Dea in questa sua fase autunnale.

Misteri (Sacri) Matriarcali poi chiamati Eleusini

La discesa agli Inferi, ovvero il ricontatto con il Se Profondo, con quella Dimensione stagionale preMorte, simboleggiata quest’ultima fase Crona di Dea, dall’Inverno.

I Misteri sono diventati tali perché noi Donne abbiamo dimenticato il nostro Atavismo Selvaggio.

Dea conosci te stessa e conoscerai l’Universo

Principi di nascita, sviluppo, morte e rinascita, sono principi che muovono l’energia in trasformazione Crona, e sono tutti principi Femminili, da qui la Dea, null’altro che il Naturale, non riducibile, non domabile, quell’Istinto che in questo Ciclo ci porta a far decantare, ad un movimento lento, a cogliere le sfumature in maniera profonda, periodo che necessita di tempi lunghi, e la Concentrazione che riattiva e preserva la Memoria ha la cadenza delle foglie caduche che posandosi a Terra fertilizzano, perché la Morte è ritorno al Grembo, tutto torna sempre al Femmineo.

#470

Simbiosi 4

L’esorcismo che è prassi patriarcale di distacco e prende sempre di mira come obiettivo da esorcizzare per l’appunto, le classi anche sessuali subordinate.

Come sempre il patriarcato non vuole prendersi le sue responsabilità ne vedere se stesso, e chi scappa dalla Verità è il meno forte, è un dato di fatto e non è sottoponibile ad alcuna cultura, lo dice la Dea Selvaggia, basti guardarla nel Femmineo indomito che non scappa MAI DA SE, siamo noi sempre le più forti, per cui il patriarcato esorcizza, incolpa e punisce, ciò che lui stesso indica come altro da se in un riverbero narcisistico, ovvero dell’ego freudiano, altro patriarca pure lui!

ma ciò non ne giustifica le prassi comunque.

Inoltre meno responsabilità si prende, più estende il suo potere.

Kalì da Wikipedia

#469

voglio condividere un articolo pubblicato sul sito Rete Jin.org

TITOLO: L’internazionalismo delle donne contro il patriarcato globale

LINK

TESTO:

La liberazione delle donne è, di fatto, una lotta per la liberazione di tutta l’umanità dalle più infide e insidiose forme di oppressione e dominazione

La lotta contro il patriarcato – sia organica e spontanea sia militante e organizzata – è una delle più antiche forme di resistenza. Come tale, racchiude in sé diverse forme di esperienza e conoscenza perché incarna le lotte contro l’oppressione più antiche e universali.
Dalle prime ribellioni femminili nella storia fino ai primi scioperi, proteste e movimenti organizzati, le donne in lotta hanno sempre agito nella consapevolezza che la loro resistenza è legata a questioni più generali, che riguardano l’ingiustizia e l’oppressione nella società.
Storicamente, nelle lotte contro il colonialismo, il dogma religioso, il militarismo, l’industrialismo, l’autorità dello Stato o la modernità capitalista i movimenti delle donne si sono trovati a di fronte alla necessità di lottare su più fronti.

Lo Stato e la cancellazione delle donne

La divisione della società in gerarchie rigide – in particolare attraverso la centralizzazione del potere ideologico, economico e politico – ha significato una perdita storica per la collocazione delle donne all’interno della comunità. Poiché i modi di vita basati sulla solidarietà e sulla sussistenza sono stati sostituiti con sistemi di disciplina e controllo, le donne sono state spinte ai margini della società e forzate a vivere esistenze sub-umane, condizionate dagli uomini al potere. Ma a differenza di quanto ci vuol far credere la narrazione patriarcale, questa sottomissione non è mai avvenuta senza impavida resistenza e ribellione dal basso.

La violenza coloniale, in particolare, si è focalizzata sulla creazione o sul forte consolidamento del controllo patriarcale delle comunità che voleva dominare. Fondare una società “governabile” significa normalizzare la violenza e la sottomissione fino alle più intime relazioni personali. Nel contesto coloniale o, più in generale, all’interno di comunità oppresse e di classi, la famiglia costituiva la sola sfera di controllo del maschio sottomesso, che sembrava capace di far valere la sua dignità e la sua autorità solo all’interno della famiglia – una  versione in miniatura dello Stato o della colonia.

Nei secoli, si è sviluppata l’idea che l’amore e l’affetto familiari non abbiano a che fare con la solidarietà e la reciprocità istituzionalizzando sempre più l’idea che la violenza e il dominio siano semplicemente parte della natura umana. Come hanno sostenuto autrici quali Silvia Federici e Maria Mies, l’imperialismo capitalista – con la sua essenza intrinsecamente patriarcale – ha portato alla distruzione di interi universi di stili di vita femminili, a forme di solidarietà, a economie e contributi alla storia, all’arte e alla vita pubblica con la caccia alle streghe in Europa, con le avventure coloniali fuori dall’Europa e attraverso la distruzione della natura ovunque.

Oggi, molte attiviste femministe e ricercatrici hanno criticato la relazione tra le norme di genere oppressive e l’avvento del nazionalismo. Basandosi fondamentalmente su nozioni patriarcali di produzione, amministrazione, parentela e idee sulla vita e sulla morte, il nazionalismo fa ricorso alla sottomissione delle donne per raggiungere i propri scopi. Questo modello ricorre oggi, nella tendenza globale verso le destre, con i fascisti e i nazionalisti di estrema destra che spesso dichiarano di agire nell’interesse delle donne. Proteggere le donne dall’ignoto rimane, dopo tutto, un tropo per giustificare la guerra psicologica, culturale e fisica contro le donne. Di conseguenza i corpi delle donne e i loro comportamenti sono stati strumentalizzati per gli interessi di un sistema capitalistico mondiale sempre più reazionario.

Il colonialismo ieri e il militarismo capitalista oggi prendono subito di mira le sfere dell’economia comunitaria e l’autonomia che le donne incarnano. Di conseguenza, onde epidemiche di violenza contro le donne distruggono tutto ciò che è rimasto della vita prima che le relazioni
sociali e le modalità di produzione capitalista prendessero piede. Quindi, non sorprende che le donne del Sud del mondo, sentendo maggiormente la dominazione capitalista e la violenza provenire da ogni parte, siano spesso in prima linea nella lotta contro la distruzione delle loro terre, acque e foreste operata dal capitalismo.

Femminismo imperialista e socialismo patriarcale

Proviamo a identificare altre due questioni sulle quali le lotte delle donne radicali dovrebbero focalizzarsi.
Forse la più datata è quella che formazioni e movimenti progressisti, socialisti, anticolonialisti e altri gruppi di sinistra hanno messo da parte: la questione della liberazione delle donne.

Storicamente le donne hanno partecipato a movimenti di liberazione rivestendo diversi ruoli, ma le loro istanze sono state accantonate per portare avanti ciò che veniva identificato dai leader (in genere maschi) come l’obiettivo prioritario. Questo, tuttavia, non è un qualcosa che riguarda le lotte per il socialismo o altre alternative al capitalismo. È invece la dimostrazione di quanto la lotta contro l’oppressione e lo sfruttamento debba andare a fondo per poter realizzare un vero cambiamento.

Le caratteristiche autoritarie delle esperienze storiche passate, basate sulle ossessioni moderniste e stataliste vicine all’ingegneria sociale, sono chiaramente in linea con le concezioni patriarcali della vita. Come molte storiche femministe hanno sottolineato, la classe ha sempre
significato qualcosa di diverso per le donne e per gli uomini, in particolare quando i sistemi dominanti si sono impadroniti dei corpi delle donne e del lavoro non pagato e li hanno mercificati facendo credere che il loro stato di sottomissione fosse qualcosa di profondamente
“naturale”.

Il risultato di sistemi millenari che hanno legittimato i femminicidi, molti dei quali non menzionati ancora oggi nei corsi di storia, uniti al perpetuarsi quotidiano del controllo patriarcale all’interno della cultura dominante sia nelle relazioni intime sia nella sfera apparentemente amorevole della famiglia, sono profondi traumi psicologici e comportamenti interiorizzati che portano alla necessità di rompere radicalmente con le aspettative sociali e culturali della femminilità passiva e della condizione femminile attraverso la presa di coscienza, l’azione politica e l’organizzazione autonoma.

Come ha dimostrato l’esperienza all’interno del nostro movimento – la lotta delle donne all’interno del movimento di liberazione curdo – senza una presa di distanza completa dal patriarcato, senza una battaglia contro il nostro auto-schiavismo interiorizzato non potremo giocare il nostro ruolo storico nella lotta per la liberazione di tutta la società. E non troveremo rifugio nemmeno nelle sfere di autonomia delle donne senza correre il pericolo di separarci dalle questioni e dai problemi che vive la società – e anche il mondo – che cerchiamo di rivoluzionare. In questo senso, la lotta autonoma di noi donne è diventata per i popoli la garanzia che si riuscirà a democratizzare e liberare la nostra società e il mondo che verranno.

Il rovescio della medaglia dell’esperienza negativa dei movimenti delle donne all’interno di più ampie lotte di liberazione è legato alla seconda questione, più recente, che le lotte delle donne si trovano ad affrontare oggi: la de-radicalizzazione del femminismo, che guarda a ideologie liberiste e a sistemi di modernità capitalista. Sempre più spesso, i movimenti progressisti e le lotte che hanno il potenziale per combattere il potere devono far fronte a quello che Arundhati Roy definisce “l’ONG-izzazione della resistenza”.

Uno degli strumenti principali per limitare e domare la ribellione e la rabbia delle donne è dare loro la delega alle lotte sociali lavorando per il “regno delle organizzazioni della società civile” e per le istituzioni d’élite che spesso sono lontane dalle persone che lavorano sul terreno. Non è un caso che ogni paese che è stato invaso e occupato dagli stati occidentali che ci raccontano di voler importare “libertà e democrazia” sia ora sede di un numero cospicuo di ONG che lavorano per i diritti delle donne. Il fatto che la violenza contro le donne sia in aumento negli stessi paesi aggressori dovrebbe far nascere molti dubbi sulla funzione e lo scopo che queste organizzazioni svolgono con cui forniscono una giustificazione all’impero. Questioni che richiedono una radicale ristrutturazione del sistema internazionale oppressivo sono ora ridotte a fenomeni marginali che si pensa di risolvere con la politica della diversificazione aziendale e con i comportamenti individuali, facendo sì che le donne accettino questi cambiamenti di facciata a scapito di una trasformazione radicale.

Oggi, ci si aspetta che le donne si accontentino per la loro “inclusione di genere” o per una formale attenzione alle questioni di genere da parte dell’imperialismo e del neoliberismo. Questa ridicola appropriazione delle lotte delle donne e dell’uguaglianza di genere è dimostrata
da un recente articolo apparso sul “Guardian”, e scritto a quattro mani dalla star di Hollywood e ambasciatrice delle Nazioni Unite Angelina Jolie e dal segretario generale della NATO Jens Stoltenberg, in cui i due fanno sapere di voler collaborare per garantire che la NATO si impegni a essere “una delle principali organizzazioni a difesa dei diritti delle donne”.

La sintesi del femminismo liberista dei nostri giorni sta nella logica imperialista secondo cui la NATO, uno dei principali colpevoli di violenza globale, genocidio, stupro non denunciato, femminicidi e catastrofe ecologica, guiderà la lotta femminista addestrando il suo personale a
essere più “sensibile” ai diritti delle donne. Le istituzioni oppressive, includendo nel loro staff persone di età, razze, generi, orientamenti sessuali e credenze diversi, attuano un tentativo volto a rendere invisibili i loro pilastri fondanti basati sull’oppressione ed è uno degli attacchi ideologici più devastanti di idee alternative per avere una vita giusta e libera.

Sia i conservatori di destra sia i misogini e autoritari di sinistra, in particolare in Occidente, sono sempre pronti a stigmatizzare le “politiche identitarie” e la loro presunta disattenzione ai problemi sociali di oggi. Il termine “politica identitaria”, tuttavia, fu coniato negli anni ’70 dal Combahee River Collective, un gruppo femminista nero di lesbiche radicali, che enfatizzava l’importanza dell’azione politica autonoma, dell’autorealizzazione, della presa di coscienza per poter liberare se stesse e la società alle condizioni che gli oppressi volevano porre. Il loro non era un appello per una lotta identitaria distaccata da questioni più ampie di classe e società, ma piuttosto la volontà di mettere in atto una lotta basata sulla propria esperienza per essere in grado di lottare contro molteplici livelli di oppressione.

Il problema oggi non è la politica identitaria, ma la sua cooptazione da parte del liberismo per strapparne le radici radicali, trasversali e anticapitaliste. Per questo, coloro che vengono citate dai media liberisti come icone del femminismo contemporaneo sono le donne capo di stato soprattutto bianche, le amministratrici delegate e altre rappresentanti femminili di un ordine borghese basato sul sessismo e sul razzismo – non le militanti che lottano nelle strade e che rischiano la loro vita per combattere contro stati di polizia, militarismo e capitalismo. Concentrandosi sull’identitarismo come valore in sé, e come vorrebbe fare l’ideologia liberista, si corre il pericolo di cadere nell’abisso dell’individualismo liberista, in cui si possono creare santuari di spazi sicuri, ma alla fine diventare direttamente o indirettamente complici del perpetuarsi di un sistema globale di ecocidio, razzismo, violenza patriarcale e militarismo imperialista.

Internazionalismo significa azione diretta

Una delle principali tragiche difficoltà della ricerca di alternative è quindi il fatto di delegare la propria volontà individuale o collettiva a istituzioni e persone che non hanno nulla a che fare con le realtà in lotta: gli uomini, le ONG, lo stato, la nazione e così via. La crisi della democrazia rappresentativa liberista è strettamente legata alla sua incapacità di mantenere le promesse, e quindi di rappresentare tutte le fasce della società. I gruppi oppressi, in particolare le donne, sanno per esperienza diretta che la loro liberazione non può essere garantita dagli stessi sistemi che perpetuano la violenza e una sottomissione insopportabili. Di fronte questi ostacoli che si frappongono alle lotte delle donne, l’urgenza dell’internazionalismo è ancora più pressante.

Storicamente, nell’internazionalismo è presente la consapevolezza che, al di là di qualsiasi ordine esistente, le persone devono essere consapevoli della sofferenza di ciascuno e vedere l’oppressione come la disgrazia di tutti. L’internazionalismo è l’estensione rivoluzionaria della presa di coscienza di sé trasferita all’umanità nel suo insieme, basata sulla capacità di vedere come le diverse forme di oppressione siano connesse tra loro. In questo senso, l’internazionalismo deve necessariamente respingere qualsiasi forma di delega alle istituzioni di status quo e ricorrere ad azioni concrete e dirette.

Più di cento anni fa, il mese di marzo è stato scelto dalle donne lavoratrici socialiste come la giornata internazionale delle donne e delle loro lotte militanti. Un secolo dopo, marzo è diventato il mese per ricordare e rendere onore alle donne internazionaliste che hanno preso
parte alla rivoluzione del Rojava. Lo scorso marzo, due militanti straordinarie, Anna Campbell (Hêlîn Qerecox), una rivoluzionaria antifascista inglese, e Alina Sanchez (Lêgêrîn Ciya), un’internazionalista socialista e dottoressa argentina, hanno perso la vita in Rojava mentre cercavano una vita libera dal fascismo patriarcale e dai suoi mercenari sottomessi alla modernità capitalista.

Tre anni prima, nel marzo 2015, la comunista nera tedesca Ivana Hoffmann, una delle prime martiri internazionaliste della rivoluzione del Rojava, perse la vita nella guerra contro i fascisti misogini e violentatori dell’ISIS. Insieme a migliaia di curde, arabe, turkmene, cristiane siriache, armene e altre compagne, queste tre donne, nello spirito dell’internazionalismo femminile, hanno voluto essere in prima linea contro la distruzione dei mondi di vita delle donne da parte dei sistemi patriarcali. Mentre scrivo queste parole, a più di tre mesi di distanza, il corpo di Anna giace ancora sotto le macerie ad Afrin, in Rojava, una città sotto l’occupazione coloniale e patriarcale dello stato turco. Il cuore della difesa dell’umanità da parte di queste donne era l’impegno a rendere la vita più bella attraverso la lotta indefessa contro i sistemi e la mentalità fascisti. Nello spirito della rivoluzione a cui si sono unite, non hanno fatto compromessi tra il loro essere donne e una “liberazione” che non tiene conto della lotta contro il patriarcato.

Verso la fine del 2018, donne curde, arabe, cristiane siriache e turkmene, insieme ad alcuni compagni internazionalisti, hanno annunciato la liberazione di Raqqa e dedicato quel momento storico alla liberazione di tutte le donne del mondo. Tra loro c’erano le donne yazide, che si
sono organizzate autonomamente per vendicarsi degli stupratori dell’ISIS che tre anni prima avevano perpetrato un genocidio ai danni della loro comunità e ridotto in schiavitù migliaia di donne.

Le lotte rivoluzionarie delle donne – in contrapposizione alle indebite appropriazioni contemporanee del linguaggio femminista da parte dei liberisti – hanno sempre incarnato lo spirito dell’internazionalismo e si sono messe alla guida delle lotte contro il fascismo e il nazionalismo. Per rimanere fedele alla promessa di solidarietà, la politica internazionalista attenta alle lotte delle donne deve capire che l’oppressione può essere agita in molte maniere, in modo che sia la violenza sia la resistenza nei suoi confronti non debbano essere ovunque portate avanti con le stesse pratiche. L’internazionalismo di oggi deve rivendicare azioni dirette per un cambiamento del sistema
senza affidarsi a poteri esterni – partito, governo o stato – e deve essere radicalmente democratico, antirazzista e contro il patriarcato.

Dilar Dirik

Fonte: https://roarmag.org/magazine/womens-internationalism-global-patriarchy/?fbclid=IwAR27uAa5-IEQDneeO0ej95zC9eK1VVfCrTQBnaeOivQyiqMN9MI1K3nTGHo


Ho voluto pubblicare questo post che condivido e vi mostro anche il banner del sito che trovo particolarmente bello, essenziale nella sua forma e ispiratore, molto Matriarcale come simbolo visto che compare il Moto Spiralideo che è Moto CronA di Dea che come sapete se avete letto solo il titolo del mio primo libro, per me è stato fonte di ispirazione per la mia Anima.

#468

Le lesbiche non sono donne.

È un concetto dell’Anima-Spirito espresso da Monique Wittig.

Io non sono una studiosa, un accademica, una lesbica che si è formata seguendo un linea retta, i dossi sulla mia strada non li conto, e vale per me come vale per le donne che hanno seguito altri percorsi, differenti dai miei, visto che viviamo sotto una gerarchia sessuale vale per tutte le donne, e so come femminista che noi donne non veniamo discriminate e subordinate perché ci identifichiamo come donne, ma perché nasciamo donne, per cui l’Anima Femminile la si ha, noi donne la dobbiamo ri-trovare i maschi non ne parliamo nemmeno, ma non è questa che ci fa discriminare, è il sesso di nascita che viene sottoposto ad una gerarchia in uno stato patriarcale.

Anche nell’apprendimento, sono stata zigzagante ma so per certo che questo è stato ctonio, è stato dell’Anima-Spirito per cui del Sentire e della Mente ed è giunto sotto la forma di consapevolezza di me, ed era logico secondo un approccio sciamanico femminile e femminista radicale che presto o tardi avrei incontrato nel mio interno donne come la Wittig o la Lorde, o anche come la Walker, e anche molte altre che hanno saputo incastrare alla perfezione tasselli che in tempi e percorsi pregressi non si sarebbero potuti incastrare, sempre restando sulla mia vita.

Ho iniziato a studiare con la fine dei percorsi scolastici, incastrando lo studio anche con il percorso scolastico ci ho messo del tempo a capirlo, ma questa è la mia esperienza e non per questo ciò che la mia Anima tra esperienze e concentrazioni ha recepito (Anima e Spirito) ha meno valenza di chi ci arriva studiando in università o luoghi riconosciuti come legittimi dal potere che lo ricordo è sempre nelle mani del patriarca di turno o di un insieme di patriarchi e ancelle istruite con la violenza ad odiarsi e ad identificarsi con l’immagine che il patriarca pretende per loro e che quindi vanno al seguito di quest’ultimo.

Ed il vero studio (che è stato Interiore) è giunto solo da soggetti femminili, sia etero che lesbiche, queste seconde maggiormente inutile che lo neghi visto che a più riprese mi hanno salvato la vita, e in questo sono state Madri Matriarcali.

Non parlo come mi si chiede, non scrivo come le regole mi chiedono, non interagisco come il modus sociale, intransigente dittatore, mi chiede, l’ho fatto si, e le mie ferite animiche si sono estese, non lo faccio più, è imperativo amarmi, senza questo non esiste Radice.

Monique Wittig è giunta nella mia vita poco dopo un trauma di una portata pesante, giunse come Medicina, al pari di altre medicine di cui necessitavo in quel periodo, una medicina che è diventata poi Alimento, Nutrimento profondo.

Immagine tratta dal sito Nazione Indiana

Donne e uomini sono costruzioni politiche nel patriarcato che nulla hanno a che fare con la biologia e la scienza, e nemmeno con Istinto e Anima

Leggere patriarcato. Aveva ragione la Wittig. E la lesbica non è una donna perché esce da tale costruzione, il corpo lesbico ne esce, corpo singolo e collettivo, in quest’ultimo senso Matriarcale ebbene si, nei Matriarcati sapevamo che la biologia ci ha fatte tutte lesbiche, poi è stato costruita (a fini utilitaristici e di dominio) l’eterosessualità, come norma primaria di considerare le interazioni (violenze) sociali tra i sessi mai guardata la cosa da questa prospettiva vero? io da lesbica si.

Conosci te stessa Dea e conoscerai l’Universo.

Ieri parlando con mia Madre ho sollevato il tema della depressione post partum, ed entrambe siamo convinte, ma internamente lo siamo (che è diverso dall’elaborare semplicemente un pensiero scisso dalle sensazioni o contraffatto da una cultura che si associa a sensazioni anch’esse costruite), quindi nell’istinto che il patriarcato non è riuscito a domare ne in me ne in mia Madre, che tale depressione nei Matriarcati era inesistente.

In Natura si opera il separatismo in molte specie e quando c’è una nascita sono le Femmine a riunirsi per non lasciare sola la Madre, quella è la vera Tribù, il patriarcato pretende che noi ci dividiamo e ci immette nella famiglia, altra costruzione sociale, perché ha paura di quell’essenza Atavica che emerge dalla Sorellanza, dalla Matriarcanza, nella Nonnarcanza, in tali Tessiture delle Anime, e poi perché ha invidia dell’utero, infatti lui costruisce perché non Crea, solo la Femmina Crea, Crea le condizioni di Vita e di Morte, basta vedere la Dea, la Natura Madre.

Dividendoci si illude di aver vinto, ma siamo sempre noi a determinare l’esistenza della nostra specie, è un dato di fatto, per questo hanno preteso di controllarci e di controllarla, e non smetteranno mai fin quando non li rimetteremo al posto in cui devono stare ovvero a ribellarci sistemicamente tutte all’oppressione che da 5 millenni esercitano su di noi, infatti siamo anche la Mater Terribilis (che significa rispetto) e la legge di Dea si deve rispettare, le ripercussioni per tale mancato rispetto sono la società che ci circonda, e francamente chiamarla civiltà è un pessimo servizio al termine stesso, infatti le uniche civiltà sono state quelle Matriarcali, siamo Guerriere, un Materno di Morte perché è nella nostra Natura, le fasi della Dea sono Nascita, Sviluppo e Morte, è un dato di fatto, occultato dalla cultura, fasi che nulla hanno a che fare con il sottomettere che invece è prassi sociale patriarcale.

Pescare da miti e narrazioni patriarcali, recuperi Femminei

La Curiosità è Cucciola di Dea, se si smette di essere Curiose si è Morte dentro e non lo si vede, per vederlo occorrono Occhi al Buio, ed è dal Buio che nasce la Vita.

Da quando ero bambina Creavo storie, prendevo quelle esistenti e non mi venne insegnato a fare questo, lo feci per Istinto, e le trasformavo in altre Narrazioni, più reali però perché la Dea ha i piedi che affondano nella Terra da cui nasce il Nutrimento.

Non ebbi bisogno di definirmi Sciamana, lo ero, lo sono, non occorre dirlo, o ribadirlo lo sono dalla nascita come dalla nascita sono lesbica, come ogni corpo e Anima Femminea lo è, solo che io ne ho preso Coscienza Animica di questa cosa.

La Wittig come altre soggettività Femminee fecero una cosa da Cucciole di Dea, presero le narrazioni patriarcali e le distrussero per Creare e dare visibilità a Verità scomode da rivelare.

Un altra che fece questo fu la Gimbutas, ma potrei citarne tantissime altre, e per vedere la Verità ci vuole Coraggio, per praticarla ancora di più, ma quel Coraggio ha un altro nome…. si chiama Vita ed è opera da Guerriere quindi da Sciamane-Amazzoni praticarla, con i mezzi che si hanno a propria disposizione e Generandone sempre di nuovi, ed è questa la vera evoluzione, e guardate un po, anche questa è pratica Femminea, lo dice la Natura-Dea in una delle sue leggi.

#467

Dal sito Focus

Come la Luna, Madre dell’Oscurità fa capolino, così l’energia tramonta trasformandosi per lasciare Svelato il lato delle sue Fasi di ricarica e ripresa, le Fasi di calo necessarie al Cambiamento e alla ripresa.

Il Moto Energetico

Viviamo in un contesto socializzato, di conseguenza uscire al di fuori di esso è difficile, la Natura Madre e Morte del Cosmo aiuta però.

Il Ritmo Cosmico dell’Energia Femminile che muove l’Universo è continuo, prevede fasi salienti e discendenti non dicotomiche, tutti i Cicli sono differenti e uguali, i dualismi sono espansivi e la bio diversità degli stessi è Creativa, Ispira Cure e ulteriori Moti, questa era la concezione Matriarcale, veritiera, assai più veritiera di quella patriarcale.

La Donna Crea, il maschio costruisce perché lui non può creare

L’Albero Madre crea la vita

La Natura Agisce e Reagisce quando è il momento e ad Ispirare questa Dea è la sua Interiorità, la sua Anima Istintuale da dove sorge e dove tramonta la Vita, il Corpo segue il Moto Ctonio, ed entrambi sono pervasi da Energia Crona, per cui solo Femminea.

Creare per l’etimo è produrre, ovviamente l’etimo l’ho scritto a più riprese è anch’esso patriarcale, creare non è ne costruire ne produrre, entrambe queste attività possono compierle tutte e tutti, ma Creare significa Dare Vita e Dare Morte e questo lo fa solo il Femmineo, la Dea lo fa.

E anche la Dea ha la sua Stagione di Sonnolenza, la sua Stagione di Riposo, perché l’Energia declina, è regola scientifica e prima ancora quando la scienza la chiamavamo Magia era regola di Dea, quindi Magica, Sciamanicamente Magica.

Dea Donna, Conosci e abbraccia i tuoi Cicli

La pausa che mi ero voluta prendere era corrispondente alla mia Fase, al mio Ciclo di Riposo, necessario e fisiologico. Troppe vicissitudini che necessitavano una decantazione e un conseguente atto Trasformativo, tutto Cambia, Sempre, questa anche è una regola di Dea Madre e Mortifera.

Abbracciare i nostri Cicli significa Riconoscerci allo Specchio, lo Specchio è l’Anima che chiede visibilità, e l’Anima è al Buio, non è un caso che le Civiltà Matriarcali erano Civiltà maggiormente connesse alla Luna piuttosto che al Sole, poi giunse un ribaltamento e disconoscendo l’Anima la Luna divenne nemica e nell’Oscurità ove la Luna Madre Giaceva, apparvero mostri perché chi non vede in se vede mostri e nemici.

Il fallocentrismo ci vuole perennemente in uno stato di Energia alta, per cui chiede l’impossibile, non è un caso che abbiano costruito il concetto di onnipotenza, appunto una costruzione per giunta falsa. Invece noi Dee dobbiamo riconnetterci con questa specifica Fase Crona, l’Energia che cala è un nostro diritto oltre che una Fase di Dea, per cui ci riguarda ed abbracciarla significa tornare ad amarci, è in questa Fase vicina a quella Mortifera che la concentrazione si può affinare sul piano Creativo, in attività è quest’ultima che convoglia l’Energia, e il raziocinio di Dea, quindi quello non artefatto, è impegnato nell’investimento energetico, non lascia sufficiente spazio al Profondo, la Fase Caduca si invece.

Scatto di Theo Bosboom

Nell’Energia piena vi è sempre Creatività Sciamanica e anche risposte Creative immediate e Sacre, ma in Fase di Foglia Caduca, Autunnale la Profondità Ctonia (sinonimi) chiede strada e quella Profondità è la Dea Medicina, alla quale si giunge amandosi e ascoltandoci-ascoltando la Dea stessa.

L’Autunno precede la Dea Morte Inverno, periodo di recupero dell’Energia che si muove nel sottosuolo, nella Luna sostanzialmente, perché si esprime al Buio, la Sciamana è Colei che al Buio osserva, e dal Buio trae Nutrimento per l’Anima, i Matriarcati sapevano che quella è la dimensione nella quale il Sottile si esprime in Moto Creativo, e il declino è Fase Crona nella quale tutto diviene rarefatto, le mappature pregresse si Trasformano nell’essenza stessa di un Energia che tramontando farà tornare il Sole per il suo tempo.

Ascolto del Sacro Mistero-Anima(le)

Sto scrivendo come più volte detto, il mio terzo libro in questo periodo, il primo dedicato a quello che l’antropologia ha definito come Totem Animale, vi mostro la copertina di questo libro che ho dedicato alla Lupa-Dea.

Copertina terzo libro Spiral Red Earth

Il Lupo ulula alla Luna, è uno Specchio, chiama il suo Interno, ogni Anima(le) ad esclusione di noi, sa Ascoltare, perché senza Ascolto non esiste Vita. Quando decisi di dipingere questa copertina ero in una fase nella quale la Medicina del Selvaggio era bloccata in me, l’accumulo delle problematiche crea Malattia Sciamanica, quando si trascina l’Anima ne risente seguendo tale strada.

La Dea, in ogni sua Creatura mostra le Fasi Crone, durante una ferita la Lupa si mette da parte, agisce e attende, la Malattia è Maestra di Vita, ho un particolare rapporto con questa Creatura e mi apparve in una Visione Sacra portando con se un messaggio, l’Anima Anima(le) in noi come uno Specchio ci mostra delle cose, la loro corretta lettura, quella Selvaggia è essa stessa una Medicina.

Dedicare un libro a questa Creatura che abbraccia se stessa riconoscendo le Sue Fasi, Fasi di Dea, ivi comprese quelle di calo Energetico, dopo che è tornata a distanza di molti anni nelle aree dove vivo anche io, mi sembrava opportuno, oltre che un Dono e lo scrivo proprio ora che siamo nella Fase discendente, quella che accompagna lo Ctonio.

La Luna Madre porta consigli per l’Anima

Il Sogno, la Visione parlano un Linguaggio altro, divenuto altro, considerato invece Sacro e Creativo quando eravamo ancora Integre a noi stesse, Curandere, Maghe, Streghe e Sciamane

L’Energia che cala ci ricorda la Caducità stessa delle cose, tutto si Trasforma, e la Dea è immensa ed immersa in tutte le sue Fasi, ci ricorda anche come senza un declino non esiste una ripresa, e che la forza sta nel Comprendere noi stesse e non nel distaccarci da noi, quindi dalla Dea.

Luna Rossa, Serpente ed il Mestruo Fase di espulsione

Come con la Luna Madre ci connettiamo nella Fase espulsiva, durante il Mestruo, ci possiamo connettere alla Luna in tutte le nostre Fasi, Lei è lì ma non è staccata, è un Richiamo Atavico, abbiamo i suoi-nostri Ritmi Sacri, quando Mestruiamo il Profondo trova questo canale di Luna per parlarci, un canale Mortifero visto che è un espulsione che precede una nuova Vita, non una nascita di una Crea-tura ma una Fase di Trasformazione per qualcosa di differente, perdiamo la Pelle Serpentina in questa Fase, rinnovandoci profondamente e non lo vediamo, perché tutto avviene nello ctonio di noi stesse, ma lo Sentiamo, è l’altra vista, quella della Sciamana, e la Dea ha scelto noi Femmine per questo Sacro Rito.

La differenza è l’essenza stessa della Dea, senza differenze crediamo di vivere, ce lo dicono, la stabilità diventa perfino attrattiva, ma la Dea è Crona e in perenne Trasformazione, è appunto Caduca come gli alchimisti notarono con la Foglia, siamo Foglie, Siamo Lune, siamo chicchi di pioggia, e tutto va verso il basso, entrando nel Corpo di Terra e al suo interno Trasformandosi, come per il Mestruo, Fase calante Energetica ma assieme ampia, perché è un Energia differente anch’essa.

#466

Goccia-Scintilla 30

Dire:

“Non si aiutano le persone che non aiutano loro stesse”

È cinico.

Una volta aderivo anche io a questo cinismo, anzi a questo umanismo, senza voler essere specista per l’Animale della nostra specie ma per la cultura umana si, e non si tratta quindi di specismo ma di critica che ci fa etichettare umani Animali come gli altri, certamente meno evoluti degli altri, ricordo che tutte le specie non hanno distrutto il pianeta, la cultura della nostra si, quindi ne ho ben donde ad essere irata, poi sono evoluta grazie al femminismo e allo studio (e conseguente ricezione interiore e quindi ctonia) dei Matriarcati ed ho smesso di pensare che quella frase fosse giusta.

Gli aiuti arrivano o possono essere portati senza sacrificarsi, senza privarsi di qualcosa, non sono un obbligo ma non sono nemmeno un elemosina li si forniscono fin quando ci si riesce ma non c’è bisogno del distacco tipico del cinismo, anzi dell’umanismo sopra esposto.

Ho ricevuto aiuti diretti e indiretti in momenti nei quali non riuscivo ad aiutare me stessa, mi spiace ego, non te la do vinta, io le mie Sorelle, con i mezzi che ho le aiuto, tento di aiutarle, ribadisco come posso, facendo quello che posso, e non per questo mi sacrifico o perdo qualcosa, anzi espando, e non lo faccio per espandere non ho un fine egoico o per trarne nutrimento in senso utilitaristico, ma perché la cooperazione è l’essenza della Vita me lo ricordano i Matriarcati e quindi la Natura-Dea tutta.

Dire io non aiuto chi non aiuta se, significa distaccarsi, non c’è bisogno per l’Anima di fare questo, anche il pensare di fare questo la ferisce l’Anima, anche se non ce ne accorgiamo spesso sul piano cosciente.

Disegno di Spiral Red Earth

#465

Malattia e Cura, cambi paradigmatici, self-help e Sapienza Matriarcale oscurata.

L’esperienza diretta è diventata qualcosa che nel corso della storia doveva essere analizzata, ma non da chi la viveva (a meno che quest’ultima persona non gli desse le risposte prescritte dalla cultura vigente) piuttosto da una serie di esperti.

L’auto analisi è qualcosa che nella seconda ondata del femminismo è stato moto energetico potente, di scompaginamento e ri-appropriazione dell’interezza del femminino da parte delle donne che la svolgevano per loro stesse in un contesto di Sorellanza.

In altre parole?

Conosci te stessa Dea, e conoscerai l’universo

Ma nel fare questo l’onestà con se stesse è indispensabile, e siccome ogni persona nasconde a se stessa se stessa, ecco che l’autoanalisi diventa metodo da dover apprendere ed un metodo per essere appreso deve essere esercitato.

Più volte su questo blog ho scritto che il patriarcato se visto in un altra prospettiva non è credibile, chiunque prometta sono benessere ma può essere credibile? forza….. e nelle religioni, nelle mistiche (?), nelle filosofie maschiliste alla fine si giunge ad uno stato perenne di benessere. Non è credibile, la Vita (della quale fa parte l’aspetto Mortifero, nella sua dualità non contrapponibile) presenta stati di benessere, di malessere, presenta sfumature, riprese, cadute e tanto altro, quindi una narrazione nella quale “se si fanno determinate cose poi si conquista il benessere perenne” dovrebbe venir considerata un incubo piuttosto che qualcosa da desiderare.

Altro aspetto della Cura-Malattia è il tempo. Il tempo che è stato assoggettato anch’esso ai modi e alle ondate patriarcali, e cosa ha prodotto tale assoggettamento? il non prenderci davvero cura di noi, per le donne questo si somma agli insegnamenti a non applicarla mai questa Cura verso noi stesse e tenendo conto che il primo mestiere della donna era quello di Sciamana-Curandera ci si rende in parte conto del loro odio nei nostri riguardi.

Fare auto analisi, raramente, in uno specifico momento o sistemicamente, richiede come detto un intensa onestà verso noi stesse, da mettere assieme alla costante capacità di Per-Donarci, in senso Matriarcale lo scrivo, tale parola assume il seguente significante:

Donare a noi stesse amore, insomma amare noi stesse e farci regali che testimonino questo amore

e richiede anche tempo. Per convincerci il patriarcato ha investito per tutta la nostra vita sulla sua cultura, indottrinandoci con costanza a credergli, si capisce che non se ne esce con facilità, ne a livello individuale e nemmeno a livello di liberazione del mondo da questo cancro con annesse metastasi.

Voglio riportare un bellissimo articolo che tratta in maniera approfondita il tema dell’auto analisi e lo fa da una prospettiva femminista, ovvero da una prospettiva di Liberazione: Effe Rivista Femminista dal corpo alla mente

Da questo articolo possiamo approcciarci ai blocchi, ed i blocchi sono sempre funzionali al sistema, quando li ha una donna socializzata alla subordinazione il blocco è la vittoria netta del patriarcato interiorizzato, ma questa non è una colpa, fatto sta che uscirne è difficilissimo e non basta uscirne una sola volta, visto che il sistema patriarcale è appunto un sistema quindi i blocchi si presentano sempre, anche gli stessi in diversi periodi e circostanze, e può anche essere un percorso Animistico che ci permette di uscirne, io ho scelto per me sentendola la Via di Sapienza Matriarcale e quindi Sciamanica Femminile, perché mi è affine e anche per altre ragioni intime. Questo significa che non se ne uscirà mai? no, ce lo vogliono far credere ma non è così, anzi paradosso vuole che più ci fanno del male più intrinsecamente quel dolore ci permette di evolvere, la Natura questo dice, la Dea lo dice, però ci vuole lavoro per Liberare noi stesse dalla costruzione e da ciò che in questa guerra costantemente ci buttano addosso.

Siamo state insegnate in un ruolo o diversi ruoli, che sono Malattie per noi stesse

Sul tema della malattia (come su tutti gli altri) si sono concentrati a descrivere la realtà, la descrizione (quindi il mentalismo che è sempre e solo patriarcale) era indispensabile a far materializzare la descrizione stessa, quella che è la socializzazione e che permette alle cose di non cambiare, si capisce quanto odio suscita in questi dittatori il fatto che ci poniamo domande e che poi dopo queste analisi anche auto condotte usciamo dalla loro descrizione?

Lo stereotipo è funzionale al permanere dello status quo.

E gli stereotipi li introiettiamo tutt@ ci vengono insegnati per cui a gradi differenti tutte e tutti li replichiamo poi. Qui anche ci vuole coraggio a riconoscerli e a superarli, visto che essi ci legano, infatti i legamenti li hanno inventati le religioni patriarcali.

Le diverse Malattie

Alice Walker definisce la sua scrittura come olistica, Olismo significa dall’etimo: “del tutto” ritessere trame è antica prassi Matriarcale e le trame unite riconoscendo le specificità tengono conto delle complessità, nulla è scisso e il tempo da diviso può diventare un Tutto, a cui attingere per Comprendere il presente e innescare Consapevolezze.

Togliendoci il sacerdozio hanno tentato di distruggere qualcosa che è solo Femminea, per occultarla a noi stesse ed ingenerare Malattia (anzi Malattie) attraverso questa sottrazione.

Il sistema ci vuole malate perché agisce attraverso la vigliaccheria, se fossimo integre a noi stesse il patriarcato ci temerebbe, lo dimostra la Natura dove la Femmina delle specie è rispettata non temuta per come si intende tale significante nella testa artefatta misogina, invece il patriarcato ci teme quando Conosciamo noi Stesse perché cerca di compensare un suo senso di inferiorità percepito nella sua testa condizionata al sesso superiore (vedete che non c’è differenza con l’idea di razza superiore, il patriarcato è una forma di nazismo quindi è un idea basata sull’odio sistematico) perché conoscendoci e non facendoci annichilire dalla loro codardia (chi usa violenza è codardo, siamo noi le vere coraggiose mai i maschi in un sistema misogino) diventiamo un pericolo alla loro narrazione.

la Paura Dea anche lei, se ben gestita è una risorsa dell’Anima, diventa problema quando con essa si innesca una dipendenza e anche evitare di Conoscere noi Stesse è una forma che la Paura assume, ma quella vista può solo liberarci dalle catene invisibili che indotte abbiamo adottato.

Tela di Ragno da Etsy

Tessere trame è un principio di Cura(ndera) le trame più difficili da tessere sono quelle dello svelamento di cose che di noi stesse non vediamo, comprendere quanto si è introiettato non per nostra responsabilità, o colpa, significa Morire, e la Morte richiede dinamismo, la Dea è dinamica quando effettua il passaggio da una stagione ad un altra, si adatta ma non si sottomette, ne comanda, i suoi Cicli sono i nostri, solo che essendo condizionate (ci hanno dato un identità facendoci ammalare attraverso essa) non li Sentiamo più quei Cicli della Crona-Logia, di Spirito (mente di Natura) e Anima (Istinto-Sentire di Natura).

#464

Mi ero presa una pausa, molto breve e l’ho ridotta perché non ce la faccio a leggere castronerie come per esempio: “non esiste l’inquinamento per cui l’allarmista Greta dovrebbe evitare di fare proseliti” oppure: “Non esiste l’inquinamento il surriscaldamento globale è normale” e a non dire nulla, a non scrivere che vi hanno fatto il lavaggio del cervello e che un auto analisi senza colpe e senza punizione che sono strumenti del potere, vi sarebbe necessaria, ma che so anche che questa richiede un’analisi introspettiva oltre che una critica feroce ai padroni, perché tale critica poi verrebbe spontanea, come un Moto interiore che non si sottomette.

Secondo i detrattori loro i veri cretini, anzi no, mi correggo i partigiani del potere, è più consono e sarebbe normale (e produttivo, evoluto e tutte cavolate similari) che corporazioni e multinazionali distruggano la vita sulla terra per profitto, ma non ve lo dicono preferiscono attaccare terzi, oggi è Greta, ieri era Vandana Shiva, ieri l’altro altre-i ambientaliste-i, ma nel frattempo che voi vi bevete le loro narrazioni finanziano e aiutano i veri responsabili della crisi climatica, le industrie, e visto che alcun@ senza farsi domande e seguendo le narrazioni di massa del potere continuano a trovare capre espiatorie diventano conniventi con il potere stesso, che è specifico però, non è aleatorio, è:

sessista

misogino

patriarcale

specista

antropocentrista

razzista

patriarcale

capitalistico

In tale quadro un era glaciale che in brevissimo tempo fa sciogliere i ghiacciai diventa il nuovo mito scientifico (è scienza o difesa di quel potere? domanda retorica) ebbene, le ere glaciali si protraggono nel tempo in pochi anni è impossibile che interi ghiacciai si sciolgano, ma accade se il riscaldamento è condizionato dall’azione inquinante di cui qualcuno (quelli che stanno in alto sulla scala sociale, i privilegiati, quelli che decidono le sorti di migliaia di persone e lo fanno con piglio autoritario e poi sorridono per mascherare il loro modo dittatoriale di fare) non si prendono la responsabilità di essere dei sottrattori di futuro, come appunto e giustamente dice Greta.

Stesso discorso vale per terre arse al fine di dare quelle stesse terre ad allevamenti e produzioni alimentari selezionate ed intensive (con conseguente distruzione della biodiversità agita solo da mani umane, leggere Bolsonaro, la Dea Terra non fa questo solo l’uomo, il patriarca, il capitalista, il kurgan lo fa) sfruttando e distruggendo la Terra stessa, avete ragione è molto più facile odiare una donna, ce lo insegnano i maschi anche a noi donne ad odiarne altre e a essere sottomesse al dio maschio che intanto continua a distruggere la terra ed è una verità questa, mentre falsità come: non c’è un allarme co2 sono solo il modo che il potere patriarcale e capitalista si è dato per continuare a farci essere inconsapevoli e che ha costruito VERSIONI (lo ripeto in maiuscolo: VERSIONI) che attraverso i grandi nomi (i guru… di religiosa e patriarcale memoria) appoggino tali versioni (false) al contempo prendendo due piccioni con una fava e continuando ad alimentare miti e odiando una donna, (rafforzando così il patriarcato, quindi sempre il loro potere) così che coloro che li seguiranno riceveranno una caramellina del loro potere, nel caso delle femmine fin quando gli faranno comodo visto che loro non ci perdonano di essere nate donne, e questa è una realtà, se non la vedete non vedete la verità sociale che vi circonda chiamata patriarcato ovvero: dominio del padrone (maschio) quel maschio lui si (che sia un industria o altro) davvero psicopatico ovvero privo di empatia verso l’altra-o, perché solo se non si ha empatia si possono narrare falsità e spacciarle per verità assolute, la verità cambia perché la Dea Natura cambia, fatevene una ragione, ma nella vostra fissità non potete, aveva ragione la Daly a chiamarvi necrofili!

Beh siete conniventi, di chi vi ha volute schiave odiatore di voi stesse e di altre donne, così da salvarsi vigliaccamente lui (sistema o singolo che sia) continuando a perpetrare il suo potere, anche ai vostri danni.

Questo siete. Pur comprendendo la vostra paura di disobbedire al padrone, al dio maschio che inventa narrazioni per giustificare il suo potere, storie fittizie per non perderlo quel potere, non posso giustificarvi perché è anche grazie a voi al vostro non mettere a critica quello che vi hanno insegnato (attraverso una violenza sistemica) che lui può continuare ad avere potere.

Link da GreenPeace Italia

E sapete una cosa?

Si GreenPeace è di parte ma questo non significa (lo scrivo ai detrattori e alle detrattore) che essendo di parte non sia scientificamente congruo, chi deve difendere il suo potere invece non lo è mai, se non l’avete capito siete parte integrante del problema.

Greta

Stamattina mi è capitato di interloquire con il solito non pensante di destra che è bravo solo a seguire pedissequamente il padrone, costui accusava Greta, e diceva quella frase che dicono sempre quando è una donna ad emergere dall’oblio nel quale il sistema nazista patriarcale pretende di collocarci per tutta la nostra vita. Greta chi ha dietro?

Gli ho risposto: non dietro, Greta ha un cervello, e lo usa, ha una coscienza e la usa, e siccome è una donna voi la odiate. E ovviamente anche le donne che non criticano il loro patriarcato introiettato la odiano e la sviliscono, vi dico una cosa.

La vita è una serie di errori, non è una serie di eccellenze, non è una serie di dimostrazioni di ego psicotico, o di vette verso l’alto isolandosi dal basso (il distacco è una malattia dell’Anima e socialmente disquisendo crea situazioni di malessere generalizzato che implicano responsabilità singole e condivise) vi hanno detto che se sbagliate dovete espiare? che meritate di essere punite? che sbagliate sempre facendovi sentire in colpa per questo? ebbene vi hanno violentate psicologicamente se ci avete creduto dovete lavorare sui voi stesse per capire che vi hanno solo condizionate a non ribellarvi, perché loro questo fanno, ora la stanno facendo con una giovane ragazza che certamente ha fatto e farà errori, e sapete perché? perché senza errori non si evolve, il maschio patriarcale ha il mito del distacco e dell’onnipotenza, ci avete creduto? avete creduto ad una violenza! e ad un modus culturale nel quale non si evolve MAI!

Chi vuole il potere deve veicolare menzogne per mantenerlo, non dimenticatelo mai, è una delle basi per resistere e lottare. Greta non vuole potere per se, ma vivere in un mondo migliore di quello di chi lo distrugge.

In Natura esiste una socializzazione ma non una cultura, i Matriarcati erano Stati non Stati di Natura, la cultura indottrina, la Natura, Dea no. La cultura femminista è un passaggio di recupero che tocca la Natura perché sente dall’interno, come gli Anima(li) quello che siamo ma che non vogliamo vedere.

#463

Mi prendo una pausa dal blog.

È da qualche giorno che ci sto pensando e dovendo elaborare, scrivere, terminare cose lasciate indietro (terzo libro compreso) mi necessita una pausa per la gestione ottimale del mio tempo.

Nel frattempo se volete e ne avete il tempo, ma anche la voglia scorrete il blog, gli scritti ed i post del passato, date un occhiata ai miei libri:

Librum Crona Logia Parteno Spiralidea

M come Terra

Il primo di recente revisione, ha tre macro paragrafi:

# la Dea Oscura

# Creatività Sciamanica Femminea

# Riannodare i fili

Il secondo libro è una raccolta di poesie

Buon Autunno a tutte, e buona pausa a me

#462

Goccia-Scintilla 29

Le donne anaffettive per il patriarcato sono quelle che amano loro stesse e non rinunciano a questo amore.

La medicalizzazione su base psicologica in passato ha prodotto reclusioni in manicomi di donne che non avevano alcuna malattia, ma che semplicemente soffrivano, o erano bisognose di tutela o entrambe le cose assieme ma la tutela il soggetto secondo sesso non può chiederla, è una sfida alla dittatura del maschio primo sesso criminale d’odio vi pare?

non dovremmo mai dimenticarcelo che l’isteria (non quella delle Menadi ebbre della Dea quindi in Trance Sciamanica) è stata ed è solo una costruzione sociale atta a far odiare le donne a criminalizzare il loro Sacro ovvero i loro-nostri sentimenti, la nostra Anima, ed hanno rubato dai Matriarcati, hanno usato per i loro scopi mentecatti ed infami il Sacro Femminino per rivoltarlo contro di noi e apporci sopra un marchio, come ve ne sono molte altre di queste costruzioni.

Per non ripetere il passato la Memoria è essenziale, e non solo essa, lo sappiamo.

Esiste l’anaffettività anche (sottolineo ANCHE) nelle donne ce la insegna la misoginia introiettata, appunto la misoginia ovvero l’odio verso le donne, visto che è la ragion d’essere di tutti gli stati patriarcali questa misoginia preferiscono distruggere l’intero pianeta pur di non vedere cosa sono, per cui la responsabilità è sempre del maschio odiatore. SEMPRE! e di responsabilità ne hanno a decine di migliaia.

#461

Gocce-scintille 27 e 28

Goccia-Scintilla 27:

L’Etimo riflette l’oppressione sociale condotta verso le donne, e non lo fa con un solo termine, la lingua nasceva come dogma incontrovertibile (così la assumono e la diffondono i patriarcati) per ribadire che la donna era il male e che doveva stare al posto che il patriarcato stesso le aveva deciso.

Ecco un termine, uno a caso eh….

Le donne hanno malizia, avete mai sentito dire ad un maschio che agisce con malizia? si glielo dicono ma solo per gioco, come scherzo innocente, per le donne invece è come una lettera scarlatta.

Goccia-Scintilla 28:

Il maschio viene represso nel patriarcato? L’unica cosa che gli viene repressa è l’empatia, e neanche nella sua totalità, è uguale alle donne in effetti a noi ci reprimono su qualunque cosa, si si… è proprio uguale (ce lo ricorda vado in giro aspiro un papiro su Twitter) sono istruiti a provarla solo verso certe direzioni, le altre ovvero quelle soggettività che gli insegnano a considerare inferiori, la loro empatia non la meritano, in sostanza l’empatia deve essere guadagnata, a casa mia si chiama narcisismo questo, l’empatia non si mercifica, ne si vieta, ne si concede che è una cosa a pagamento? una preziosa essenza mistica che va elargita a dosi ridotte?

Se si tratta di donne è quest’ultima cosa, perché noi siamo oggetti nella loro percezione distorta, loro sono la specie umana, noi no, e casa mia (è una casa Femminista, piena di Streghe, di donne per male, etc… etc… tutte le definizioni di cui ci riappropriamo per ri-vomitarvele addosso) è un Isola di Verità Scomode, altre case così le ho citate più volte nel blog, altre case femministe.

Se uccidono donne per imporre su di loro il loro potere sono dei poverelli, se intossicano il pianeta, sono degli incompresi (leggere che dio non si discute dinanzi a lui (in questo caso ogni maschio della Terra) ci si mette a tappetino e basta, perché è dio! caspita!), se ammazzano la prole come vendetta verso le mogli che li hanno lasciati sono eroi (una vicenda di cronaca recente ce lo ricorda) se stuprano donne e bambine è colpa delle donne o delle bambine, io vedo solo criminali di odio, e guardate un po, sono io che vedo bene, non vedo repressione nell’agire questi atti, non ci sono scuse come: “mio padre da piccolo mi picchiava o mi negava di fare determinate cose etc…” visto che quel padre così facendo gli mostrava che il maschio può fare quello che il pater faceva a lui, lo istruiva al bambino maschio, vediamola anche da questa prospettiva la questione invece di giustificarne da adulti gli atti di violenza, ma per vedere la verità ci vuole coraggio, e la repressione emotiva tanto millantata (scrivo millantata perché tale repressione per le donne è agita sempre e da tutti i sessi, per i maschi è agita solo per insegnarli ad essere il patriarca ovvero il dittatore che deve diventare, per cui si manifesta come insegnamento e trasmissione patriarcale) che subirebbero (ce lo ricorda Arty ) cosa produce? sentimenti come rabbia, anche l’odio è un sentimento, è il sentimento di chi non vuole rinunciare al potere che gli è stato insegnato come proprietà esclusiva del maschio.

Il maschio può fare tutto sempre, anche ammazzare, stuprare, ridurre il diritto umano (se riguarda una femmina) a spilletta da appendersi alla giacchetta agendo il suo odio (un sentimento guardate un po…..) in maniera sistemica, dove starebbe la repressione? invece la femmina qualunque cosa farà verrà giudicata e condannata è un dato di fatto, ripeto…. dove starebbe la repressione (presentata come totale nei sentimenti) del maschio? ci sono dei divieti atti ad insegnare loro il ruolo che dovranno assumere da adulti e come bravi soldatini lo assumono.

#460

Sulla cultura dello stupro

Qualche giorno fa Ricciocorno Schiattoso (nome del blog ma io chiamo l’autora col nome del blog più per abitudine mentale che non per sottrarle un identità) si interrogava su un aspetto importante scrivendo testuali parole:

Mi duole dirlo, ma se siamo costrette a preoccuparci dei “profumi e dei colori” coi quali ci adorniamo, è soltanto perché sotto sotto gli uomini ce li immaginiamo tutti come dei potenziali stupratori.

Che ci piaccia ammetterlo o meno, quando ascoltiamo Fabio Volo che si descrive mentre arriva ad una festa e occhieggia la ragazza seminuda che balla in modo provocante sussurando agli amici “puttanon”, è allo stupro che noi donne pensiamo. E se non proprio allo stupro in sé, la seconda cosa che ci viene immediatamente in mente è Fabio Volo che commenta: “Se l’è andata a cercare” (anche perché lo ha detto: guarda che se c’è il lupo rischi tu).

L’articolo da cui è tratta questa riflessione è il seguente: Volo batte dove il dente duole

Qui un link che parla di cosa sia e di come combattere la cultura dello stupro, tratto dal sito Radicalmente Libera.

Aggiorno a distanza di qualche ora dalla pubblicazione con un link ad un blog appena scovato qui su WP, un blog di cui io personalmente sentivo la necessità spirituale e mentale, politica, sociale, tutte le necessità di tutto. Il blog si dedica a tradurre interventi di Andrea Dworkin, cito vari frammenti del testo:

La parola rape (stupro in inglese) deriva dal latino rapere, che significa “rubare, prendere o portare via”.

La prima definizione di stupro ne The Random House Dictionary è ancora “l’atto di prendere e portare via con la forza”.

La seconda definizione, che vi è probabilmente più familiare, definisce lo stupro come “l’atto di forzare fisicamente una donna ad avere un rapporto sessuale”.

Per il momento, mi riferirò esclusivamente alla prima definizione di stupro, che è “l’atto di prendere e portare via con la forza”.

Lo stupro precede il matrimonio, il fidanzamento, la frequentazione e il corteggiamento come comportamento socialmente accettato. Ai brutti vecchi tempi, quando un uomo voleva una donna, semplicemente se la prendeva – questo è tutto, la rapiva e la scopava. Il rapimento, che era sempre a fini sessuali, era lo stupro. Se la donna stuprata compiaceva lo stupratore, lui la teneva. Se non lo faceva, la scartava. Le donne, a quei brutti vecchi tempi, erano beni di proprietà. Questo è tutto, le donne erano proprietà, oggetti da possedere, da comprare, vedere, usare e rubare – e cioè stuprare. Prima la donna apparteneva al padre che era il suo patriarca, il suo padrone, il suo signore. L’origine stessa della parola patriarcato è indicativa. Pater significa proprietario, possessore o padrone. L’unità sociale di base del patriarcato è la famiglia. La parola famiglia deriva dall’osco famel che significa serva, schiava o proprietà. Paterfamilias significa possessore di schiave. Lo stupratore che aveva rapito una donna prendeva il posto del padre come suo proprietario, possessore o padrone.

Che cos’è lo stupro?

Lo stupro è il primo modello di matrimonio. In quanto consentito dalla Bibbia e da centinaia di anni di leggi, costumi e abitudini.

Lo stupro è l’atto di rubare – un uomo prendere la proprietà sessuale di un altro uomo.

Lo stupro è, per legge e costume, un crimine contro gli uomini, contro gli specifici possessori di una specifica donna.

Lo stupro è il primo modello eterosessuale per le relazioni sessuali.

Lo stupro è l’emblema primario dell’amore romantico.

Lo stupro è il mezzo attraverso cui le donne sono iniziate alla propria femminilità così come definita dagli uomini.

Lo stupro è il diritto di ogni uomo che desideri una qualsiasi donna, a meno che lei non appartenga esplicitamente ad un altro uomo. Questo spiega chiaramente come mai gli avvocati della difesa siano autorizzati a fare domane intime e personali sulla vita sessuale delle vittime di stupro. Se una donna è vergine, allora appartiene ancora al padre ed è stato commesso un crimine. Se una donna non è sposata e non è vergine, allora non appartiene a nessun uomo in particolare e non è stato commesso un crimine.

Questi sono i fondamentali assunti sociali e culturali sullo stupro: (1) le donne vogliono essere stuprate, infatti, le donne hanno bisogno di essere stuprate; (2) le donne provocano lo stupro; (3) nessuna donna può essere sessualmente forzata contro la sua volontà; (4) le donne amano i propri stupratori; (5) con l’atto dello stupro, gli uomini affermano la propria virilità e affermano anche l’identità e la funzione delle donne – e cioè che le donne esistono per essere scopate e gli uomini quindi, nell’atto dello stupro, affermano la vera femminilità delle donne. C’è da meravigliarsi, quindi, che esista un’epidemia di violenti stupri in questo Paese e che la maggior parte dei condannati per stupro non sappiano che cosa abbiano fatto di male?

Ecco il link al blog ServizioTraduzioni dedicato alle traduzioni in italiano dei testi e dei pensieri di Andrea Dworkin

Immagine di Andrea Dworkin estratta dal Commonweal Magazine

Vivere nel terrore

In passato scrissi che il patriarcato è uno stato (inteso come stato sociale) di guerra permanente, e in guerra il terrorismo è uno degli strumenti che si adottano, la minaccia di stupro è una minaccia terroristica che de facto si palesa ogni giorno nella vita di tutte le donne di tutte le età del pianeta.

Ad esclusione delle poche comunità ancora oggi Matriarcali per le quali non esiste ne il concetto ne alcuna pratica di stupro.

Lo stupro è un esercizio di affermazione di potere vigliacco, chi usa la violenza è sempre vigliacco, altrimenti non ricorrerebbe a questi schifosi e infami strumenti di oppressione.

Leggete rabbia nelle mie parole? leggete benissimo.

Visto che oggi lo stupro correttivo verso le lesbiche è tornato in pompa magna, stavolta dalla sponda mtf, ovvero da persone transgender che ci etichettano come TERF per minacciarci di annullarci, costoro si sono fatte alfieri del patriarcato e di quello che ha sempre voluto, distruggere il femminino e in particolare e con maggiore violenza, quello lesbico, a tal proposito linko un articolo sulla cultura dello stupro ai nostri danni, tratto dal blog: Nel mulino che vorrei il genere abbatterei.

Sistematicamente le donne vengono stuprate su diversi livelli, non esiste solo lo stupro fisico, quello psicologico si chiama patriarcato, anche quello fisico e quello economico si chiamano con lo stesso nome, e tutti si avvalgono di annessi strumenti di guerra da impiegare.

Ad esempio il termine TERF ci ricorda il posto (che il patriarcato ci ha deciso e che oggi si avvale di alcune guardie transgender mtf e accoliti) e nel quale dovremmo stare, ovvero: non dobbiamo esistere nella nostra identità di lesbiche, l’articolo sopra riportato è interessante tutto a me però hanno colpito specificatamente alcuni concetti-frasi:

Man mano che la società accettava maggiormente le relazioni lesbiche, gli uomini trovavano un nuovo modo di negare i confini e l’autonomia delle lesbiche: feticizzandole.

Avevo in precedenza citato @Tunicati da Twitter su questo tema.

L’altra frase è:

Lungi dall’essere divertenti, queste narrazioni normalizzano lo stupro correttivo – l’idea che se le lesbiche facessero sesso con gli uomini, diventerebbero etero.

Molte di noi sono cresciute a tale narrazione, io stessa ho impiegato 36 anni ad accettare il mio lesbismo, infatti ciò che scrivono nel post qui:

Ma le giovani lesbiche che stanno imparando a conoscere la propria sessualità stanno facendo coming out in un mondo in cui viene detto loro che i peni possono essere femminili e che rifiutare questa nozione (e le persone attaccate a tali peni) è crudele e bigotto. Invece di insegnare alle giovani lesbiche ad abbracciare la loro sessualità, stiamo insegnando loro che sono fondamentalmente sbagliate

è vero e chi l’ha vissuto sulla propria pelle e fin dentro la sua Anima lo sa bene, io sono una di costoro, oggi lo fanno le trans mtf, ieri lo facevano i maschi etero non trans, entrambi sono socializzati alla fallocrazia infatti. L’ultima frase che mi ha colpita è questa:

Rifiutare di rispettare il fatto che alcune donne non vogliono fare sesso con qualcuno con un pene è la massima espressione del patriarcato.

Hanno perfettamente ragione, nelle narrazioni che abbiamo ricevuto tutte le lesbiche avevano peni sostitutivi di quelli del maschio e io ho sempre pensato che alle lesbiche il pene non interessa e non piace, e mi chiamavano bigotta, questo ha prodotto una repressione, e un odio verso me stessa durato troppo a lungo.

E sul tema interviene un Amazzone, non l’immagine che di noi Amazzoni ha il patriarcato che come sempre pretende di darci un identità da lui decisa, ma la vera Amazzone, la Sciamana, la Guerriera, la Strega, Colei invisa per nascita e crescita nella sua essenza al patriarcato, Giorgia Succi su Twitter

Segnalo quindi il sito Ai Amazones un sito nato da un idea di Giorgia Succi dove l’autora (non autrice, l’ice riflette il legamento col maschio nella lingua italiana) lei scrive parole per l’Anima, almeno io le recepisco a quel livello mai separato dalla mente.

Ci fanno vivere nella minaccia di morte o di annullamento costante, ancora a non definirla come una guerra? una guerra che dura da 5 millenni, prima vivevamo invece.

Ci sono corpi che camminano, respirano, hanno espressioni facciali, ma sono morti, perché il loro interno è deceduto da tempo.

Questi corpi sono sessuati.

Quelli femminili sono stati uccisi nelle loro Anime, necessitano di Sorellanze e Curandere che li sappiano osservare dentro e fornirgli qualche Nutrimento quando è possibile.

Quelli maschili anch’essi dovrebbero essere Curati ma scelgono la Malattia, questa fornisce loro potere e strumenti per guerreggiare, è dai kurgan che è così, osservare questo in loro stessi sarebbe una Cura ma devono immergersi, il femmineo attraverso la faccia Oscura della Sorella Luna ha più facilità a fare questo per ricontattare il suo Potere Sciamanico, perché la Luna accompagna i nostri Cicli, e perché noi siamo nel patriarcato il secondo sesso, l’oggetto percepito come disumano subalterno, siamo l’alieno che loro odiano perché quell’odio gli da potere.

Ben differente dal Potere Sciamanico Femminile che non prevede gerarchie quindi non prevede come standard ne primi ne secondi sessi.

#459

Simbiosi 3

Le dicotomie distruggono il sentire
Il sentire gioca e percepisce le sfumature, invece le dicotomie sono violenza veicolata da una cultura.

La Dea amplia
il sistema che viviamo recinge.

Immagine tratta da Pinterest

La Dea è Trina

padre, figlio e spirito santo come formula di una triade maschile nasconde e si sostituisce alla Legge di Dea che è:
Madre, Figlia e Nonna nell’Uno Matriarcale che è l’Anima Universale della Ciclicità Crona di Dea.

La trinità del maschio (inesistente e costruita culturalmente) stritola e avviluppa, la Trinità Femminea Sacra espande e contempla le sfumature rispettandone le fattezze cromatiche e Spirituali.

#458

Amazzoni, Lesbiche, Sacerdotesse della Dea Serpente, la Kundalini e il Tantra, la Via della Mano Sinistra, ovvero la Via Sciamanica Femminile

Noi donne siamo state narrate affinché non narrassimo noi stesse da sole nella nostra autonomia.

La Via della Mano Sinistra non è quella che ormai trova diffusione secondo la narrazione patriarcale della stessa.

È la Via del Selvaggio, della Dea Indomita dell’oltretomba dove solo se muori all’Io acquisti, o meglio riprendi a Vivere, ma occorre Morire per Vivere, la sessualità Sacra è Femminea, ed è Moto di Morte (abbandono cosciente quello narrato per enigmi dagli alchimisti che qualcosa dell’unica Via Iniziatica, quella Femminile, l’avevano capita nell’Anima) ed è lesbica nel senso che il piacere femminile che non necessita del fallo ed è un dato di fatto inscritto nel come il Corpo di Dea della Donna è, è Via di Sapienza che sperimenta la Morte per la Rinascita.

Per cui quel piacere visto che il corpo di donna è corpo lesbico, è piacere lesbico, fatevene una ragione nell’Anima, non nella testa.

Il Tantrismo era espressione di Liberazione del Femmineo che le Sacerdotesse della Dea esercitavano come Sacro Mistero, poi intervenne il patriarcato eterosessista e finì il Sacro, questa pratica (trasformata in atto eterosessuale per dogma) divenne regola di una religione patriarcale spacciato però per libertà sessuale infatti il tantrismo oggi è solo per la coppia maschio-femmina, e non è tantrismo, ovvero non è più (dal Matriarcato non lo è più) Ritu Sciamanico Femminile invece prima era svolto per il Piacere che era canale Energetico Sacro del Femmineo, e tale piacere era nella Consapevolezza dell’Anima solo lesbico.

La frase di oggi

Oggi uno specista ha detto questa frase:

“gli animali si accoppiano solo per riprodursi”

ovviamente è un ignorante.

Ma faccio un passo indietro, all’Atavico, meglio (s)conosciuto come: La Dea.

Il Delfino era un Anima(le) Sacro (tutti gli Anima(li) lo sono per i Matriarcati) che aveva caratteristiche recepite non con la testa artefatta ma con l’Istinto che non si può addomesticare, da qui l’Oracolo Serpentino di Delfi, ovvero dei Delfini e delle Sacerdotesse Serpe della Dea prima del dio stupratore zeus.

Il delfino Femmina sta con altre Femmine sempre durante il corso della sua vita la vogliamo dire in altre parole? è separatista e condivide l’intera vita con altre Femmine (come l’Elefante e come altri branchi in Natura solo Femminili, altra Anima è quella del Cinghiale), si accoppia con il maschio solo perché in questo modo può avere figli, il resto del tempo vive e scambia esperienze solo con altre Femmine scambia quelle che gli etero patriarcali specisti uomini della nostra specie (sminuendo il lesbismo visto che non possono eliminarlo cercano o di interpretarlo o di negarlo o entrambe le cose assieme) chiamano effusioni e che invece danno piacere alla Delfina, per cui la Delfina è lesbica e fa sesso per Piacere, vive con altre Femmine perché questo Nutre la sua Anima, vive la Sorellanza che a noi donne Anime umane ci è stata negata col finire dei Matriarcati, e si accoppia col maschio solo per figliare, di conseguenza è Indipendente dal maschio come tutte le Femmine in Natura anche se in modalità differenti per ogni specie.

Tantra Matriarcale: il Sacro Mistero

I Riti o sono Lunari (Inferus-Interni-Ctoni) o semplicemente non esistono, i riti sono solo Femminei perché l’Interno non è narrabile dal mentalismo patriarcale, ne da qualunque altro mentalismo (leggere Malattia Sciamanica per quest’ultima cosa).

Dea che esercita il Moto Spiralideo

L’Energia inizia il suo cammino, aumenta, declina e ricomincia (Vita-Morte e Rinascita), i passaggi sono Trasformazioni della stessa.

La Morte delle Illusioni è l’apertura (potenziale) alla Dea ovvero a noi stesse nel nostro dimenticato e soppiantato da chi ci ha narrate a nostro detrimento.

La sessualità Femminea è pressoché sconosciuta alla maggioranza delle donne, e sconosciuta totalmente dai maschi, visto che loro pensano solo al loro potere imposto dai ruoli sessuali o generi a cui veniamo sottoposte dalla nascita e a cui anche loro sono sottoposti, solo che a loro in cambio della subordinazione a questo padrone gli danno potere a noi solo umiliazione e distruzione.

Il Sacro Mistero è la riscoperta dell’Anima, ovvero del Femminile fuori da ogni pretesa che intenda descriverlo a meno che tale descrizione non derivi anch’essa dall’Anima e dall’esperienza di riscoperta fatta in prima persona attraversando la Morte del fittizio ovvero dell’intera descrizione che per anni ci hanno fatto, non è Via facile, e la descrizione certo non deve derivare dalla testa artefatta.